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Cassazione Civile, Ordinanza n. 16400/2023 del 09/06/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietari)

La controversia

La controversia nasce dalla domanda, proposta nel 2011, di accertamento dell'intervenuta usucapione della proprietà di un terreno in Comune di Nervesa della Battaglia, posseduto dagli attori in forza di un contratto preliminare di compravendita stipulato il 20 febbraio 1979. I giudici di merito hanno ritenuto che la disponibilità del bene conseguita dai promissari acquirenti non fosse possesso utile ad usucapionem, ma mera detenzione qualificata, in assenza di un'interversione del possesso ex art. 1141 c.c. I ricorrenti per cassazione hanno articolato dodici motivi, tra cui: nullità della sentenza per motivazione apparente e omesso esame di fatti decisivi; violazione delle norme sul possesso e sull'usucapione; errata qualificazione del rapporto come preliminare anziché come fattispecie traslativa o preliminare improprio; omessa considerazione della prescrizione delle obbligazioni nascenti dal preliminare e del decorso di un ulteriore ventennio; omessa valutazione della non contestazione e della documentazione prodotta; omesso esame delle istanze istruttorie. In sostanza, i ricorrenti sostenevano che il preliminare e la consegna anticipata del bene avessero consentito l'acquisto del possesso utile all'usucapione, o comunque che, cessati gli effetti del preliminare per prescrizione, la loro signoria di fatto sul bene si fosse protratta per il tempo richiesto dall'art. 1158 c.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto inammissibili i motivi che cumulavano vizi diversi o che miravano a censurare la sufficienza della motivazione oltre il minimo costituzionale; ha inoltre rilevato l'effetto preclusivo della doppia conforme per i motivi fondati sull'art. 360, n. 5, c.p.c. Nel merito delle censure giuridiche, ha confermato l'orientamento secondo cui, quando la consegna del bene avviene in esecuzione di un contratto preliminare di vendita, la disponibilità del bene resta detenzione qualificata e non possesso ad usucapionem, salvo prova di una interversione del possesso nei modi di legge. Ha pure escluso che la prescrizione del preliminare potesse essere utilmente invocata, perché i ricorrenti non avevano allegato un termine per la stipula del definitivo né la messa in mora della controparte. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto in rito con condanna dei ricorrenti alle spese e con attestazione dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 132, comma 2, c.p.c.

    richiamato quale parametro della validità della motivazione della sentenza di merito; la Corte esclude la sua violazione perché la motivazione della decisione impugnata supera il minimo costituzionale.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    richiamato insieme all'art. 132 c.p.c. e all'art. 111 Cost. per censurare la motivazione della sentenza di appello; la Corte ritiene la censura inammissibile.

  • art. 111 Cost.

    la Corte ribadisce che il sindacato di legittimità sulla motivazione è limitato al rispetto del minimo costituzionale.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    non consente di dedurre direttamente la violazione della Costituzione; il contrasto con parametri costituzionali va veicolato tramite questione di legittimità costituzionale della norma applicata.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    invocato per denunciare nullità della sentenza e del procedimento; la Corte esclude la fondatezza delle doglianze formulate in modo promiscuo o volte a ottenere una nuova valutazione del merito.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    il controllo è limitato all'omesso esame di un fatto decisivo e non comprende insufficienza o contraddittorietà della motivazione; inoltre opera il divieto di censura in caso di doppia conforme.

  • art. 348-ter, commi 4 e 5, c.p.c.

    la doppia conforme rende inammissibili i motivi ex art. 360, n. 5, c.p.c., quando appello e primo grado sono fondati sul medesimo iter logico-argomentativo sui fatti principali.

  • art. 1140 c.c.

    richiamato in tema di possesso; la Corte ribadisce che la disponibilità del bene derivante da preliminare non integra di regola possesso ma detenzione qualificata.

  • art. 1141 c.c.

    la presunzione di possesso non opera quando la relazione con il bene derivi da un atto o fatto iniziale del proprietario; occorre dimostrare l'interversione del possesso con atti esterni.

  • art. 1158 c.c.

    l'usucapione richiede possesso continuato per vent'anni; nella fattispecie la Corte esclude che vi fosse possesso utile idoneo a far decorrere il termine.

  • art. 1362 c.c. e ss.

    invocati per l'interpretazione del contratto; la Corte afferma che il ricorrente deve indicare specificamente quali canoni ermeneutici siano stati violati e come.

  • art. 1322 c.c.

    richiamato per sostenere la diversa qualificazione del negozio; la Corte non accoglie la tesi del preliminare improprio o del negozio traslativo.

  • art. 112 c.p.c.

    invocato per omessa pronuncia; la Corte ritiene che il giudice di merito abbia comunque esaminato le allegazioni principali con motivazione complessiva.

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato in relazione alla valutazione delle prove e alla non contestazione; la Corte ribadisce che la scelta e la valutazione del materiale probatorio spettano al giudice di merito.

  • art. 2697 c.c.

    richiamato sul riparto dell'onere della prova; la Corte esclude che vi sia stata una sua violazione, avendo il giudice di merito negato in radice il possesso utile.

  • art. 2934 c.c.

    richiamato in tema di prescrizione delle obbligazioni nascenti dal preliminare; la Corte osserva che la prescrizione rileva solo dalla scadenza del termine per il definitivo o dalla messa in mora, elementi non dedotti.

  • art. 2932 c.c.

    richiamato come rimedio per l'esecuzione in forma specifica del preliminare; la Corte precisa che la prescrizione decorre dalla scadenza del termine fissato per la stipula del definitivo.

  • art. 378 c.p.c.

    richiamato quale base della memoria depositata in cassazione.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    richiamato per attestare i presupposti del raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione non è consentito cumulare in un unico motivo censure eterogenee, né trasformare la doglianza in una richiesta di nuova valutazione del fatto o delle prove.
  • Dopo la riformulazione dell'art. 360, n. 5, c.p.c., il controllo sulla motivazione è limitato al solo minimo costituzionale: è censurabile solo una motivazione mancante, apparente, irriducibilmente contraddittoria o incomprensibile.
  • La doppia conforme preclude la censura per omesso esame di fatti decisivi ex art. 360, n. 5, c.p.c., quando la decisione di appello conferma quella di primo grado sul medesimo percorso logico-argomentativo sui fatti principali.
  • La disponibilità materiale del bene conseguita in forza di un contratto preliminare di vendita, anche con consegna anticipata, non implica di per sé possesso utile ad usucapionem, ma normalmente configura detenzione qualificata.
  • Per convertire la detenzione in possesso ad usucapionem è necessaria la prova di un'interversione del possesso attraverso atti esterni idonei a manifestare al proprietario l'intenzione di tenere la cosa come propria.
  • La presunzione di possesso di cui all'art. 1141 c.c. non opera quando la relazione con la cosa derivi originariamente da un atto o fatto del proprietario; in tali casi l'onere di provare l'interversione resta a carico di chi invoca l'usucapione.
  • La prescrizione del diritto di ottenere l'esecuzione del preliminare o di addivenire al definitivo non decorre dalla mera conclusione del preliminare, ma dalla scadenza del termine per la stipula o dalla messa in mora nei modi di legge.
  • In sede di legittimità, l'interpretazione del contratto è censurabile solo se il ricorrente indica specificamente quali canoni ermeneutici siano stati violati e in quale punto il giudice se ne sia discostato.

Come è indicizzato

MateriePossessoCompravenditaImpugnazioni
RamiDiritti realiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoPrescrizione

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