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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33562/2024 del 20/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La società aveva convenuto il Comune chiedendo l’accertamento negativo del credito per COSAP relativo agli anni 2013 e 2015, sostenendo di non avere mai occupato aree pubbliche del territorio comunale. Il Tribunale aveva accolto la domanda, ma la Corte d’appello aveva riformato la decisione, ritenendo che il box n. 20 e il traliccio n. 15 insistessero su una porzione di viabilità pubblica e, in base alla qualificazione come strada comunale desunta dall’art. 2 d.lgs. 285/1992, dovessero essere assoggettati a canone. Con il ricorso per cassazione la società ha dedotto violazione di legge: con il primo motivo ha contestato che la Corte territoriale avesse qualificato l’area come strada comunale senza prova della proprietà comunale e senza considerare la situazione di fatto, che secondo la ricorrente escludeva l’uso pubblico perché l’area era recintata, sorvegliata e non aperta al transito; con il secondo motivo ha censurato la decisione per avere trascurato la necessità di verificare l’effettiva destinazione all’uso pubblico e per non aver valutato le prove acquisite, richiamando anche gli artt. 2598 e 2600 c.c. e l’art. 115 c.p.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo erronea la decisione d’appello nella parte in cui aveva fatto derivare la debenza del COSAP dalla sola qualificazione dell’area come strada comunale ai sensi dell’art. 2 d.lgs. 285/1992. Ha precisato che tale classificazione ha rilievo solo ai fini del codice della strada e non prova, di per sé, la natura demaniale dell’area né l’appartenenza al demanio comunale richiesta per il COSAP. Ai fini del canone occorre invece accertare che l’area appartenga al demanio o patrimonio indisponibile del Comune, oppure che sia una area privata gravata da servitù di pubblico passaggio nei casi previsti dal regolamento, e che vi sia una concreta destinazione all’uso pubblico derivante da un titolo o da un fatto idoneo. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. La sentenza impugnata è stata cassata nei limiti del motivo accolto con rinvio alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 63 d.lgs. n. 446 del 1997

    Il COSAP è dovuto per l’occupazione permanente o temporanea di strade, aree e spazi appartenenti al demanio o patrimonio indisponibile del Comune; può essere previsto anche per aree private soggette a servitù di pubblico passaggio costituite nei modi di legge. La norma è il parametro centrale per verificare la debenza del canone.

  • art. 2 d.lgs. n. 285 del 1992

    La definizione e classificazione delle strade serve ai fini del codice della strada e ha funzione amministrativa; non determina automaticamente la proprietà demaniale dell’area né è sufficiente, da sola, a fondare la pretesa COSAP.

  • art. 226 d.lgs. n. 285 del 1992

    L’archivio nazionale delle strade ha funzione ricognitiva nell’ambito del codice della strada, ma non è richiamato come criterio decisivo per attribuire la natura demaniale ai fini del COSAP.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    È stato il parametro processuale dedotto per denunciare violazione e falsa applicazione di legge da parte della sentenza impugnata.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato dalla ricorrente per sostenere che il giudice di merito non avrebbe posto a fondamento della decisione le prove dedotte dalle parti.

  • artt. 2598 e 2600 c.c.

    Richiamati nel secondo motivo, ma nel testo non emerge una specifica applicazione sostanziale di tali norme alla fattispecie; il motivo è rimasto assorbito.

Massime di principio

  • Ai fini del COSAP non basta la mera qualificazione di un’area come strada pubblica o comunale secondo il codice della strada: occorre verificare se il bene appartenga al demanio o al patrimonio indisponibile dell’ente locale, oppure se ricorra un’area privata soggetta a servitù di pubblico passaggio nei casi previsti dal regolamento comunale.
  • La classificazione delle strade contenuta nel codice della strada ha finalità amministrative e di disciplina della circolazione, ma non coincide con l’accertamento della titolarità demaniale necessario per la pretesa del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche.
  • Per ritenere un’area entrata a far parte del demanio stradale non è sufficiente il mero uso di fatto da parte del pubblico o una destinazione programmatica: occorre un titolo o un fatto idoneo a trasferire il dominio all’ente pubblico e una manifestazione, anche tacita, di destinazione all’uso pubblico.
  • Quando il giudice fonda la debenza del COSAP sulla natura pubblica dell’area, deve accertare in modo specifico sia il titolo di appartenenza pubblica sia l’effettiva destinazione all’uso pubblico; il richiamo a criteri catastali o classificatori non può sostituire tale verifica.

Come è indicizzato

MaterieConto correnteContenzioso tributarioGiurisdizione
RamiBancario e finanziarioProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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