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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2043/2022 del 18/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione con tre motivi: 1) carenza di prove e mancata dimostrazione della riconducibilità delle armi all'imputato (contestazione sulla effettiva disponibilità e stato di conservazione delle armi); 2) nullità per omissione di notifica dell'avviso di fissazione udienza a seguito di elezione di domicilio e conseguente eccezione di prescrizione del reato; 3) erronea confisca di tutte le armi, comprese quelle oggetto di altri capi per i quali era intervenuta oblazione o assoluzione.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di cassazione ha ritenuto infondati tutti e tre i motivi: (1) i giudici di merito avevano adeguatamente motivato sulle condizioni delle armi, sulle modalità di custodia e sugli indizi che hanno giustificato la perquisizione, incluse perizie e segni di uso venatorio; (2) la nullità relativa alla notifica presso il difensore è qualificata come nullità intermedia sanata per mancata eccezione tempestiva e la notifica al difensore è idonea a garantire la conoscenza dell'atto; (3) la confisca è conforme all'art. 6 L. 22/5/1975 n.152 e si applica ai reati concernenti le armi anche in caso di estinzione per oblazione, salvo assoluzione nel merito o prova di appartenenza a estraneo. Anche l'eccezione di prescrizione è stata ritenuta infondata per i periodi di sospensione legalmente previsti. Conseguentemente è stata confermata la condanna (pena di 10 mesi di reclusione e multa di euro 150,00) e disposta la condanna alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • legge 2 ottobre 1967, n. 895, artt. 2 e 7

    Normativa di riferimento per il reato di detenzione illegale di armi comuni da sparo: la condotta contestata è stata ritenuta integrata alla luce della disponibilità delle armi e delle modalità di custodia

  • codice di procedura penale, artt. 192, comma 1 e 2; 530, comma 2; 533, comma 1

    Richiamati dai ricorrenti in relazione ai criteri di valutazione della prova e alla motivazione della sentenza di merito; la Corte ha ritenuto che la motivazione dei giudici di merito fosse adeguata e conforme ai criteri di cui agli artt. richiamati

  • codice di procedura penale, artt. 178, comma 1 lett. c), 179 e 601

    Norme sulla nullità degli atti processuali e sulle notificazioni; la Corte ha ritenuto la presunta nullità non decisiva perché sanata per mancata tempestiva eccezione

  • codice di procedura penale, art. 157, comma 8-bis

    Notifica presso il difensore di fiducia: la giurisprudenza consolidata e la Corte hanno ritenuto che la notifica al difensore determini una conoscenza effettiva dell'atto e la nullità sia suscettibile di sanatoria se non tempestivamente dedotta

  • codice di procedura penale, artt. 180, 182, 183, 184

    Richiamate nella pronuncia in relazione ai termini e alle regole di deducibilità e sanatoria delle nullità; la mancata eccezione nei termini rende la nullità inefficace

  • legge 22 maggio 1975, n. 152, art. 6

    "il disposto di cui al primo capoverso dell'art. 240 cod. pen. si applica a tutti i reati concernenti le armi, ogni altro oggetto atto ad offendere, nonché le munizioni e gli esplosivi"

    Stabilisce l'applicazione estesa della disciplina sulla confisca per i reati concernenti le armi; la Corte ha ritenuto obbligatoria la confisca anche in presenza di estinzione per oblazione, salvo assoluzione nel merito o appartenenza a terzi

  • codice penale, art. 240

    Norma sulla confisca per i reati concernenti le armi: la sua applicazione è estesa a tutti gli oggetti atti ad offendere, munizioni ed esplosivi, secondo quanto richiamato dall'art. 6 L.152/1975

  • codice penale, artt. 157 e 158

    Norme sulla prescrizione: la Corte ha escluso la pronuncia di estinzione per prescrizione tenuto conto dei periodi di sospensione previsti dalla legge

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma che disciplina la condanna alle spese processuali: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese

Massime di principio

  • La disponibilità delle armi può essere desunta da elementi di fatto quali il luogo di custodia (es. armadio nella stanza adibita a laboratorio/uso personale), il controllo e l'accesso al locale, lo stato di manutenzione e segni di uso; i giudici devono motivare adeguatamente tali elementi
  • Le nullità relative alla notifica presso il difensore di fiducia sono soggette a regole di sanatoria: se non dedotte tempestivamente possono considerarsi sanate perché la notifica al difensore è idonea a garantire la conoscenza dell'atto
  • La confisca delle armi è nella maggior parte dei casi obbligatoria per i reati concernenti le armi (ai sensi dell'art. 6 L. 152/1975 e art. 240 c.p.), anche se il procedimento è estinto per oblazione; resta esclusa solo in caso di assoluzione nel merito o prova che l'arma appartenga a terzi estranei al reato
  • Per sostenere la tesi di prescrizione occorre considerare i periodi di sospensione e gli eventuali eventi processuali che interrompono o sospendono i termini: una semplice detta decorrenza non è sufficiente senza valutazione dei periodi sospensivi previsti dalla legge
  • La Corte di cassazione verifica prevalentemente la correttezza della motivazione e l'applicazione delle norme di diritto; per contestare la valutazione probatoria in sede di legittimità è necessario dimostrare vizi di motivazione specifici e non dedurre censure generiche

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