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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21681/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro del 14/12/2022 che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo (in relazione a insegne e marchi riconducibili a Stanleybet Malta LLTD S.r.l.) disponendone la restituzione a Consuelo Greco. Il Procuratore deduce vizi di diritto ex art. 606, lett. b) e c) c.p.p.: (i) violazione e erronea applicazione degli artt. 322 e 324 c.p.p. per ritenere ammissibile il riesame proposto da terzi (eccependo che il terzo non potrebbe contestare i presupposti della misura cautelare ma solo la titolarità del bene e l'assenza di rapporti con l'indagato); (ii) errata applicazione dell'art. 4, comma 4-bis, legge n. 401/1989 e dei commi 643 e 644 legge n. 190/2014 in relazione alla configurabilità del reato con riferimento alla necessità della licenza (art. 88 r.d. n. 773) e alla procedura di regolarizzazione prevista dalla legge di stabilità 2015.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza del requisito della specificità estrinseca: il ricorso non si confronta puntualmente con le ragioni e la motivazione dell'ordinanza impugnata nella parte relativa a Consuelo Greco, limitandosi a riferirsi ad altre ordinanze di riesame (riguardanti Fortugno/Magliocco) e a questioni non direttamente poste a fondamento dell'ordinanza del 14/12/2022. Inoltre è stata rilevata la genericità del ricorso rispetto all'indicazione delle ragioni per le quali il sequestro preventivo dovrebbe essere ripristinato nei confronti del terzo, anche alla luce della diversa indicazione del luogo del fatto (Cropani) rispetto al centro gestito dal terzo (Palermo). Pertanto il ricorso è stato respinto per inammissibilità senza entrare nel merito delle questioni avanzate circa la normativa sulle scommesse e la regolarizzazione.

Norme richiamate

  • artt. 322 e 324 codice di procedura penale

    Richiamati dal ricorrente per dedurre inammissibilità del riesame proposto da terzi; la Corte però ha ritenuto che il ricorso non abbia specificamente contestato la motivazione dell'ordinanza impugnata e quindi il vizio prospettato non era adeguatamente connesso al provvedimento impugnato

  • art. 4, comma 4-bis, legge 13 dicembre 1989, n. 401

    Norma richiamata in relazione alla fattispecie penale contestata (il reato legato all'esercizio di scommesse senza le necessarie autorizzazioni); la Corte non è entrata nel merito dell'interpretazione sostanziale in quanto ha dichiarato il ricorso inammissibile

  • commi 643 e 644 legge n. 190 del 2014

    Richiamati dal ricorrente in relazione alla procedura di regolarizzazione prevista dalla legge di stabilità 2015; la Corte ha osservato che il ricorso non ha adeguatamente confrontato tali argomentazioni con la motivazione impugnata

  • art. 88 r.d. 18 giugno 1931, n. 773

    Riferimento normativo rispetto alla licenza amministrativa per l'esercizio delle scommesse; il ricorso sosteneva che solo chi esercita con la licenza risponde del reato, ma la Corte non si è pronunciata nel merito sulla questione per difetto di specificità del ricorso

  • artt. 581 e 591 codice di procedura penale

    Richiamati implicitamente dalla Corte per il principio secondo cui l'impugnazione deve indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sostengono la richiesta; la mancata specificità ha determinato l'inammissibilità

  • art. 606, lett. b) e c) codice di procedura penale

    Norma di riferimento richiamata dal ricorrente per i vizi dedotti in cassazione; la Corte ha ritenuto che i motivi indicati non soddisfacevano il requisito della correlazione puntuale con la motivazione dell'ordinanza impugnata

  • artt. 81 e 110 codice penale

    Richiamati nel capo di imputazione a carico degli indagati (concorso e tentativo/azione in concorso); la Corte ne ha preso atto ma non ha analizzato nel merito la loro rilevanza rispetto al sequestro richiesto per il terzo

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve confrontarsi puntualmente con la motivazione del provvedimento impugnato: le censure generiche o riferite ad altri provvedimenti rendono il ricorso inammissibile
  • Il terzo proprietario di beni oggetto di sequestro può proporre istanza di riesame, ma la parte che impugna (sia essa pubblico ministero o altro) deve specificare le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che giustificherebbero la misura nei confronti del terzo; l'assenza di tale specificità è causa di inammissibilità
  • Le questioni complesse di diritto amministrativo (es. efficacia della procedura di regolarizzazione ex legge di stabilità) non vengono esaminate in sede penale dalla Corte di cassazione se il ricorso è inammissibile per vizi formali; pertanto tali argomentazioni vanno comunque esposte e motivate in modo diretto e raccordato al provvedimento impugnato
  • Nel valutare la legittimità di un sequestro preventivo su beni di terzi è rilevante la correlazione tra luogo/oggetto del reato indicati nell'incolpazione e la titolarità/disponibilità concreta dei beni: la mancata indicazione di tali elementi indebolisce la ragione del sequestro
  • Per evitare l'inammissibilità, il ricorrente deve evitare di richiamare argomentazioni attinenti ad ordinanze diverse e deve invece spiegare come le stesse ragioni si applicano al singolo provvedimento impugnato

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