Cassazione Penale, Sentenza n. 13626/2026 del 15/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione avverso il rigetto dell'opposizione al decreto di convalida del sequestro preventivo relativo a lavori di ampliamento e sopraelevazione in area sottoposta a vincolo paesaggistico. Il ricorrente deduce violazione di legge per mancata valutazione corretta della relazione tecnica del P.M., violazione dei principi della presunzione di innocenza, dell'onere della prova e dell'art. 6 CEDU, applicazione errata del principio in dubio pro reo, violazione dell'art. 321 c.p.p. per assenza di gravi indizi e di periculum in mora, errata qualificazione e applicazione normativa (compresa l'applicabilità dell'art. 14 della legge regionale Calabria n.25/2022), mancata distinzione tra norme per strutture ricettive e abitazioni private, e rilievo della buona fede e della regolarità amministrativa documentata da consulenze e atti comunali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha annullato l'ordinanza del tribunale del riesame e ha disposto il rinvio per nuovo esame al tribunale di Cosenza (ai sensi dell'art. 324, co. 5, c.p.p.). La Corte ha ritenuto che il tribunale del riesame non abbia svolto la necessaria e puntuale valutazione del "fumus commissi delicti", trascurando di considerare in modo coerente e motivato gli elementi probatori dell'accusa e le confutazioni difensive, nonché l'analisi delle norme applicabili in concreto al caso urbanistico-edilizio.
Norme richiamate
Norma citata quale riferimento per la configurazione del reato in concorso; utilizzata nella contestazione penale degli illeciti edilizi
DPR 380/2001, art. 44, comma 1, lett. B)
DPR 380/2001 art. 44 co.1 lett.B
Norma richiamata come fattispecie penale relativa a interventi edilizi non conformi; oggetto della contestazione per i lavori effettuati in area vincolata
Codice di procedura penale, art. 321, comma primo
Regola sul sequestro preventivo: la decisione impone una valutazione del "fumus commissi delicti" basata su elementi concreti; la Corte ha richiamato l'obbligo di valutare puntualmente sia la prova dell'accusa sia le confutazioni difensive
Codice di procedura penale, art. 324, comma 5
Norma procedurale che autorizza la Corte ad annullare l'ordinanza impugnata e a disporre il rinvio per nuovo giudizio al tribunale competente
Convenzione europea dei diritti dell'uomo, art. 6
Richiamato dal ricorrente in relazione al diritto a un giusto processo e alla corretta distribuzione dell'onere della prova; la Corte valuta che le garanzie giurisdizionali debbano essere rispettate nella valutazione del fumus
Codice di procedura penale, art. 273
Richiamata in riferimento al diverso livello di persuasività richiesto per le misure cautelari personali rispetto alle cautelari reali; la Corte distingue i livelli probatori richiesti
Legge regionale Calabria n.25/2022, art. 14
art. 14 Legge regionale Calabria n.25/2022
Norma richiamata dal ricorrente per sostenere la correttezza del procedimento amministrativo e la specificità normativa regionale; la Corte rileva la necessità di valutare in concreto l'applicabilità di norme regionali e la distinzione normativa per le strutture ricettive
Massime di principio
- Nel sindacare il sequestro preventivo il giudice deve valutare il "fumus commissi delicti" non solo nella astratta configurabilità del reato, ma alla luce di tutte le risultanze processuali concrete, comprese le contestazioni difensive
- Il giudice del riesame e la giurisdizione di merito devono indicare, anche sinteticamente, le ragioni che rendono sostenibile l'impostazione accusatoria e la prognosi negativa, ponderando prove dell'accusa e contraddittori della difesa
- In materia urbanistico-edilizia è compito del giudice valutare in concreto quali norme siano applicabili (regionali, nazionali, differenze tra strutture ricettive e residenze) e non limitarsi a parametri astratti
- La buona fede, la regolarità amministrativa e le consulenze tecniche di parte possono costituire elementi rilevanti ai fini della compressione della misura cautelare e devono essere valutati nel bilanciamento sul periculum in mora e sulla gravità degli indizi
- Le misure cautelari reali richiedono elementi concreti e persuasivi indicativi della riconducibilità dell'evento alla condotta dell'indagato, pur non raggiungendo il livello probatorio richiesto per misure personali
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