Cassazione Penale, Sentenza n. 5256/2023 del 07/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva confermato il sequestro preventivo di due fabbricati. La ricorrente contestava l'applicazione dell'art. 44 del d.P.R. n. 380/2001 sostenendo che dalle indagini emergerebbe non la realizzazione di "tamponature" o opere nuove, ma solo l'apposizione di terreno/terreno vegetale volto a interrare il piano terra; tale intervento sarebbe funzionale e non sufficiente a costituire nuova costruzione con aumento del carico urbanistico, per cui, a suo avviso, si sarebbe dovuto applicare l'art. 37 (violazioni sanabili con sanzione amministrativa) e non l'art. 44 (rilevanza penale per opere di nuova costruzione).
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione: il motivo proposto era, di fatto, una censura sulla valutazione del materiale probatorio (fatti e valutazioni di merito) e non una violazione di legge attinente alla corretta interpretazione della norma. La Corte ha ricordato che il sindacato in cassazione sui provvedimenti di riesame è limitato a violazioni di legge o a carenza assoluta o apparente della motivazione. Inoltre il Tribunale di Napoli aveva documentato, dagli atti di indagine, la presenza di ulteriori interventi, compresi tamponamenti, e opere abusive non sanate, idonee a giustificare l'applicazione dell'art. 44. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e all'obbligo di versare € 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), art. 44
art. 44, comma 1, lett. c)
Norma richiamata per qualificare come "opere di nuova costruzione" gli interventi che modificano in modo rilevante il piano di campagna e il carico urbanistico; nel caso la Corte ha ritenuto che la valutazione sulla sussistenza delle opere nuove sia questione di fatto adeguatamente motivata dal Tribunale
d.P.R. 380/2001 (Testo Unico Edilizia), art. 37
Norma che disciplina difformità rispetto alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) con rilevanza prevalente amministrativa; la ricorrente invocava questa norma per sostenere l'insussistenza del reato, ma la Corte ha ritenuto che la questione fosse di fatto e non di diritto
art. 81, secondo comma (concorso di persone)
Richiamato negli addebiti contestati a livello di imputazione per indicare la pluralità di azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso
d.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art. 181
Norma richiamata in relazione alla realizzazione delle opere in zona soggetta a vincolo paesaggistico senza autorizzazione; la presenza di lavori in area vincolata integra profili penali se non autorizzati
Stabilisce che il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame è ammesso soltanto per violazione di legge; la Corte ha applicato tale limite per dichiarare inammissibile il motivo fondato su valutazioni di merito
Richiamato indirettamente per ricordare l'obbligo di motivazione e i casi in cui la mancata o apparente motivazione integra violazione di legge; la Corte precisa che solo la motivazione mancante o apparente è sindacabile in cassazione
Predispone l'onere di spese e il versamento alla Cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato tale sanzione liquidando € 3.000,00
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame in materia di misure cautelari reali è limitato a questioni di diritto: censure che si riducano a contestazioni di merito o a diversa valutazione delle prove sono inammissibili.
- Per contestare l'applicazione di una norma sostanziale (es. art. 44 vs art. 37 DPR 380/2001) in cassazione occorre dedurre una specifica e concreta violazione di legge o un'errata interpretazione normativa, non semplicemente argomentare che i fatti emersi dalle indagini non giustificano la qualificazione prescelta.
- Quando il provvedimento impugnato motiva la sussistenza di interventi qualificabili come "opere nuove" o opere abusive (es. tamponature, modifiche del piano di campagna, lavori in zona vincolata) tale motivazione è valutabile in cassazione solo se è del tutto mancata o manifestamente apparente; contestazioni probatorie vanno rivolte nei gradi di merito.
- Se la vicenda riguarda possibili abusi edilizi o interventi in area vincolata, è fondamentale documentare tecnicamente (perizie, rilievi fotografici, osservazioni tecniche) la natura e l'entità degli interventi per poter efficacemente sostenere che si tratta di mera interposizione di terreno o di lavori sanabili con sanzione amministrativa.
- Attenzione alle conseguenze processuali di un ricorso inammissibile: il ricorrente può essere condannato alle spese e al versamento di somme alla Cassa delle ammende; quindi valutare con cura l'ammissibilità giuridica del motivo prima di proporre ricorso in cassazione.
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