Sentenza del 23/06/2017 n. 15981 - Corte di Cassazione
PROCESSO TRIBUTARIO - DOCUMENTAZIONE PRODOTTA DAL CONTRIBUENTE - Efficacia probatoria - Valutazione - Omissione - Illeggittimità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
I contribuenti hanno impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale del Piemonte che aveva accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate, sostenendo principalmente che la CTR avesse omesso una motivazione effettiva e autonoma. In particolare, il giudice regionale si era limitato a richiamare in modo apodittico le argomentazioni dell'Amministrazione finanziaria e non aveva valutato le controprove documentali prodotte dai contribuenti, tra cui la documentazione relativa al numero di tappi acquistati nell'anno d'imposta, elemento rilevante per contestare il calcolo delle bottiglie presumibilmente vendute in evasione. I ricorrenti avevano inoltre contestato l'applicabilità del termine dilatorio previsto dall'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente e la legittimità dell'accertamento analitico-induttivo.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, relativo alla motivazione apparente della sentenza, ritenendo che la CTR non avesse illustrato il percorso logico e giuridico seguito né valutato la documentazione prodotta dai contribuenti. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. Sono stati invece rigettati il terzo motivo, perché l'accertamento era stato eseguito a tavolino, senza accessi o verifiche presso i locali del contribuente, con conseguente inapplicabilità del termine dilatorio dell'art. 12, comma 7, per IRAP e IRPEF, e il quarto motivo, perché riferito a una disposizione normativa non pertinente alla ratio della decisione. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Commissione tributaria regionale del Piemonte, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
"La riformulazione dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 [...] deve essere interpretata [...] come riduzione al minimo costituzionale del sindacato di legittimità sulla motivazione."
È censurabile in cassazione l'anomalia motivazionale grave, come la mancanza assoluta di motivazione, la motivazione apparente, il contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili o la motivazione incomprensibile; non è invece sufficiente un semplice difetto di maggiore completezza o sufficienza della motivazione.
Art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.
"La sentenza motivata per relationem, mediante mera adesione acritica all'atto d'impugnazione [...] è affetta da nullità."
La decisione deve contenere una motivazione effettiva, autonoma e comprensibile. Il giudice non può limitarsi a richiamare l'atto di appello di una parte senza indicare le tesi accolte e le ragioni della condivisione.
Art. 36 del D.Lgs. n. 546 del 1992
Nel processo tributario la sentenza deve esporre in modo adeguato i motivi della decisione; l'omessa o apparente motivazione determina l'illegittimità della pronuncia.
Art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000
Il termine dilatorio successivo al rilascio del processo verbale di chiusura delle operazioni si applica alle verifiche svolte mediante accessi, ispezioni o verifiche presso i locali del contribuente. Non si applica, in linea generale, agli accertamenti svolti a tavolino.
Art. 39, comma 1, lett. d), del D.P.R. n. 600 del 1973
"Accertamento analitico-induttivo."
La CTR aveva inteso riferirsi a questa disposizione, che consente l'accertamento fondato su presunzioni gravi, precise e concordanti, anziché all'art. 39, comma 2, relativo all'accertamento induttivo puro.
Art. 12 delle preleggi
È richiamato come criterio interpretativo della riformulazione dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., e del limite del sindacato di cassazione sui vizi della motivazione.
Massime di principio
- Una sentenza tributaria è illegittima per motivazione apparente quando richiama genericamente le argomentazioni dell'Amministrazione senza spiegare il ragionamento seguito e senza confrontarsi con le difese del contribuente.
- Il giudice deve esaminare le controprove documentali decisive offerte dal contribuente, soprattutto quando incidono direttamente sul presupposto quantitativo dell'accertamento; l'omissione di tale valutazione può comportare la cassazione della sentenza.
- La presunzione utilizzata dall'Amministrazione non può essere considerata adeguatamente valutata se il giudice non esamina anche gli elementi contrari specificamente prodotti dal contribuente.
- Il termine dilatorio previsto dall'art. 12, comma 7, dello Statuto del contribuente riguarda le verifiche con accesso presso i locali dell'impresa o del professionista e, di regola, non gli accertamenti svolti esclusivamente sulla base di dati e documenti disponibili presso l'ufficio.
- In caso di cassazione per motivazione apparente, la Corte non decide necessariamente nel merito, ma rinvia a un diverso collegio affinché rivaluti le prove e fornisca una motivazione completa, logica e autonoma.
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