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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18025/2024 del 08/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per raccolta illecita di scommesse e attività di gioco svolta senza autorizzazione (artt. 4-bis e 4-ter legge n. 401/1989, artt. 88 e 110 T.U.L.P.S.), sostenendo insufficienza e contraddittorietà della prova. Denunciava l'omissione di indagini e di una perizia tecnica richiesta per accertare l'incompatibilità delle tre ricevute trovate nel cestino della sede dell'associazione con la stampante e il materiale presente, rilevando che la sede sarebbe un semplice punto di ricarica e che le ricevute sarebbero estranee all'attività dell'associazione. In subordine chiedeva assoluzione per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste (art. 530 c.p.p.) ovvero proscioglimento per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i primi due motivi carenti di specificità e, in parte, manifestamente infondati: le doglianze erano fattuali, generiche e miravano a una diversa valutazione delle prove riservata al giudice di merito. Quanto alla mancata perizia, la Corte ha richiamato il principio secondo cui il diniego di accertamento peritale (mezzo di prova neutro) non è sindacabile in cassazione se adeguatamente motivato; la motivazione del giudice di merito è stata ritenuta congrua. Anche il motivo relativo alla non operatività dell'art. 131-bis è stato considerato inammissibile perché in realtà mirava a una rivalutazione del merito e non contestava adeguatamente la motivazione impugnata. Conseguentemente il ricorso è stato respinto; al ricorrente è stato addebitato l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle ammende di €3.000,00.

Norme richiamate

  • legge n. 401 del 1989, artt. 4-bis e 4-ter

    Norme che disciplinano e sanzionano le attività di raccolta e accettazione di scommesse senza autorizzazione; contestate in sede di merito come fondamento della responsabilità penale per l'attività di raccolta illecita.

  • R.D. n. 773 del 1931 (T.U.L.P.S.), artt. 88 e 110

    Previsioni del testo unico sulle pubbliche sicurezza che vietano lo svolgimento di attività di raccolta scommesse senza concessione/autorizzazione; richiamate per la configurazione del reato contestato.

  • codice di procedura penale, art. 495, commi 1 e 2

    Norma citata dal ricorrente in tema di mezzi di prova e decisività; la Corte rileva che i rilievi erano generici e non soddisfacevano i requisiti di specificità richiesti per la cassazione.

  • codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lettera d)

    Prevede i motivi di ricorso per cassazione; la Corte interpreta che il mancato espletamento della perizia non può essere fatto valere come vizio di legittimità quando la perizia non costituisce prova decisiva e il diniego è adeguatamente motivato.

  • codice penale, art. 131-bis

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte rileva che la sua applicazione richiede accertamenti di merito e non può essere invece determinata con un sindacato di legittimità volto a rivedere le valutazioni probatorie del giudice di merito.

  • codice di procedura penale, art. 530

    Norme sull'assoluzione per non aver commesso il fatto o perché il fatto non sussiste; il ricorrente le invocava ma la Corte ha ritenuto che le questioni sollevate fossero di merito e non idonee a fondare cassazione.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Prevede le conseguenze per l'inammissibilità del ricorso; applicata per l'addebito delle spese e per la fissazione equitativa della somma da versare alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve indicare motivi specifici e puntuali: doglianze generiche o meri inviti a rivedere la valutazione di merito sono inammissibili.
  • La richiesta o il diniego di consulenze tecniche (perizie) è un giudizio di merito e, salvo che la perizia costituisca prova decisiva, il suo mancato accoglimento difficilmente costituisce vizio di legittimità sindacabile in Cassazione.
  • La Corte di cassazione non reinterpreta le risultanze fattuali: le valutazioni probatorie compiute dal giudice di merito sono vincolanti se adeguatamente motivate.
  • L'invocazione dell'art. 131-bis (tenuità) richiede un concreto contraddittorio di merito; non può essere imposta dalla Cassazione attraverso un ricorso che mira a rivalutare il quadro probatorio.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta l'addebito delle spese e può comportare il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.

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