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Sentenza

Sentenza del 26/04/2022 n. 12996 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione in Cassazione della decisione della CTR Campania che aveva dichiarato inammissibile l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate per presunta tardività della notifica (seconda notifica del 31 luglio 2017 ritenuta tardiva rispetto al 'termine lungo' decorrente dalla sentenza della CTP del 11 gennaio 2017) e aveva rigettato l'appello/confermato in gran parte la decisione di primo grado su questioni relative a IVA e imponibilità di canoni di leasing e acquisti di carburante, contestando simulazione dei contratti e uso extra-aziendale. L'Agenzia ha dedotto, tra gli altri motivi, la violazione del D.L. n.50/2017 (art.11) invocando la sospensione dei termini di impugnazione; ha altresì dedotto un errore nella indicazione della data di deposito della sentenza impugnata (poi sanato). La contribuente ha proposto ricorso incidentale su questioni di fatto e di diritto relative all'imponibilità IVA e all'aliquota applicabile e ha richiamato il principio dell'affidamento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il secondo motivo dell'Agenzia delle Entrate ritenendo applicabile il D.L. n.50/2017, art.11 (commi 1-4 e 9) che ha sospeso per sei mesi i termini di impugnazione per le controversie definibili, con la conseguenza che il termine per proporre appello era sospeso dall'entrata in vigore dell'articolo e la notifica del 31 luglio 2017 è da considerarsi tempestiva; pertanto l'appello dell'Agenzia non è inammissibile per tardività. Il primo motivo relativo alla data di deposito è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse poiché è stata depositata copia corretta della sentenza; il terzo motivo dell'Agenzia è stato assorbito. I motivi del ricorso incidentale della società, che chiedevano la revisione della valutazione di merito circa l'imponibilità e l'aliquota, sono stati rigettati come inammissibili perché richiedevano il riesame del merito di fatto, sottratto al sindacato di legittimità. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla CTR della Campania in diversa composizione per nuovo esame e per le spese di giudizio.

Norme richiamate

  • Decreto-Legge n.50/2017, art.11 (commi 1-4 e 9)

    Per le controversie definibili sono sospesi per sei mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle pronunce giurisdizionali e di riassunzione che scadono dalla data di entrata in vigore del presente articolo fino al 30 settembre 2017.

    La Corte ha ritenuto applicabile la norma al caso in esame, escludendo le ipotesi di esclusione del comma 4; la sospensione ha fatto decorrere i termini di impugnazione dopo la fine del periodo di sospensione, rendendo tempestiva la notifica del 31 luglio 2017 e quindi ammissibile l'appello dell'Agenzia.

  • Legge n.212/2000, art.10

    Richiamata dalla contribuente sul principio di legittimo affidamento; la Corte ricorda il principio consolidato per cui l'affidamento può escludere sanzioni o accessori ma non incide sulla debenza del tributo: dunque l'affidamento non annulla l'obbligo d'imposta quando sussistono gli elementi oggettivi del tributo.

  • D.P.R. n.633/1972, art.7-ter (e art.8-bis)

    Norme richiamate dalla contribuente in relazione all'applicazione dell'aliquota IVA agevolata o ordinaria; la Corte ha escluso il sindacato in sede di legittimità sulle valutazioni di fatto del giudice di merito relative alla natura delle operazioni (imprenditoriale vs privata) e alla sussistenza di simulazione contrattuale.

  • D.P.R. n.600/1973, art.39

    Richiamato dalla contribuente rispetto a questioni di accertamento; la Corte ha ritenuto che le contestazioni incidentali che implichino revisione del fatto non siano sindacabili in Cassazione.

  • Codice civile, art.2697

    Richiamato in ordine all'onere della prova; la Corte non ha esaminato il merito probatorio nel giudizio di legittimità, ribadendo i limiti del sindacato sulla valutazione delle prove svolta dal giudice di merito.

Massime di principio

  • La sospensione dei termini prevista dal D.L. n.50/2017, art.11 si applica alle controversie definibili e può rendere tempestive notifiche che altrimenti apparirebbero tardive: verificare sempre se la controversia rientra nelle ipotesi di esclusione del comma 4 prima di dichiarare un atto tardivo.
  • In Cassazione il sindacato è limitato alla verifica di legittimità: non è possibile ottenere la revisione delle valutazioni di fatto e delle prove compiute dal giudice di merito. Le censure che chiedono un nuovo esame del merito sono generalmente inammissibili.
  • Il principio del legittimo affidamento (L.212/2000, art.10) può incidere sulle sanzioni e sugli accessori ma non sulla sussistenza dell'obbligazione tributaria: l'eventuale affidamento non esclude il pagamento del tributo dovuto se gli elementi oggettivi del presupposto impositivo sussistono.
  • Se la censura riguarda errori formali (es. indicazione errata della data di deposito), la parte dovrebbe sanare la carenza depositando documentazione correttiva; la Corte può dichiarare il motivo inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse se l'errore è stato sanato durante il giudizio.
  • Quando la Cassazione annulla per vizi di ammissibilità o procedurali e rinvia, la corte di merito dovrà riesaminare la controversia in diversa composizione; sulla nuova valutazione restano salvi i limiti imposti dalla precedente decisione di legittimità.

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