Cassazione Penale, Sentenza n. 18054/2024 del 08/05/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di riesame del sequestro preventivo disposto il 18/05/2023: 1) dedotto che le somme rinvenute sul conto postale erano erogazioni INPS e quindi impignorabili ai sensi dell'art. 545 c.p.c.; 2) censurato il sequestro dell'immobile di Cirò Marina perché intestato alla ricorrente da anni anteriori al matrimonio e al fatto di reato, con contestazione della valutazione della sproporzione reddituale e della carenza motivazionale del Tribunale.
La decisione
La Corte ha accolto il primo motivo: ha ritenuto applicabile all'ipotesi di sequestro preventivo finalizzato alla confisca (anche diretta) il principio delle Sezioni Unite secondo cui i limiti di impignorabilità previsti dall'art. 545 c.p.c. si estendono al sequestro finalizzato alla confisca. Pertanto l'ordinanza è annullata limitatamente al sequestro delle somme di denaro e la causa è rinviata al Tribunale di Bologna perché verifichi in fatto la riconducibilità delle somme ai crediti soggetti a impignorabilità. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché generico e non correlato alle ragioni poste a fondamento del provvedimento impugnato (il Tribunale aveva agito ex art. 74 d.P.R. n. 309/1990 per sequestro finalizzato alla confisca per equivalente, non per confisca per sproporzione ex art. 240-bis c.p.). Di conseguenza il ricorso è stato parzialmente accolto (solo sul sequestro delle somme) e, per il resto, dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
I limiti di impignorabilità delle somme (retribuzioni, pensioni, assegni alimentari ecc.) previsti dall'art. 545 c.p.c. si applicano anche al sequestro preventivo finalizzato alla confisca (principio affermato dalle Sezioni Unite). Vanno inoltre considerati i limiti differenziati in base alla natura del credito e al momento dell'accredito (comma ottavo e altri commi).
art. 74 d.P.R. n. 309/1990 (comma 7-bis)
Norma che disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per reati in materia di stupefacenti; nel caso di specie il provvedimento ablativo è stato adottato ai sensi di questa disposizione per la confisca per equivalente.
Norma che disciplina la confisca per sproporzione (confisca diretta per sproporzione tra patrimoni); il Tribunale non aveva adottato il provvedimento sulla base di tale norma, motivo per cui le censure attinenti a questa disciplina sono risultate genericamente estranee al decisum e inammissibili.
artt. 125, 321 cod. proc. pen.
Richiamati nei motivi di ricorso rispetto alla legittimità e motivazione del provvedimento; il giudice di legittimità ha ritenuto che le doglianze non abbiano svolto un confronto critico con le argomentazioni del Tribunale, rendendole inammissibili.
Sezioni Unite, Sez. U n. 26252 del 24/02/2022 (giurisprudenza citata)
La pronuncia delle Sezioni Unite ha stabilito che l'art. 545 c.p.c. si applica anche alla confisca per equivalente e ai sequestri ad essa finalizzati, qualificando tali limiti come espressione di diritti costituzionali e imponendo la tutela delle somme necessarie all'esistenza dignitosa del soggetto.
Sezioni Unite, n. 42415 del 27/05/2021 (richiamata nell'ordinanza impugnata)
Principio secondo cui il denaro che costituisce profitto o prezzo del reato va qualificato come confisca diretta; la Corte ha ritenuto che tale principio non osti all'applicazione dei limiti di impignorabilità dell'art. 545 c.p.c. quando la questione sia l'impignorabilità delle somme apprese.
Massime di principio
- I limiti di impignorabilità previsti dall'art. 545 c.p.c. (retribuzioni, pensioni, assegni alimentari ecc.) si applicano anche ai sequestri preventivi finalizzati alla confisca; se somme derivano da INPS o sono assimilabili a trattamenti previdenziali, il giudice deve verificare la loro riconducibilità ai crediti impignorabili prima di confermare il sequestro.
- Quando il sequestro riguarda somme accreditate su conti correnti, va valutato il momento dell'accredito (regole speciali per accrediti anteriori o successivi al pignoramento) e la soglia prevista dalla norma per la parte impignorabile (es. limiti legati all'assegno sociale).
- Nelle impugnazioni avverso provvedimenti ablativi, il ricorrente deve formulare motivi specifici e direttamente collegati alle ragioni poste a fondamento del provvedimento: censure generiche o non attinenti al decisum sono spesso dichiarate inammissibili.
- Se il provvedimento è adottato come sequestro finalizzato alla confisca per equivalente (art. 74 d.P.R. 309/1990), il ricorso deve confrontarsi con questa qualificazione giuridica; tentare di riproporre profili propri della confisca per sproporzione (art. 240-bis c.p.) senza adeguata correlazione con il provvedimento è inefficace.
- In caso di annullamento parziale per questioni di diritto (es. erronea applicazione dell'impignorabilità), il giudice di rinvio deve effettuare la verifica in fatto sulla natura e provenienza delle somme e decidere conformemente ai limiti di impignorabilità individuati dalla giurisprudenza e dalla legge.
- La giurisprudenza costituzionale e di legittimità tende a bilanciare l'interesse alla repressione del profitto del reato con la tutela dei diritti fondamentali del soggetto (diritto a una esistenza dignitosa), il che impone controlli rigorosi prima di sottrarre somme riconducibili a trattamenti essenziali.
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