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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24015/2026 del 30/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda un incidente di esecuzione instaurato da un condannato per ottenere il riconoscimento della continuazione tra fatti oggetto di due sentenze esecutive, ai sensi dell'art. 671 c.p.p. e dell'art. 81, comma 2, c.p. La difesa sosteneva che le condotte successive fossero state programmate sin dall'origine come parte di un unico disegno criminoso: una condotta intimidatoria nei confronti della moglie del 22 gennaio 2019 sarebbe stata il presupposto di ulteriori fatti commessi il 28 marzo 2019, quando l'interessato avrebbe violato il domicilio della madre della moglie armato di ascia, minacciando le donne e danneggiando l'abitazione, e il 24 dicembre 2019, quando avrebbe posto in essere furto e danneggiamento nell'abitazione dell'ex suocera. Secondo il ricorrente, la vicinanza temporale, l'identità delle persone offese, il contesto familiare e territoriale e la medesima finalità persecutoria deponevano per l'unitarietà del programma criminoso. Con il ricorso per cassazione venivano dedotti violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego della continuazione e per l'omessa considerazione di specifiche circostanze sintomatiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso infondato. Ha affermato che il giudice dell'esecuzione aveva correttamente applicato i principi in tema di continuazione in executivis, valorizzando la distanza temporale tra i fatti, la diversa tipologia dei reati coinvolti e l'assenza di un concreto collegamento tra le condotte. La Corte ha richiamato la giurisprudenza secondo cui la continuazione richiede la prova di concreti indicatori dell'unicità del disegno criminoso e non può essere desunta dal solo dato della contiguità cronologica, dall'analogia dei titoli di reato o dal comune movente. Ha inoltre rilevato che lo stesso ricorrente aveva indicato un inizio dei maltrattamenti risalente al 1999, senza spiegare come in tale epoca potesse essere stato già programmato un furto commesso nel 2019. Il ricorso è stato quindi rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 81, comma 2, c.p.

    La continuazione presuppone un medesimo disegno criminoso, da verificare anche in sede esecutiva tramite concreti indici sintomatici di unitarietà programmatica.

  • art. 671 c.p.p.

    In sede esecutiva il giudice può applicare la disciplina del reato continuato, ma il condannato deve allegare elementi specifici a sostegno della pretesa unificazione.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di rigetto del ricorso, segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione in executivis richiede una verifica rigorosa di concreti indicatori dell'unicità del disegno criminoso, tra cui omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità esecutive, causali e sistematicità della condotta.
  • Non è sufficiente, ai fini della continuazione, la mera contiguità cronologica tra i fatti, né l'identità o analogia dei titoli di reato, poiché tali elementi possono denotare soltanto abitualità criminosa o scelte di vita illecite.
  • Il comune movente o la generica finalità persecutoria non bastano a integrare il medesimo disegno criminoso se non sono connotati da specificità e concretezza e se i reati successivi risultano frutto di determinazioni estemporanee.
  • Nel giudizio di esecuzione sull'applicazione della continuazione grava sul condannato l'onere di indicare i reati da unificare e di allegare elementi specifici che rendano plausibile la preventiva programmazione anche dei fatti successivi.
  • Il diniego della continuazione è immune da censura di legittimità quando il giudice dell'esecuzione motivi in modo logico e coerente sulla disomogeneità dei fatti, sul loro distacco temporale e sull'assenza di un concreto collegamento progettuale tra essi.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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