Cassazione Civile, Ordinanza n. 30341/2022 del 14/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da una domanda di un docente che, dopo aver lavorato per anni con contratti a tempo determinato e poi essere stato immesso in ruolo, ha chiesto sia il riconoscimento delle progressioni stipendiali maturate durante il servizio precario sia la ricostruzione della carriera con integrale valorizzazione dell'anzianità di servizio. Il Tribunale aveva accolto solo in parte la domanda; la Corte d'appello, invece, aveva riconosciuto una maggiore anzianità utile ai fini giuridici ed economici e aveva condannato il Ministero a pagare le differenze retributive, limitandole alla prescrizione quinquennale, ma facendo decorrere il termine dal decreto di ricostruzione della carriera, qualificato come atto illecito generatore del danno. Il Ministero ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 2947, 2948 e 2935 c.c., sostenendo che la prescrizione non poteva essere fatta decorrere dal decreto di ricostruzione, ma doveva riguardare i singoli crediti retributivi maturati nel tempo.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo del Ministero. Ha affermato che la decisione d'appello si poneva in contrasto con i principi già enunciati dalla giurisprudenza di legittimità: l'anzianità di servizio è un mero fatto giuridico e non è soggetta a una prescrizione autonoma rispetto ai crediti retributivi che su di essa si fondano; nel pubblico impiego contrattualizzato la pretesa del lavoratore a tempo determinato a ottenere il medesimo trattamento del comparabile a tempo indeterminato è soggetta a prescrizione quinquennale che decorre, per i crediti maturati in corso di rapporto, dalla loro insorgenza, e non dal decreto di ricostruzione della carriera. La Corte ha quindi cassato la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d'appello in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
la censura è stata proposta per violazione e falsa applicazione di legge
richiamato dal ricorrente, ma la Corte ha ritenuto decisivo il diverso regime della prescrizione dei crediti retributivi
indicato come fondamento della prescrizione quinquennale dei crediti retributivi nell'impiego pubblico contrattualizzato
la decorrenza della prescrizione è collegata al momento in cui il diritto può essere fatto valere, cioè alla maturazione dei singoli crediti
la Corte rinvia alla motivazione di precedente arresto conforme
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115/2002
la Corte esclude la sua applicazione nella fattispecie
Clausola 4 dell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato
impone il riconoscimento, ai fini della progressione stipendiale, dell'anzianità maturata con contratti a termine, salvo ragioni oggettive
Direttiva 99/70/CE
la clausola 4 dell'accordo quadro, di diretta applicazione, opera anche per gli effetti futuri di rapporti sorti sotto la precedente disciplina
richiamato nel processo come meccanismo ritenuto discriminatorio, oggetto di domanda di disapplicazione
Massime di principio
- Nel pubblico impiego contrattualizzato la pretesa del lavoratore a termine a ottenere il medesimo trattamento economico del lavoratore comparabile a tempo indeterminato è soggetta alla prescrizione quinquennale dei singoli crediti retributivi, che decorre dalla loro insorgenza o maturazione.
- L'anzianità di servizio non costituisce un diritto autonomamente prescrivibile, ma un fatto giuridico costitutivo di crediti patrimoniali; pertanto la prescrizione colpisce i singoli aumenti o differenze retributive e non la mera anzianità quale tale.
- La lesione del diritto alla corretta progressione stipendiale si verifica quando la retribuzione corrisposta è inferiore a quella dovuta in base all'anzianità effettivamente riconoscibile, senza che sia necessario attendere un formale decreto di ricostruzione della carriera per far decorrere la prescrizione.
- La clausola 4 dell'Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato impone al datore di lavoro pubblico di riconoscere ai fini della carriera l'anzianità maturata con contratti a termine, salvo che ricorrano ragioni oggettive idonee a giustificare un trattamento differenziato.
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