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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29549/2025 del 18/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo (impedito e anticipatorio della confisca, diretto e per equivalente) relativo a presunta truffa in concorso (artt. 110, 640-bis c.p.) per false attestazioni di lavori di riqualificazione energetica e indebito conseguimento di crediti d'imposta (Superbonus/Sisma Bonus) per complessivi circa Euro 39.126.000, nonché la responsabilità amministrativa di Efficient Building ai sensi del d.lgs. n. 231/2001. I motivi principali contestavano: insufficiente e generica motivazione sul periculum in mora e sulle esigenze cautelari; erronea quantificazione e natura del profitto/ prodotto del reato e conseguente applicazione impropria del sequestro per equivalente; applicazione della confisca/ablazione a fatti non consumati (solo tentativo); violazione del principio di proporzionalità e della necessità di accertare il profitto individuale dei concorrenti; omessa valutazione di nuovi documenti e della prova della effettiva esecuzione dei lavori; mancata considerazione della colpa di organizzazione richiesta per la responsabilità ex d.lgs. 231/2001.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi fondati per carenze motivazionali del Tribunale di riesame. Ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Matera, in diversa composizione, perché compia una ricostruzione completa e motivata: verificare se i reati siano consumati o solo tentati (con riflessi sulla possibilità di confisca per equivalente), distinguere chiaramente l'oggetto del sequestro impeditivo da quello del sequestro anticipatorio finalizzato alla confisca, quantificare concretamente i crediti effettivamente utilizzati in detrazione o i corrispettivi ottenuti in caso di cessione, valutare le nuove prove documentali e deduzioni difensive, accertare la sussistenza della "colpa di organizzazione" dell'ente ai fini del d.lgs. 231/2001 e motivare adeguatamente il periculum in mora e i requisiti di proporzionalità della misura.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Uso come norma sulla concorso di persone nel reato; la sentenza non nega l'applicabilità ma richiede valutazione motivata del contributo di ciascun concorrente.

  • art. 640-bis cod. pen.

    Rilevante come fattispecie aggravata di truffa in tema di erogazioni pubbliche; la Corte sottolinea che la distinzione fra tentativo e consumazione incide sugli effetti sfavorevoli applicabili (confisca).

  • art. 640-quater cod. pen.

    Prevede la confisca obbligatoria del profitto per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche; la Corte ricorda che la norma e gli effetti sfavorevoli sono di stretta interpretazione e non si estendono automaticamente al tentativo.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Norma sulla confisca diretta e per equivalente; la Corte richiede che l'oggetto e l'ammontare del profitto siano quantificati concretamente prima di adottare misure per equivalente.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Regola il sequestro preventivo; la Corte evidenzia l'obbligo di motivare il periculum in mora e di distinguere tra sequestro impeditivo e sequestro anticipatorio della confisca.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiama il criterio di motivazione del provvedimento cautelare in ordine al pericolo che giustifica la misura; la Corte rileva carenze nella motivazione del Tribunale su questo punto.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Principio di proporzionalità del sequestro; la Corte richiede che il giudice valuti adeguatezza e proporzionalità rispetto al profitto concretamente accertato.

  • art. 240 cod. pen.

    Nozione di profitto del reato; la Corte sottolinea la necessità di individuare l'effettivo profitto spettante a ciascun concorrente prima di estendere il vincolo.

  • art. 56 cod. pen.

    Riguarda il tentativo; la Corte indica che la qualificazione come tentativo o consumazione è decisiva per l'applicabilità di misure reali come la confisca per equivalente.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Regole sulla motivazione in relazione alla gravità indiziaria e alle esigenze di misura cautelare; la Corte rileva insufficiente valutazione delle allegazioni difensive e della documentazione probatoria.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Tutela del diritto di intervento e partecipazione dell'indagato; la Corte osserva che il giudice deve considerare i rilievi difensivi rilevanti presentati dall'indagato/ente.

  • d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231

    La responsabilità amministrativa degli enti richiede l'accertamento della colpa di organizzazione; non è sufficiente affermare il vantaggio per l'ente senza motivare la carenza del modello organizzativo.

  • d.l. 19 maggio 2020, n. 34 (art. 121, comma 5)

    Normativa di riferimento sul Superbonus; la Corte richiama che, in astratto, la normativa consente il recupero per intero della detrazione, ma per il sequestro occorre quantificazione concreta del credito e del corrispettivo ottenuto.

  • decreto-legge 27 gennaio 2022 (Decreto Sostegni-ter)

    Citato come parte della complessa evoluzione normativa che incide sulla natura e la circolazione dei crediti d'imposta; la Corte indica la necessità di tener conto di tali modifiche nella ricostruzione dei fatti.

  • decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 13 (Decreto Frodi) e legge 28 marzo 2022, n. 25

    Rilevanti per la disciplina anti-frode sui crediti d'imposta: la Corte richiede al giudice di merito di tenere conto di tali interventi nella valutazione delle condotte contestate.

  • decreto-legge 16 febbraio 2023, n. 11 (Decreto blocca crediti)

    Citato come ulteriore modifica normativa sulla circolazione e utilizzazione dei crediti; utile al giudice di rinvio per valutare lo stato dei crediti e del loro vincolo.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limiti alla censura in cassazione; la Corte afferma che non sono ammesse in cassazione censure che riguardino la mera congruità del racconto fattuale.

  • art. 324, comma 5 cod. proc. pen.

    Individua il giudice del rinvio: la Corte dispone il rinvio al medesimo Tribunale di Matera in diversa composizione, competente ai sensi di questa norma.

Massime di principio

  • Il giudice del riesame deve motivare in modo specifico e confrontarsi con tutte le deduzioni difensive significative; omissioni gravi di analisi possono portare all'annullamento del provvedimento.
  • Prima di adottare sequestro anticipatorio finalizzato alla confisca per equivalente è necessario accertare e quantificare concretamente il profitto del reato (distinguendo crediti appostati in cassetto, crediti effettivamente compensati e corrispettivi ottenuti dalle cessioni).
  • La distinzione tra tentativo e consumazione del reato è determinante: gli effetti sfavorevoli (es. confisca per equivalente) richiedono un'applicazione rigorosa e non automatica in caso di sola prospettazione di tentativo.
  • Il sequestro impeditivo (finalizzato a impedire la circolazione di crediti fittizi) e il sequestro anticipatorio della confisca (diretta o per equivalente) hanno oggetti e presupposti distinti e vanno motivati separatamente.
  • Per ritenere la responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi del d.lgs. 231/2001 occorre provare la colpa di organizzazione e il nesso causale, non solo l'interesse o il vantaggio dell'ente.
  • In presenza di più concorrenti, il giudice dovrebbe individuare il profitto spettante a ciascuno; se ciò non è possibile, applicare criteri di ripartizione motivati (es. ripartizione paritaria).
  • La proporzionalità della misura reale richiede che il giudice spieghi perché il vincolo su somme o beni specifici sia necessario e adeguato rispetto al rischio di dispersione patrimoniale.

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