Cassazione Penale, Sentenza n. 46450/2023 del 17/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna a 12 anni e 4 mesi per omicidio volontario (art. 575 e 577 n.4 c.p. con aggravante art. 61 n.1), nonché le condanne per costrizione (art. 610 c.p.) e lesioni (artt. 582 e 585 n.1 c.p.). I motivi di cassazione contestavano: 1) la mancata applicazione della legittima difesa domiciliare e dell'eccesso colposo (artt. 52 e 55 c.p.), sostenendo che la vittima lo avrebbe aggredito con un portaombrelli; 2) la mancata applicazione dell'attenuante ex art. 62 n.2 c.p. per reazione a provocazione/aggressione; 3) vizio di motivazione e di travisamento probatorio sulla quantificazione della provvisionale; 4) la qualificazione e l'aggravante relative alle lesioni della persona offesa Raja Chekri (dubbio sull'oggetto usato e sull'attendibilità della teste).
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha ritenuto corretta e logica la motivazione delle corti di merito che hanno escluso la legittima difesa e l'eccesso colposo: la ricostruzione fattuale (caratteristiche e collocazione delle ferite, tracce ematiche, testimonianze) non dimostra un pericolo attuale né la necessità di difendersi. Ha escluso l'attenuante invocata per mancanza di nesso causale e per sproporzione della reazione. Ha dichiarato non impugnabile in cassazione la quantificazione della provvisionale. Ha inoltre ritenuto correttamente provata l'ipotesi che le lesioni alla donna siano state inferte con corpo contundente (bottiglia) e che ciò integri la qualificazione aggravante ex art. 585 e la riconducibilità allo strumento come "arma impropria" ai sensi dell'art. 4 co.2 legge 18/4/1975 n.110. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a rifondere le spese di rappresentanza e difesa della parte civile.
Norme richiamate
La legittima difesa (anche domiciliare) richiede l'esistenza di un pericolo attuale di offesa ingiusta e la necessità obiettiva della reazione; nel caso concreto tali requisiti non erano dimostrati
L'eccesso colposo postula la sussistenza preventiva della scriminante della legittima difesa; non potendo riconoscersi la legittima difesa, l'eccesso colposo non è configurabile
L'attenuante per reazione provocatoria va esclusa se manca il nesso causale tra fatto ingiusto e reazione, o se la reazione è sproporzionata rispetto al fatto ingiusto; nel caso specifico i giudici hanno ritenuto assenti tali condizioni
art. 575 e art. 577 n.4 cod. pen.
Norme che regolano l'omicidio e l'aggravante (circostanza aggravante rilevata ai fini della pena) applicate nella sentenza di merito e confermate dalla Cassazione
Norma relativa alla costrizione: la condanna per aver costretto la persona ad assumersi responsabilità fu confermata in sede di merito e non è stata ritenuta viziata in cassazione
Riguardano le lesioni personali e l'aggravante; i giudici hanno ritenuto provate le lesioni e la loro ascrivibilità a un corpo contundente, con conseguente applicazione dell'aggravante
art. 4 co.2 legge 18/04/1975 n.110
Ai fini della qualificazione, la legge considera "armi improprie" anche strumenti non da punta o da taglio purché idonei ad essere usati come offesa; ciò ha consentito di ritenere la bottiglia un mezzo idoneo a provocare le lesioni
art. 606 co.1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Motivi di cassazione concernenti vizio di motivazione e inosservanza di norme; la Corte ha ritenuto che le doglianze fossero in realtà una richiesta di rivalutazione del materiale probatorio, non ammissibile in cassazione
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limiti alla esposizione dei motivi in cassazione; la relazione e la motivazione tengono conto dei limiti procedurali imposti per la motivazione
d.l. 28/10/2020 n.137 art. 23 co.8
Previsione procedurale utilizzata per la presentazione di requisitoria e conclusioni scritte nel processo (richiamata nelle note di udienza)
Norma richiamata nel motivo relativo alla qualificazione delle aggravanti; la Corte ha ritenuto la motivazione di merito sufficiente a far emergere la rilevanza penale della condotta
D.P.R. n. 115 del 2002 artt. 82 e 83
Norme che disciplinano la liquidazione delle spese a carico dell'imputato e il rimborso alla parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato; la Cassazione ha disposto la condanna alla rifusione nella misura che sarà liquidata dal giudice d'appello
Massime di principio
- La legittima difesa domiciliare richiede prova dell'esistenza di un pericolo attuale e della necessità obiettiva di reagire; mere affermazioni di aggressione o segni lievi di difesa non sono automaticamente sufficienti
- L'eccesso colposo è subordinato alla riconoscibilità preventiva della legittima difesa: se manca la scriminante principale, non può operare l'eccesso
- Le censure in cassazione che sollecitano una rivalutazione del fatto e delle prove (contrapposto giudizio di merito) sono spesso inammissibili o destinate al rigetto se la motivazione di merito è coerente e basata su elementi probatori
- Per far valere l'attenuante della reazione (art. 62 n.2) è necessario dimostrare il nesso causale e la proporzionalità tra fatto ingiusto e reazione: la sproporzione annulla l'attenuante
- Le decisioni sul riconoscimento e la quantificazione di una provvisionale in sede penale hanno natura discrezionale e sono nella pratica difficilmente impugnabili con ricorso per cassazione
- Un oggetto di fortuna (es. una bottiglia) può essere qualificato come "arma impropria" se le lesioni e le circostanze obiettive rendono plausibile il suo uso offensivo; le caratteristiche delle lesioni e i dati del sopralluogo sono elementi decisivi per questa valutazione
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