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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27579/2025 del 16/10/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (autorità di vigilanza)

La controversia

La controversia trae origine da una sanzione amministrativa pecuniaria irrogata dalla Consob per asserita violazione degli obblighi di informativa nel prospetto relativo a un’offerta al pubblico di sottoscrizione e ammissione alla negoziazione di azioni bancarie nell’ambito di un aumento di capitale. Il destinatario della sanzione propose opposizione ex art. 195 TUF. Nel corso del giudizio vi fu una sospensione per questione di legittimità costituzionale; riassunto il processo, la Consob eccepì la tardività della riassunzione. La Corte d’appello respinse tale eccezione e annullò la sanzione ritenendo prescritto l’illecito. La Consob ricorse per cassazione con quattro motivi: 1) violazione degli artt. 297 e 307 c.p.c. per tardività della riassunzione dopo la definizione della questione costituzionale; 2) violazione delle norme del TUF e dell’art. 28 l. n. 689/1981 per erronea individuazione del momento consumativo e della decorrenza della prescrizione; 3) nullità della sentenza per motivazione apparente sul momento consumativo dell’illecito; 4) violazione dei criteri di liquidazione delle spese e carenza di motivazione sulla loro quantificazione.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il primo motivo, ritenendo tempestiva la riassunzione del giudizio perché, nella sospensione necessaria conseguente all’incidente di costituzionalità del giudizio a quo, il termine decorre dalla comunicazione alle parti della decisione della Corte costituzionale da parte della cancelleria del giudice che aveva sospeso il processo. Ha invece accolto il secondo e il terzo motivo, affermando che l’illecito amministrativo contestato per prospetto incompleto o non veritiero ha natura permanente e si consuma alla chiusura dell’offerta al pubblico, momento da cui decorre la prescrizione quinquennale; poiché la contestazione fu notificata prima della maturazione del quinquennio, la decisione di merito che aveva dichiarato prescritta la pretesa sanzionatoria è stata cassata. Il quarto motivo è rimasto assorbito. La causa è stata rinviata alla Corte d’appello di Firenze in diversa composizione per nuovo esame dell’opposizione e per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa sospeso per incidente di costituzionalità, se la sospensione è necessaria nel processo a quo, il termine per riassumere decorre dalla comunicazione alle parti della decisione della Corte costituzionale effettuata dalla cancelleria del giudice che ha sospeso il processo, e non dalla sola pubblicazione del provvedimento nella Gazzetta Ufficiale.
  • La condotta consistente nella predisposizione e diffusione di un prospetto informativo incompleto o non veritiero, idoneo a ingannare l’investitore sulla convenienza dell’offerta, integra un illecito amministrativo di natura permanente quando i suoi effetti si protraggono sino alla chiusura dell’offerta al pubblico.
  • Per gli illeciti amministrativi permanenti in materia di prospetto, il termine di prescrizione quinquennale decorre dalla cessazione della permanenza, cioè dalla chiusura dell’offerta, non dal momento dell’approvazione del prospetto da parte dell’autorità di vigilanza.
  • Se la contestazione degli addebiti è notificata prima della maturazione del termine prescrizionale computato dal momento di cessazione della permanenza, la pretesa sanzionatoria non è prescritta.
  • Quando la questione di diritto decisiva è correttamente risolta applicando un principio già affermato dalla giurisprudenza di legittimità, la sentenza di merito che abbia deciso in senso difforme va cassata con rinvio per nuovo esame conforme al principio di diritto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributario
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaPrescrizioneGiudicato

Testo integrale

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