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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 37843/2022 del 27/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione di un avviso di liquidazione ritenuto relativo a un atto di transazione che comprendeva più atti dispositivi di diritti reali immobiliari (due rinunce al diritto di superficie e una cessione di nuda proprietà). La controversia verteva sulla legittimità della modalità di ripartizione del valore complessivo dichiarato nell'atto (€ 1.000.000) fra i singoli cespiti operata dall'Ufficio in modo proporzionale alle superfici, sull'ammissibilità della tassazione mediante avviso di liquidazione senza avviso di accertamento qualora il valore complessivo non fosse rettificato, e su profili processuali (presunta tardività delle controdeduzioni, violazione dei termini per la deliberazione del collegio, omissione di esame di censure assorbite). Inoltre, si discuteva l'applicabilità della tassazione proporzionale o di esenzioni/forme fisse per imposte di registro e imposte ipocatastali.

La decisione

La Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione per nuovo esame. In particolare la Corte ha: rigettato i primi due motivi (nullità per controdeduzioni tardive e per superamento del termine di 30 giorni per la deliberazione), accolto il terzo e il quinto motivo del Comune (rilevando che il giudice del rinvio non ha rispettato le premesse fattuali e non ha svolto la valutazione sostitutiva dovuta dopo la pronuncia rescindente), e accolto il secondo motivo dell'Agenzia in via incidentale con riguardo all'omessa motivazione sulle sanzioni (ossia la motivazione era apparente e insufficiente). In conseguenza la causa è rinviata per essere riesaminata conformemente ai principi di diritto indicati dalla Corte; le spese del giudizio di legittimità sono regolate nella statuizione.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 546 del 1992

    Art. 32 c.2 richiamato in relazione ai termini per il deposito di controdeduzioni; art. 35 c.2 (termine massimo di 30 giorni per la deliberazione) interpretato come termine ordinatorio non perentorio; artt. 36, 61, 63 richiamati nei profili di rito e di motivazione delle decisioni del giudice tributario

  • codice di procedura civile

    art. 360 c.1 n.4; art. 112; art. 132; art. 118; art. 152 c.2

    Art. 360 c.1 n.4 usato come parametro per i motivi di cassazione per violazione di norme di diritto; art.112 richiamato in relazione all'omessa pronuncia su eccezioni; art.132 e 118 su motivazione e principio dispositivo; art.152 c.2 richiamato per la distinzione tra termine perentorio e ordinatorio

  • codice civile

    Richiamato nei motivi relativi alla nullità e alla necessità di attinere agli accertamenti e presupposti di fatto

  • codice di procedura civile

    Richiamati in relazione alle regole sull'assunzione, valutazione e utilizzazione delle prove e delle declaratorie di fatto nel processo

  • d.p.r. n. 131 del 1986

    Art.29 richiamato rispetto alla tassazione di registro e alla distinzione fra tassazione proporzionale o fissa; art.21 richiamato per la necessità di considerare la pluralità di atti dispositivi collegati tra loro nella valutazione fiscale

  • d.p.r. n. 601 del 1973

    Richiamato in relazione a possibili esenzioni per aree destinate a specifiche finalità (ricorso alla normativa sulle esenzioni) e alla qualificazione dell'operazione ai fini dell'imposizione

  • d.lgs. n. 347 del 1990

    Richiamato in rapporto alla disciplina delle imposte ipocatastali e alla determinazione della natura dell'operazione traslativa

  • l. n. 865 del 1971

    Riferita alla destinazione delle aree (insediamenti turistici) e alla possibile rilevanza ai fini dell'esenzione richiamata dall'art. 32 d.p.r. 601/1973

Massime di principio

  • Se le parti dichiarano un valore complessivo per una massa immobiliare inclusa in un atto di transazione, l'Amministrazione può emettere un avviso di liquidazione ripartendo quel valore tra i singoli cespiti; tuttavia se la ripartizione è motivata solo sulla base della superficie senza altri criteri concreti, quella motivazione può risultare insufficiente.
  • Quando la ripartizione del valore operata dall'Ufficio è ritenuta inadeguata dal giudice di legittimità, il giudice del rinvio non deve limitarsi ad annullare l'atto impositivo: è tenuto, nei limiti del valore complessivo fissato dalle parti, a effettuare una valutazione sostitutiva motivata dei singoli valori.
  • Le controdeduzioni depositate tardivamente non determinano automaticamente l'inammissibilità delle difese di merito della parte resistente: la tardiva costituzione non comporta di per sé preclusione alla difesa sostanziale, salvo eccezioni specifiche.
  • Il termine di 30 giorni per la deliberazione del collegio (d.lgs. 546/1992, art.35) è di natura ordinatoria/acceleratoria e la sua violazione non provoca di per sé la nullità della decisione, ma può comportare altre conseguenze disciplinari o processuali.
  • Se una questione è stata ritenuta 'assorbita' in un grado e la Corte di cassazione ha rimosso quel decisum con pronuncia rescindente, le questioni precedentemente assorbite possono e devono essere riproposte davanti al giudice del rinvio, che è chiamato a riesaminarle.
  • La motivazione sulle sanzioni deve essere chiara e sostanziale; una motivazione 'apparente' o formalmente presente ma priva di ragionamento logico-giuridico comprensibile può essere censurata e portare a cassazione parziale per omessa o insufficiente motivazione.

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