Cassazione Penale, Sentenza n. 29538/2025 del 18/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per il reato ambientale di cui al d.lgs. n.152/2006, art.256 (commi 2,3,5), contestando - D'Aloia - vizi di motivazione e travisamento della prova (sosteneva di aver denunciato i fatti e quindi non essere corresponsabile) e - Barone - l'inutilizzabilità delle dichiarazioni di alcuni testi e, più in generale, l'errata attribuzione del fatto a suo carico. Barone era imputato per aver trasportato e smaltito rifiuti senza autorizzazione su un fondo di proprietà di D'Aloia; D'Aloia contestava la ricostruzione dei giudici di merito.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e ha confermato la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale e confermata dalla Corte d'appello. Ha ritenuto provata la realizzazione di una discarica abusiva sul fondo di D'Aloia, con sversamento da parte di Barone di rifiuti pericolosi e non (abbigliamento, materassi, elettrodomestici, materiali da demolizione, piastrelle in fibrocemento ecc.) in assenza di autorizzazione, sulla base delle indagini dei Carabinieri forestali e dell'ARPAC e delle dichiarazioni testimoniali. Ha respinto l'eccezione di inutilizzabilità delle dichiarazioni per difetto di specificità della censura, per difetto di decisività (non superata la prova di resistenza) e perché le dichiarazioni contestate riguardavano fatti di diretta percezione. I motivi di D'Aloia relativi a vizi di motivazione e travisamento della prova sono stati ritenuti questioni di fatto e quindi inammissibili in Cassazione. In particolare è stato rilevato che D'Aloia manteneva la disponibilità delle chiavi del cancello mentre Barone effettuava i trasporti illeciti; la circostanza che D'Aloia avesse o meno richiesto i trasporti non mutava la configurazione della responsabilità accertata.
Norme richiamate
Codice penale
art. 110; art. 81, comma secondo (concorso di persone nel reato)
Applicazione per la configurazione di partecipazione e concorso di più soggetti nella commissione del reato: i giudici hanno ritenuto provata la collaborazione/concorrente partecipazione all'illecito nonostante le divergenze sulle rispettive condotte
Decreto legislativo n.152 del 2006
Norma penale ambientale relativa alla gestione illecita di rifiuti: la condotta di trasporto e sversamento di rifiuti pericolosi e non, in assenza di autorizzazioni, integra le fattispecie di cui all'art.256 e giustifica la condanna
Giurisprudenza della Corte di Cassazione
Sez. U, n. 23868 del 23/04/2009 (Fruci); Sez. 2, n. 7986 del 18/11/2016 (La Gumina); Sez. 3, n. 3207 del 02/10/2014 (Calabrese)
Principi sui limiti del ricorso per cassazione: l'eccezione di inutilizzabilità di atti processuali richiede specificità nella censura e dimostrazione della decisività degli atti contestati; non è possibile rimodulare valutazioni di fatto già compiute dai giudici di merito
Massime di principio
- In Cassazione non sono ammesse censure meramente rivalutative dei fatti: i motivi che implichino una nuova valutazione delle prove o della motivazione sono inammissibili
- L'eccezione di inutilizzabilità di dichiarazioni testimoniali deve essere specifica: il ricorrente deve indicare i verbali o gli atti contestati e spiegare in che modo la loro inutilizzabilità avrebbe inciso decisivamente sul compendio indiziario
- La presenza di più elementi probatori resistenti (indagini ufficiali, accertamenti tecnici, dichiarazioni testimoniali convergenti) supera l'effetto disvalore di singole dichiarazioni contestate, rendendo difficoltosa l'accoglienza di censure formali
- La titolarità del terreno e la disponibilità effettiva (es. possesso delle chiavi, possibilità di controllo) possono integrare responsabilità anche se il proprietario dichiara di aver denunciato i fatti: la denuncia non esclude automaticamente una valutazione di responsabilità se le altre risultanze dimostrano partecipazione o facilitazione
- In ipotesi di gestione illecita di rifiuti, la mancanza di autorizzazioni e la presenza di rifiuti pericolosi sono elementi decisivi per la configurazione del reato ex art.256 d.lgs.152/2006
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