Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13630/2026 del 15/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'arresto per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, deducendo violazione della legge processuale per essere stato negato l'accesso del difensore al fascicolo relativo all'arresto e la mancata trasmissione di copie richieste prima dell'udienza di convalida; si lamenta la lesione del diritto di difesa in quanto la sola disponibilità del fascicolo cartaceo in sede di udienza sarebbe stata insufficiente.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha richiamato il principio per cui il difensore ha diritto di visionare ed estrarre copia degli atti alla base della richiesta di convalida, ma ha ritenuto che nel caso concreto il difensore non abbia compiuto le iniziative necessarie per accedere agli atti presso l'ufficio dibattimentale dopo la comunicazione del P.M., privilegiando un accesso telematico non esaustivo. Inoltre il giudice procedente aveva comunque garantito la possibilità di esaminare gli atti prima dell'udienza. La Corte ha poi ricordato le specificità del giudizio direttissimo e della convalida dell'arresto che consentono modalità differenziate di esercizio del diritto di difesa senza pregiudicarne l'efficacia. Conseguentemente il ricorso è stato respinto come inammissibile, il ricorrente è condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e a versare in favore della Cassa delle Ammende la somma equitativamente determinata di 3.000,00 euro.

Norme richiamate

  • art. 558 c.p.p.

    Richiama le regole sul giudizio direttissimo e sulla convalida dell'arresto: la convalida è funzionalmente diretta alla celebrazione del giudizio direttissimo e prevede specifiche modalità e termini che rendono modulabile l'esercizio del diritto di difesa in questa fase

  • art. 24 Cost.

    Principio del diritto di difesa come diritto inviolabile che richiede effettività ma ammette forme differenziate in relazione alla natura e alla fase del procedimento

  • art. 616 c.p.p.

    Norma richiamata per l'onere delle spese in caso di inammissibilità del ricorso

  • Sentenza Sez. U. n. 36212 del 30/09/2010

    Affermato il principio che il difensore dell'arrestato ha diritto di esaminare ed estrarre copia degli atti a base della convalida e che il diniego può determinare nullità di ordine generale, sanabile se non eccepita nell'udienza di convalida

  • Sentenza Sez. U. n. 19 del 01/10/1991

    Richiama che la convalida in sede di presentazione per giudizio direttissimo è funzionalmente diretta al giudizio stesso e può legittimare una diversa gestione dello "status detentionis" fino al successivo provvedimento coercitivo

  • Sentenza Sez. 6 n. 2949 del 21/07/1992

    Conferma la legittimità della procrastinazione dello "status detentionis" nell'ambito del giudizio direttissimo e delle connesse modalità procedurali

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 243/2022

    Citata per il contesto della disciplina dei termini per la preparazione della difesa; rileva limiti e necessità di adeguamento delle garanzie nelle varie fasi processuali

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in relazione alla valutazione della responsabilità/dolo nella presentazione di ricorsi infondati (utilizzata per escludere colpa nella determinazione dell'onere di ammenda)

Massime di principio

  • Il difensore dell'arrestato ha il diritto di visionare ed estrarre copia degli atti a base della convalida; tuttavia questo diritto richiede che il difensore attivi concretamente le procedure di accesso messe a disposizione (es. accesso presso l'ufficio dibattimentale o cancelleria) e non si esaurisca in tentativi telematici se questi sono insufficienti
  • Nella fase del giudizio direttissimo e della convalida dell'arresto le modalità di esercizio del diritto di difesa possono essere differenziate rispetto ad altre fasi processuali purché rimangano efficaci e non compromettano il contraddittorio
  • La mancata eccezione di nullità o la mancata richiesta di termini/azioni difensive in udienza può determinare la sanatoria di eventuali violazioni procedurali riferibili all'accesso agli atti
  • È prudente per il difensore chiedere e documentare tempestivamente l'accesso e la richiesta di copie (con prove della richiesta e dei rifiuti) prima dell'udienza di convalida per evitare di perdere il rimedio processuale
  • Il giudice può garantire la possibilità di consultare gli atti prima dell'udienza; la disponibilità effettiva degli atti in sede di udienza può rendere inammissibile il rimedio se il difensore non ha sollevato tempestivamente l'ostacolo

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.