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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23924/2026 del 30/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

In sede esecutiva era stata riconosciuta la continuazione tra un reato in materia di stupefacenti e altri reati già oggetto di precedenti sentenze, con conseguente rideterminazione della pena complessiva. Il ricorrente ha censurato, con due motivi, la misura dell'aumento applicato per il reato satellite di detenzione di 225 grammi di cocaina: ha dedotto violazione degli artt. 81, secondo comma, e 133 c.p. nonché dell'art. 671 c.p.p., lamentando che l'aumento di anni due e mesi sei fosse manifestamente sproporzionato rispetto ai trattamenti sanzionatori adottati in altri giudizi per fatti ben più gravi e rispetto agli aumenti normalmente applicati ai coimputati e allo stesso ricorrente in procedimenti collegati. Con il secondo motivo ha inoltre denunciato la mancata concessione delle attenuanti generiche sull'aumento per continuazione, osservando che tali attenuanti gli erano state riconosciute in altra sentenza e che il loro mancato ripristino avrebbe inciso anche sul rapporto di proporzione del trattamento sanzionatorio.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il primo motivo. Ha affermato che, in tema di riconoscimento della continuazione in sede esecutiva, il giudice deve individuare il reato più grave, fissare la pena base e poi determinare e motivare separatamente l'aumento per ciascun reato satellite, in modo tale da rendere controllabile dall'esterno il percorso logico seguito. Nel caso concreto, l'aumento di anni due e mesi sei per il reato di detenzione di 225 grammi di cocaina è stato ritenuto manifestamente sproporzionato rispetto agli aumenti applicati in altri procedimenti per fatti di maggiore gravità e dunque non conforme al canone di proporzionalità. L'ordinanza impugnata è stata pertanto annullata con rinvio alla Corte di appello di Lecce per nuovo giudizio, libero nell'esito ma conforme al criterio indicato dalla Cassazione.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel giudizio esecutivo di riconoscimento della continuazione tra reati giudicati con sentenze diverse, il giudice deve prima individuare il reato più grave e poi determinare separatamente l'aumento di pena per ciascun reato satellite.
  • La motivazione sull'aumento per continuazione deve consentire un controllo esterno dell'iter logico seguito dal giudice, rendendo comprensibili i criteri adottati per la quantificazione.
  • L'aumento ex art. 81, secondo comma, c.p. deve rispettare un criterio di proporzionalità rispetto alla gravità concreta dei fatti unificati dal medesimo disegno criminoso; un aumento manifestamente sproporzionato è censurabile in cassazione.
  • Quando i fatti riuniti in continuazione presentano livelli di disvalore differenti, la determinazione della pena deve tener conto sistematicamente di tali differenze e non può essere arbitraria o sganciata dal trattamento sanzionatorio praticato per fatti analoghi o più gravi.
  • In sede di giudizio rescissorio, l'annullamento con rinvio è imposto quando la violazione riguarda il criterio di commisurazione dell'aumento per continuazione, lasciando al giudice di rinvio un nuovo apprezzamento della pena nel rispetto dei principi enunciati.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiti alternativiSpaccio
RamiProcesso penaleReati tributariStupefacenti
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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