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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31825/2025 del 23/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza d'appello del 26/02/2024 che confermava condanne relative a: associazione di tipo mafioso (416-bis), concorso esterno in associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 T.U. stupefacenti), molteplici reati-fine (cessione, detenzione di stupefacenti), estorsioni aggravate, tentato omicidio e danneggiamento seguito da incendio. Le censure principali riguardavano: vizio di motivazione e travisamento delle intercettazioni e delle prove, insufficiente prova dell'associazione (sia mafiosa sia di narcotraffico), contestazione della qualificazione giuridica di singole condotte (es. concorso esterno vs. mera contiguità; lieve entità), vizi nella dosimetria delle pene, errori di calcolo e richieste di rinnovazione o integrazione probatoria.

La decisione

La Corte di Cassazione in massima parte ha rigettato i ricorsi e confermato le condanne impugnate, dichiarando in molti casi i ricorsi inammissibili quando difettavano i presupposti procedurali. Esiti principali: - Rigetto e conferma delle condanne per numerosi imputati (tra cui J.M. Ingarao, Danilo e Gabriele Ingarao, Alongi, Fortunato, Lo Vetere, Bronzino, D'India, Buongiorno, Canfarotta, Cinà, ecc.) con condanna degli stessi al pagamento delle spese processuali e, ove richiesto, al rimborso delle spese di difesa delle parti civili. - Declaratoria di inammissibilità per i ricorsi di alcuni imputati (Altieri, D'Angelo, Marino, Sciortino, Vullo) con condanna al pagamento di spese processuali e, per alcuni, di una somma alla Cassa delle ammende. - Annullamento parziale senza rinvio della sentenza solo nei confronti di Pietro Matranga limitatamente al trattamento sanzionatorio: la Cassazione ha rideterminato la pena (riduzione ed errore di calcolo riformato ex art. 620 c.p.p., lett. l) e ha fissato in concreto la pena finale annunciata (5 anni, 2 mesi, 20 giorni e euro 1.400 multa). - Annullamento limitato e rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Palermo nei confronti di Giuseppe Gambino e Salvatore Guarino unicamente quanto alla determinazione degli aumenti di pena a titolo di continuazione per i reati satellite; per il resto i loro ricorsi sono stati respinti. - La Corte ha ritenuto valide le valutazioni sulle intercettazioni (richieste di gravità, precisione e concordanza), sull'elemento soggettivo delle partecipazioni associate e del concorso esterno, nonché sulle aggravanti (carattere armato dell'associazione, metodo mafioso, futilità del motivo, minorata difesa) ove fondate su dati notori o su elementi processuali specifici. - Sono state applicate le norme procedurali sanzionatorie per spese e rifusione a favore delle parti civili (e, in casi di ricorsi irrituali, pagamento alla Cassa delle ammende).

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    La Corte richiede per la partecipazione mafiosa non un mero "status" ma una "messa a disposizione" concreta e stabile: ruolo materiale, impegno costante e funzionale all'organizzazione; la prova può essere anche indiziaria purché grave, precisa e concordante

  • art. 74 T.U. stupefacenti (d.P.R. 309/1990)

    Per l'associazione finalizzata al narcotraffico è necessaria una organizzazione diretta a traffici ripetuti e dotata di mezzi idonei e minimamente durevoli; il reato è a forma libera e va provato con indicatori della "messa a disposizione" e del coordinamento

  • art. 73 T.U. stupefacenti (comma 5 e 6)

    La qualificazione della lieve entità va fatta con valutazione complessiva di quantità, modalità, mezzi e contesto; la corte ha escluso la lieve entità quando ricorrevano smercio ripetuto, professionalità o collegamento a sodalizio

  • art. 192 c.p.p.

    Sulle intercettazioni la Corte conferma che, se indiziarie, devono possedere requisiti di gravità, precisione e concordanza; non sempre richiedono corroborazione ma l'interpretazione deve restare logica e non travisante

  • art. 110 c.p.

    Il concorso di persone nei reati consente la responsabilità per contributi, anche spontanei e non previamente concordati, se risultano causalmente efficaci; la Corte distingue chiaramente tra partecipe associativo e concorrente esterno

  • concetto di "concorso esterno" (giurisprudenza consolidata, Mannino e seguenti)

    Il concorrente esterno, pur non inserito stabilmente, fornisce un contributo consapevole e volontario che rafforza o conserva l'associazione: requisito soggettivo diretto (dolo diretto) e incidenza causale sull'operatività del sodalizio

  • art. 80 T.U. stupefacenti (comma 2, aggravante quantitativa)

    L'aggravante per ingente quantitativo è applicata quando la quantità (es. 30 kg) è di per sé significativa e configura estrema offensività, senza necessità di ulteriori giustificazioni

  • art. 424 c.p. (danneggiamento seguito da incendio)

    Il giudice ha ritenuto integrata la fattispecie allorché l'incendio era di ampia portata e idoneo a grave pericolo (auto con carburante ecc.); non occorre prova di intento di arrecare pericolo pubblico se l'evento è grave

  • art. 628 c.p. (estorsione) e art. 416-bis.1 (aggravanti)

    La qualificazione come reato-fine dell'associazione e l'aggravante del metodo mafioso possono emergere da contesto, intimidazione implicita e finalità di alimentare le casse del clan; la forza intimidatrice può essere anche latente ma efficace

  • art. 61 n.1 e n.5 c.p. (aggravanti: futili motivi, minorata difesa)

    Sono state riconosciute quando il movente era sproporzionato rispetto al fatto (futilità) e quando la vittima è stata colta di sorpresa o posta in condizioni di minore difesa

  • art. 133 c.p. (attenuanti generiche)

    Il diniego è motivato con prevalenza di elementi negativi (pregiudizi, gravità del fatto e stato di pericolosità), valutazione che richiede motivazione complessiva

  • art. 616 c.p.p. (spese processuali per ricorso infondato)

    La Corte ha condannato al pagamento delle spese processuali i ricorrenti i cui ricorsi sono stati respinti o dichiarati inammissibili

  • art. 620 c.p.p. (lett. l) - potere della Cassazione di annullare e decidere sul punto di pena)

    La Corte ha esercitato il potere di annullamento senza rinvio per errori aritmetici nella quantificazione della pena e ha rideterminato la pena per Matranga ex art. 620, comma 1, lett. l)

  • art. 187 disp. att. c.p.p. (criterio per individuare reato piu' grave in caso di continuazione/giurisprudenza)

    La Corte richiama che nella continuazione va individuato il reato più grave e motivati distintamente gli aumenti per i reati satellite; ha criticato aumenti non dettagliatamente motivati per Gambino e Guarino

Massime di principio

  • Intercettazioni: possono costituire prova decisiva ma, se indiziarie, devono mostrare gravità, precisione e concordanza; l'interpretazione giudiziale è sindacabile in Cassazione solo per travisamento o illogicità
  • Partecipazione mafiosa (416-bis): non basta contiguità o precedente condanna; è richiesta una "messa a disposizione" concreta, stabile e funzionale (ruolo, compiti, accesso a casse, imposizioni sul territorio)
  • Concorso esterno: si configura quando un soggetto esterno fornisce un contributo consapevole e causale al rafforzamento o conservazione del sodalizio; il dolo deve essere diretto (voluto e previsto l'effetto di rafforzamento)
  • Associazione per narcotraffico (art. 74 T.U.): va dimostrata organizzazione e mezzi idonei alla realizzazione sistematica del traffico; numero di reati-fine e base logistica sono indicatori decisivi
  • Aggravanti legate alla mafia (carattere armato, metodo mafioso): possono essere desunte anche da fatti notori e da elementi processuali specifici; non è necessario provare utilizzo effettivo delle armi per l'aggravante oggettiva
  • Valutazione delle pene: in caso di continuazione il giudice deve individuare il reato più grave e motivare separatamente gli aumenti per ciascun reato satellite; errori aritmetici o carenza motivazionale sulla continuazione possono determinare annullamento parziale e rinvio
  • Ruolo della Cassazione: controllo sulla legittimità e sulla motivazione, non riesame libero del merito; può annullare, dichiarare inammissibile o rimettere per questioni procedurali o di dosimetria
  • Rimedi pratici: se si contesta partecipazione associativa o lettura di intercettazioni, occorre proporre censure specifiche (travisamento, contraddizioni puntuali) e non generiche rielaborazioni del fatto; impugnazioni generiche sono spesso dichiarate inammissibili

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