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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29177/2023 del 20/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La lite nasce da un'ordinanza-ingiunzione con cui l'ente provinciale aveva intimato a una società e a due suoi amministratori, in solido, il pagamento di una sanzione amministrativa per l'incompleta tenuta del registro di carico e scarico relativo a rifiuti speciali pericolosi. I ricorrenti sostenevano che il materiale in questione fosse costituito da "calze filtranti" di poliestere, aventi funzione di trattenere polveri della lavorazione del calcestruzzo, e che al momento dell'asporto dallo stabilimento non fosse ancora rifiuto pericoloso, perché non contaminato da sostanze pericolose. Secondo la loro prospettazione, l'eventuale pericolosità sarebbe derivata solo da un successivo e accidentale mescolamento con altri rifiuti. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione denunziavano violazione degli artt. 183, 184, 190 e 258 del d.lgs. n. 152/2006 e dell'art. 115 c.p.c., assumendo che, in base alla corretta qualificazione del materiale, la contestazione avrebbe potuto al più riguardare l'omessa registrazione di un rifiuto non pericoloso, con sanzione diversa e meno grave.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la censura, formalmente rubricata come violazione di legge, mirasse in realtà a rimettere in discussione l'apprezzamento delle prove compiuto dai giudici di merito, che aveva escluso la prova della provenienza delle "calze" dall'altro stabilimento e aveva invece valorizzato la circostanza che il produttore avesse attribuito al materiale il codice CER relativo a rifiuti pericolosi. La Corte ha richiamato i principi secondo cui la violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non è deducibile per contestare la mera valutazione del materiale istruttorio, e ha quindi confermato la correttezza della declaratoria di inammissibilità ex art. 360-bis c.p.c. Condanna alle spese in favore della Provincia e ulteriore contributo unificato sono stati posti a carico dei ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 183, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 152/2006

    I filtri sostituiti in occasione della manutenzione dell'impianto, una volta decisa la loro sostituzione, devono essere considerati rifiuti.

  • art. 183, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 152/2006

    Richiamato dai ricorrenti nella prospettazione della natura del materiale, ma non accolto come base decisiva della decisione.

  • art. 184, commi 4 e 5, d.lgs. n. 152/2006

    Invocato per sostenere la corretta classificazione del materiale e la distinzione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi.

  • art. 190 d.lgs. n. 152/2006

    Il registro di carico e scarico deve consentire la tracciabilità dei rifiuti; la mancata annotazione entro dieci giorni dall'ingresso integra la violazione sanzionata.

  • art. 258 d.lgs. n. 152/2006

    Costituisce la base sanzionatoria per la violazione degli obblighi di registrazione dei rifiuti.

  • art. 115 c.p.c.

    La sua violazione non può essere dedotta per censurare la valutazione delle prove compiuta dal giudice di merito.

  • art. 116 c.p.c.

    La violazione è deducibile solo se il giudice abbia attribuito a una prova un valore diverso da quello previsto dalla legge o abbia dichiarato di valutarla secondo prudente apprezzamento pur in presenza di una regola legale di prova; non basta contestare il cattivo esercizio del prudente apprezzamento.

  • art. 360-bis, n. 1, c.p.c.

    Il filtro di inammissibilità si applica quando il ricorso non si confronta utilmente con un orientamento consolidato di legittimità.

  • art. 334, comma 2, c.p.c.

    La declaratoria di inammissibilità può rilevare ai fini dell'impugnazione incidentale tardiva.

  • art. 348-bis c.p.c.

    Richiamato in chiave sistematica per il meccanismo di filtro delle impugnazioni infondate.

  • art. 606 c.p.p.

    Richiamato analogicamente dalla Corte per spiegare la funzione di filtro dell'inammissibilità.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    In caso di inammissibilità del ricorso sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, D.P.R. n. 115/2002

    È il parametro per la quantificazione dell'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito trasformare una censura di violazione di legge in una richiesta di riesame del fatto e delle prove, quando l'accertamento contestato riguarda la ricostruzione del materiale probatorio compiuta dai giudici di merito.
  • La violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. è configurabile solo in ipotesi specifiche: non basta lamentare che il giudice abbia attribuito maggior peso ad alcune prove rispetto ad altre o che abbia male apprezzato il compendio istruttorio.
  • Nel giudizio relativo a sanzioni in materia di rifiuti, la qualificazione del materiale come rifiuto pericoloso o non pericoloso dipende dagli accertamenti di fatto compiuti dal giudice di merito; se tale accertamento è sorretto da prova non specificamente contestata, la Cassazione non può sostituirvi una diversa ricostruzione.
  • La classificazione del rifiuto e l'assegnazione del codice CER spettano al produttore; se il materiale è stato classificato come pericoloso e non risulta regolarmente annotato nel registro di carico e scarico, la violazione dell'obbligo di tracciabilità può essere ritenuta integrata.
  • Il filtro di inammissibilità ex art. 360-bis c.p.c. consente di dichiarare inammissibile il ricorso che si risolva in doglianze già incompatibili con principi consolidati di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveRiscossione
RamiProcesso civileObbligazioniTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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