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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32924/2025 del 06/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente aveva richiesto la concessione della detenzione domiciliare (art. 47-ter l. 354/1975) e dell'affidamento in prova al servizio sociale (art. 47 l. 354/1975). In cassazione sono stati dedotti: (i) violazione di legge e vizio procedurale ai sensi dell'art. 666, comma 5, c.p.p. per aver deciso il rigetto senza acquisire atti istruttori rilevanti (relazione UEPE richiesta il 18/08/2023, osservazione della personalità svolta in altri istituti, accertamento sull'offerta lavorativa e sul cambio di sede comunicato dal datore di lavoro) e senza verbalizzare/rinviare nonostante la richiesta della difesa, con conseguente lesione del principio del contraddittorio; (ii) manifesta illogicità della motivazione per aver valorizzato in senso ostativo elementi incompleti o non verificati (aumento della pena residua per sopravvenuta condanna, rilievi disciplinari non sanzionati, segnalazione di reato non istruita, carenza dell'osservazione intramuraria dopo trasferimento) e per non aver attivato d'ufficio le indagini necessarie prima di esprimere il giudizio prognostico sulla risocializzazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che il Tribunale di sorveglianza ha deciso il rigetto senza attendere o sollecitare il contributo dell'UEPE richiesto e senza acquisire relazioni di osservazione della personalità presso altri istituti né spiegare le ragioni di tale omissione. Ha inoltre rilevato carenze nella valutazione delle segnalazioni disciplinari e nello svolgimento degli accertamenti sulla situazione lavorativa. Per tali motivi la motivazione dell'ordinanza è stata ritenuta insufficiente e viziata. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di sorveglianza per nuovo giudizio.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il tribunale di sorveglianza ha l'obbligo, prima di decidere su misure alternative, di acquisire o sollecitare contributi istruttori essenziali (es. relazione UEPE, osservazione della personalità), soprattutto se richiesti dalla difesa; la mancata acquisizione deve essere motivata.
  • Il trasferimento del detenuto non può penalizzare l'accesso alle relazioni di osservazione: la cartella personale deve garantire la continuità informativa e il giudice deve attivarsi per reperire documenti presso gli istituti precedenti.
  • Il potere d'ufficio ex art. 666 c.p.p. va esercitato quando mancano elementi decisivi per il giudizio prognostico; decidere senza istruttoria compiuta può determinare l'annullamento del provvedimento
  • Segnalazioni di reato e rilievi disciplinari vanno valutati nella loro concretezza e gravità e non possono essere assunti automaticamente come ostativi all'alternatività: è necessaria verifica circa l'esistenza di sanzioni, l'avvio dell'azione penale e la rilevanza effettiva delle condotte.
  • La gravità del reato o precedenti penali non possono, da soli, giustificare il rigetto dell'affidamento: il giudizio si fonda sul percorso di osservazione e sulla prova che vi siano elementi che rendano ragionevolmente presumibile la risocializzazione.
  • In presenza di istruttoria incompleta o motivazione carente il rimedio corretto è l'annullamento con rinvio per un nuovo giudizio o per integrazione probatoria, non una decisione sommaria di rigetto.

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