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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 37842/2022 del 27/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'Agenzia impugnava la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio che aveva rigettato il suo appello e confermato l'accoglimento del ricorso della contribuente avverso un avviso di liquidazione dell'imposta di registro relativo alla registrazione di una sentenza civile. La C.T.R. aveva ritenuto l'atto impugnato viziato da nullità per omissione dell'indicazione del responsabile del procedimento e per mancata allegazione della sentenza oggetto di tassazione; aveva escluso l'applicabilità del ne bis in idem poiché il secondo avviso non richiamava il primo e aveva dichiarato spento un giudizio per cessazione della materia del contendere.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale dell'Agenzia e ha assorbito il ricorso incidentale. In sede preliminare ha: (i) escluso la retroattività del d.lgs. n.175/2014 relativamente al differimento quinquennale degli effetti della cancellazione dal registro delle imprese; (ii) accolto la questione che la parte contro cui era proposta l'azione (socio della società cancellata) non poteva essere considerata successore processuale della società estinta perché non risultava aver riscosso somme in base al bilancio finale di liquidazione ai sensi dell'art. 2495 c.c.; ciò ha comportato l'inammissibilità dell'azione promossa nei suoi confronti. Per effetto di ciò il ricorso principale è stato dichiarato inammissibile, il ricorso incidentale assorbito, e l'Agenzia condannata alle spese di giudizio a favore della controricorrente (compensi professionali € 5.500,00 ed esborsi € 200,00). Inoltre la Corte ha ricordato l'esenzione dell'Amministrazione dallo obbligo del contributo unificato.

Norme richiamate

  • legge n. 212 del 2000, art. 7, comma 1, lett. a)

    La Corte esamina la doglianza relativa all'omessa indicazione del responsabile del procedimento: tale omissione non determina automaticamente la nullità dell'atto di liquidazione, salvo casi specifici individuati dalla normativa di settore.

  • d.l. 31 dicembre 2007, n. 248, art. 36, comma 4-ter, conv. in l. 28 febbraio 2008, n. 31

    Norma evocata per distinguere l'ambito operativo (in particolare le 'cartelle di pagamento') in cui l'omissione dell'indicazione del responsabile può avere effetti più rilevanti; la Corte rileva che l'ambito operativo è circoscritto e non si estende automaticamente a tutti gli atti impositivi.

  • art. 360 c.p.c. (nn. 1, 3, 4, 5) (criteri di cassazione)

    Usato dall'Agenzia per articolare i motivi di ricorso (violazione di legge, omesso esame di fatto decisivo, violazione di norme processuali); la Corte valuta tali deduzioni alla luce degli elementi probatori e delle questioni preliminari.

  • d.lgs. n. 546 del 1992, art. 46

    Richiamato nell'ambito delle censure processuali: la Corte verifica la correttezza dell'istruttoria e dell'atteggiamento del giudice di merito rispetto ai motivi sollevati.

  • d.lgs. n. 175 del 2014, art. 28, comma 4

    La Corte afferma che la norma non ha efficacia retroattiva: il differimento quinquennale degli effetti della cancellazione dal registro (art. 2495 c.c., comma 2) si applica solo se la richiesta di cancellazione è stata presentata dopo l'entrata in vigore del decreto.

  • art. 2495 c.c.

    La Corte interpreta l'art. 2495 come condizione per la successione processuale del socio alla società estinta: il socio diventa successore nel processo solo se ha riscosso somme in base al bilancio finale di liquidazione; la prova di tale circostanza è a carico di chi agisce.

  • art. 1306 c.c., comma 2

    Richiamato per chiarire i limiti dell'effetto estensivo della cosa giudicata: la Corte sottolinea che l'effetto estensivo è escluso se il processo si estingue per cause personali del condebitore (qui, l'estinzione della società).

  • art. 110 cod. proc. civ.

    Citato in relazione al principio della successione processuale del socio alla società estinta; la Corte rimarca che la successione si verifica solo nella fattispecie prevista dalla legge (riscossione della quota).

  • d.p.r. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    Richiamato per escludere l'obbligo di versamento di ulteriore contributo unificato: l'Amministrazione dello Stato è esente tramite il meccanismo della prenotazione a debito.

  • art. 2909 cod. civ.; artt. 329 e 100 cod. proc. civ.; d.lgs. n. 546 del 1992, art. 53

    Norme processuali richiamate dalla controricorrente nel ricorso incidentale per sostenere l'irricevibilità del gravame che investe solo parte della ratio decidendi; la Corte osserva che la questione è stata assorbita dalla decisione preliminare sulla legittimazione/successione.

Massime di principio

  • L'omissione dell'indicazione del responsabile del procedimento in un atto di liquidazione fiscale non comporta automaticamente la nullità: va verificato il contesto normativo specifico (es. cartelle di pagamento) e l'effettiva lesione del diritto di difesa del contribuente.
  • La mancata allegazione della sentenza oggetto di tassazione può non pregiudicare la validità dell'atto se l'atto contiene riferimenti sufficienti agli estremi del provvedimento e se il destinatario, essendo parte del relativo giudizio, ne aveva concreta conoscenza; tuttavia se la mancanza impedisce l'esercizio del contraddittorio può rilevare come vizio.
  • Il divieto del ne bis in idem richiede che vi sia identità della pretesa: se un nuovo atto non richiama quello precedente o non ne ripropone la stessa pretesa, l'eccezione può essere infondata.
  • La cancellazione della società dal Registro delle Imprese e la posizione del socio richiedono attenzione temporale: le norme introdotte dal d.lgs. n. 175/2014 non operano retroattivamente; inoltre il socio è successore processuale della società estinta solo se ha riscosso somme in base al bilancio finale di liquidazione (art. 2495 c.c.), prova a carico di chi agisce.
  • Quando si impugnano atti tributari occorre valutare non solo la presenza formale di allegati o indicazioni, ma l'effettiva lesione del diritto di difesa e la capacità della parte di conoscere e contestare il contenuto dell'atto.
  • Le azioni promosse da amministrazioni dello Stato in Cassazione godono di particolari esenzioni (es. contributo unificato) tramite il meccanismo della prenotazione a debito.

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