Cassazione Penale, Sentenza n. 27199/2022 del 14/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della condanna per violazioni edilizie e paesaggistiche: si censurava la responsabilità penale dell'imputata sostenendo che le opere erano preesistenti (realizzate negli anni '75/'80), che la ricorrente fosse solo comproprietaria non committente e non responsabile dei lavori, che le opere non richiedessero titolo abilitativo né autorizzazione paesaggistica (solo DIA), la mancanza di correlazione fra imputazione e sentenza, l'assenza di prova o la prescrizione del reato, la non applicazione dell'art.131-bis cod. pen. per particolare tenuità, e l'illegittimità della subordinazione della sospensione condizionale della pena all'obbligo di demolizione/ ripristino essendo le opere nella disponibilità del fratello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato i principi che: il proprietario può essere ritenuto responsabile di reati edilizi se emerge un contributo soggettivo alla realizzazione dell'abuso (non basta mero rapporto di parentela/convivenza); il mutamento di destinazione o interventi che trasformano definitivamente il territorio in zona sottoposta a vincolo richiedono autorizzazione paesaggistica e/o permesso di costruire anche se non si modifica sagoma/volume; non è violato il principio di correlazione se l'imputato ha avuto concreta possibilità di difesa; questioni di giudizio (prescrizione, tenuità, valutazione probatoria) sono insindacabili in sede di legittimità salvo vizi logico-giuridici. Ha inoltre ritenuto legittima la subordinazione della sospensione condizionale della pena all'adempimento certo e determinato (demolizione/ripristino). Condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di €3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.P.R. n.380/2001 (Testo unico dell'edilizia), art.44 lett.c), art.83, art.95, art.64, art.71
I reati edilizi previsti dal d.P.R. 380/2001 sono reati comuni: anche il proprietario privo di qualifiche tecniche può essere responsabile se emerge un suo contributo soggettivo alla realizzazione dell'abuso (non basta la sola parentela o convivenza).
D.Lgs. n.42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), art.181
Le violazioni paesaggistiche si ravvisano anche quando le opere non mutano volumi o sagoma, se comportano una trasformazione definitiva del territorio in zona vincolata; dunque può essere necessaria l'autorizzazione paesaggistica.
Riferimento normativo richiamato nella difesa per sostenere che in alcuni casi non sarebbe necessaria autorizzazione paesaggistica; Cassazione però ritiene applicabile il principio che anche il mutamento di destinazione richiede autorizzazione in zone vincolate.
La possibilità di escludere la punibilità per particolare tenuità è valutazione complessa e congiunta; la Corte territoriale ha ritenuto non applicabile l'istituto sulla base dei parametri previsti dall'art.133 c.p. e della valutazione della rilevanza dell'intervento.
Parametri da considerare nella valutazione prognostica per benefici (modalità della condotta, grado di colpevolezza, entità del danno o pericolo) utilizzati anche per la concessione della sospensione condizionale.
Codice di procedura penale, art.521
Richiamato in relazione al principio di correlazione tra accusa e sentenza: la verifica è sostanziale e mira a valutare se l'imputato abbia potuto esercitare la difesa in relazione all'oggetto dell'imputazione.
Codice di procedura penale, art.616
Norma richiamata circa le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso; qui applicata per l'onere delle spese e l'obbligo del versamento alla Cassa delle ammende.
Massime di principio
- La responsabilità penale per reati edilizi può estendersi al proprietario anche se non formalmente committente: è necessario dimostrare un contributo soggettivo (interesse, vigilanza, presenza, atti concreti come istanze di condono o partecipazione ai lavori).
- In aree soggette a vincolo paesaggistico, anche interventi che non modificano volumi o sagoma possono necessitare di autorizzazione paesaggistica e permesso di costruire se determinano una trasformazione permanente del territorio.
- Il principio di correlazione tra accusa e sentenza si valuta in termini di effettività del diritto di difesa; non richiede identità formale delle parole dell'imputazione ma che l'imputato abbia potuto difendersi sulle concrete accuse emerse nel processo.
- Le questioni sulla prescrizione, sulla tenuità del fatto (art.131-bis) e sulla valutazione probatoria sono in larga parte di merito e difficilmente sindacabili in Cassazione salvo errori di diritto o mancanze logiche nella motivazione.
- La concessione della sospensione condizionale della pena può essere subordinata a obblighi (es. demolizione) purché questi siano certi, determinati e verificabili; tale scelta rientra nel giudizio prognostico del giudice di merito.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 14 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27187/2022 del 14/07/2022
- Sentenza penale · 14 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27188/2022 del 14/07/2022
- Sentenza penale · 14 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27189/2022 del 14/07/2022
- Sentenza penale · 14 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27190/2022 del 14/07/2022
- Sentenza penale · 14 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27191/2022 del 14/07/2022
- Sentenza penale · 14 lug 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 27192/2022 del 14/07/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →