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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29535/2025 del 18/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Diaco: impugnava l'uso di intercettazioni acquisite in altro procedimento, l'utilizzabilità delle dichiarazioni etero-accusatorie rese da Raffaele De Luca in altro procedimento, il travisamento della prova e la legittimità della confisca fondata su orientamento giurisprudenziale intervenuto dopo il fatto. De Luca: contestava la mancata sollevazione della questione di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 2-bis, d.lgs. n. 74/2000 (denegata la pena sospesa) e la mancanza dell'elemento psicologico (dolo) dei reati contestati.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso di Corrado Diaco fondato soltanto con riferimento alla confisca: ha annullato la decisione impugnata limitatamente alla confisca e ha rinviato alla Corte territoriale perché fornisca motivazione specifica su tale profilo. Per il resto il ricorso di Diaco è stato dichiarato inammissibile o manifestamente infondato (le intercettazioni e le dichiarazioni etero-accusatorie non sono state ritenute decisive, essendo la responsabilità suffragata da una sentenza irrevocabile e da altra documentazione). Il ricorso di Raffaele De Luca è stato dichiarato inammissibile: la questione di incostituzionalità dell'art. 12, comma 2-bis, è stata ritenuta infondata e l'accertamento del dolo per le violazioni dell'art. 8 d.lgs. n. 74/2000 è stato ritenuto adeguatamente motivato. In conseguenza di ciò il ricorrente De Luca è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 10‑quater, comma 2, d.lgs. n. 74/2000

    Il reato contestato a Diaco è stato dichiarato prescritto; la prescrizione può estinguere il reato ma non esclude automaticamente questioni collegate (es. confisca) che richiedono specifica motivazione

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    Norma cui erano ascritte le violazioni di cui De Luca è stato ritenuto responsabile: la Corte ha ritenuto provato il dolo specifico dell'amministratore (anche di diritto) in concorso con l'amministratore di fatto

  • art. 12, comma 2‑bis, d.lgs. n. 74/2000

    Prevede il diniego del beneficio della pena sospesa per talune soglie di evasione; la Corte ha ritenuto costituzionalmente legittima la scelta del legislatore di negare il beneficio in presenza di rilevanti condizioni di gravità e proporzionalità

  • art. 133 cod. pen.

    Principi generali di determinazione della pena: la Corte ha collegato la previsione di art. 12, comma 2‑bis, all'esigenza di adeguare il trattamento sanzionatorio alla gravità del fatto, richiamando i criteri di cui all'art. 133

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'onere delle spese processuali: la Corte ha imposto al ricorrente (De Luca) il pagamento delle spese per inammissibilità del ricorso

  • art. 3, 25, 27 Cost.

    Articoli richiamati nella questione di legittimità costituzionale sollevata da De Luca (eguaglianza, garanzie processuali e funzioni della pena); la Corte ha ritenuto la questione infondata e ha confermato la compatibilità costituzionale della disciplina che nega la sospensione condizionale in casi gravi

Massime di principio

  • L'eccezione di inutilizzabilità di elementi probatori (es. intercettazioni acquisite in altro procedimento) deve indicare concretamente gli atti viziati e dimostrarne la decisività; altrimenti il motivo è dichiarato generico o manifestamente infondato
  • Le dichiarazioni etero‑accusatorie di un coimputato possono essere utilizzate se corroborate da altre risultanze probatorie o da una sentenza irrevocabile che ne attesti la credibilità
  • La prescrizione del reato non determina automaticamente la revoca o l'esclusione della confisca: la confisca richiede una specifica valutazione e motivazione; in mancanza la Corte cassazionale può annullare la decisione limitatamente a quel profilo e rinviare
  • Le questioni di costituzionalità relative alla negazione di benefici (es. sospensione della pena) sulla base di soglie quantitative sono spesso ritenute insindacabili quando il legislatore ha fornito una ragionevole giustificazione di politica criminale e proporzionalità
  • La responsabilità dell'amministratore di diritto può essere affermata in concorso con l'amministratore di fatto se emerge consapevolezza e partecipazione all'illecito; il giudice valuta ruolo, conoscenza delle pendenze fiscali e comportamenti concreti
  • Per ottenere l'accoglimento di un ricorso in Cassazione è necessario proporre censure di diritto precise o dimostrare l'insufficienza/sproporzione della motivazione di merito; contestazioni meramente rivalutative dei fatti sono normalmente inammissibili

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