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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2468/2024 del 19/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di euro 24.900 rinvenuti durante perquisizione presso l'abitazione della madre dell'indagato. Il ricorrente ha dedotto che la somma proviene dalla vendita di due immobili, da numerosi prelievi ATM e dal percepimento di un canone di locazione, contestando la mancanza di prova della provenienza illecita del denaro e l'assenza dei presupposti di legge per il sequestro (assenza del pericolo che la disponibilità del denaro possa aggravare o agevolare reati). Ha inoltre censurato la presunta apparente motivazione del Tribunale del riesame per omesso esame di punti decisivi.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto manifestamente infondati i motivi: il Tribunale del riesame ha valutato adeguatamente le giustificazioni difensive ma ha ritenuto, alla luce degli elementi investigativi, che sussistesse un'intensa e continuativa attività di spaccio collegata agli indagati, l'assenza di redditi leciti idonei a giustificare l'accantonamento della somma, le modalità anomale di custodia (cinque pacchetti sottovuoto in una sacca custodita nell'abitazione della madre/sorella) e il rinvenimento di stupefacenti presso il complice. Quanto alla giustificazione della vendita degli immobili, la Corte ha osservato che i corrispettivi risultano documentati con bonifici e assegni circolari e che i movimenti tracciabili non spiegano l'occultamento in contanti. È richiamata la giurisprudenza che ammette la confisca diretta del profitto del reato anche se il denaro è fungibile, senza che l'indagato possa esimersi facilmente provando l'origine lecita della specifica somma. Per effetto della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000.

Norme richiamate

  • Codice penale

    I reati di riferimento (concorso e specifiche aggravanti) configurano il fumus delittuale che, assieme ad altri elementi, giustifica la misura patrimoniale cautelare

  • D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309

    Normativa sugli stupefacenti invocata per qualificare i fatti e il contesto di spaccio che giustifica l'accertamento di provenienza illecita dei beni

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale

    art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti di motivazione del ricorso in Cassazione richiamati per delimitare la trattazione dei motivi

  • Codice di procedura penale

    Prevede le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese e a una somma alla Cassa delle ammende

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. U, n. 42415 del 27/05/2021, Rv. 282037

    Principio secondo cui la confisca del denaro quale prezzo o profitto del reato può essere qualificata come confisca diretta anche quando il bene è fungibile; non è ostativo alla confisca l'allegazione o la prova dell'origine lecita della specifica somma quando il contesto investigativo giustifica il contrario

Massime di principio

  • In caso di sequestro di contanti, il giudice valuta il contesto investigativo complessivo: intensità dell'attività delittuosa accertata, mancanza di redditi leciti compatibili e modalità anomale di custodia possono giustificare l'assunto di provenienza illecita
  • La mera produzione di documentazione relativa a operazioni patrimoniali tracciabili (bonifici, assegni circolari) non è di per sé sufficiente a escludere il sequestro se non si spiega compiutamente perché somme transitanti per vie tracciate sarebbero poi state occultate in forma di contanti
  • La confisca del profitto del reato può essere applicata direttamente sul denaro rinvenuto nel patrimonio dell'indagato anche in presenza della fungibilità del denaro; l'onere probatorio della piena dimostrazione dell'origine lecita è particolarmente stringente per la difesa
  • Per difendersi efficacemente in situazioni analoghe, è opportuno documentare non solo l'esistenza di atti di disponibilità patrimoniale lecita (vendite, locazioni, prelievi) ma anche fornire spiegazioni credibili e tracciate sulle ragioni per cui somme originate da transazioni tracciabili siano state convertite e custodite in contanti, con prove dirette della provenienza e della titolarità effettiva

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