Cassazione Civile, Sentenza n. 29117/2022 del 06/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Controversia tributaria circa la deducibilità ai fini IRES delle svalutazioni "a zero" di crediti iscritte in bilancio. L'Ufficio aveva recuperato a tassazione quote di svalutazione integralmente operate sui crediti (considerandole, di fatto, perdite su crediti non deducibili senza la prova degli "elementi certi e precisi" ai sensi dell'art. 101, comma 5, D.P.R. n. 917/1986). L'Agenzia contestava che l'azzeramento del valore dei crediti dovesse essere considerato come perdita definitiva (soggetta al regime probatorio di art. 101) e non come svalutazione ammessa ai sensi dell'art. 106, con conseguente recupero a tassazione di importi dedotti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso principale dell'Agenzia e il ricorso incidentale della Banca Ifis. Ha confermato il principio secondo cui la svalutazione integrale (iscrizione del credito a valore zero) è compatibile con i criteri contabili e fiscali quando poggi su una valutazione prudenziale di probabile, ma non definitiva, inesigibilità del credito; la perdita definitiva su crediti, invece, richiede "elementi certi e precisi" ai sensi dell'art. 101, comma 5, D.P.R. n. 917/1986. Spetta all'Ufficio dimostrare l'infondatezza della svalutazione. La Corte ha inoltre ritenuto infondata l'eccezione di giudicato esterno sollevata dall'istituto e ha respinto la censura sulla compensazione integrale delle spese del secondo grado, ritenendo legittima la compensazione alla luce della complessità e dell'opinabilità della questione; le spese di Cassazione sono compensate.
Norme richiamate
Codice Civile, art. 2426, n. 8
prescrive l'iscrizione dei crediti secondo il valore presumibile di realizzo
La Corte ha confermato che la svalutazione integrale è conforme all'obbligo di iscrivere i crediti al valore presumibile di realizzo quando fondata su una valutazione prudenziale di probabile inesigibilità non definitiva
Codice Civile, art. 2423, comma 2
criteri di chiarezza, veridicità e correttezza del bilancio
Il bilancio deve riflettere correttamente la situazione patrimoniale; la svalutazione a zero può essere coerente con tali principi se adeguatamente motivata
La Corte ha ritenuto che incombe all'Ufficio l'onere di provare l'infondatezza della svalutazione operata dal contribuente
D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 87, art. 20, commi 4 e 5
disciplina la contabilità delle banche e degli istituti finanziari
La norma richiede che i crediti siano iscritti correttamente in bilancio; per gli istituti finanziari la svalutazione prudenziale è compatibile con le regole contabili speciali
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 101, comma 5
le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi
La Corte ha ribadito la differenza fiscale tra perdite definitive (richiedenti prova certa e precisa) e svalutazioni prudenziali; l'art. 101(5) vale per le perdite e non impedisce la deducibilità delle svalutazioni fondate su rischio probabile
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 106, commi 3 e 5
regole per le svalutazioni e gli accantonamenti per rischi su crediti
L'art. 106 disciplina il trattamento fiscale delle svalutazioni: la Corte ha visto un sistema coordinato con l'art. 101 per evitare doppie deduzioni, ma ha ritenuto legittime le svalutazioni prudenziali correttamente motivate
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 15, comma 2
prevede la compensazione delle spese per "gravi ed eccezionali ragioni"
La Corte ha riconosciuto che la complessità e l'opinabilità della questione giuridica possono costituire motivo gravemente ed eccezionale per disporre la compensazione integrale delle spese
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
disciplina il contributo unificato e agevolazioni per talune amministrazioni pubbliche
La Corte ha rilevato e dato atto di specifiche condizioni processuali riguardanti il versamento del contributo unificato per la parte pubblica, con richiamo alla normativa ma senza applicazione automatica nel caso concreto
Codice di procedura civile, art. 132, secondo comma, n. 4
motivi di nullità della sentenza (vizi di motivazione apparente)
La Corte ha applicato i principi relativi alla motivazione apparente valutando la completezza della motivazione della sentenza d'appello e ritenendo non sussistente vizio
Massime di principio
- Distinguere sempre contabilmente e fiscalmente tra svalutazione (impairment) e perdita definitiva: la prima è una valutazione prudenziale di probabile inesigibilità e può essere dedotta se congruamente motivata; la seconda richiede elementi certi e precisi ai fini fiscali (art. 101, comma 5, DPR 917/1986).
- In caso di svalutazione integrale (credito iscritto a zero) non si presume automaticamente perdita definitiva: il credito può mantenere valore giuridico ed economico e rimanere suscettibile di recupero.
- L'onere della prova sulla inesattezza o infondatezza della svalutazione posta in bilancio grava sull'Amministrazione finanziaria: per recuperare a tassazione deve dimostrare che la svalutazione non era giustificata.
- Le valutazioni aziendali devono essere documentate: conservare informazioni e prove (analisi credito, azioni di recupero, tentativi di incasso, pratiche esecutive, corrispondenza) che motivino la prudenza nella svalutazione riduce il rischio di contestazioni.
- La giurisprudenza riconosce che, in presenza di questioni giuridiche complesse e opinabili con interpretazioni difformi, il giudice può disporre la compensazione delle spese per "gravi ed eccezionali ragioni"; tuttavia la motivazione deve superare la genericità.
- Se si eccepisce il giudicato esterno o omissioni di decisione su questioni già decise in precedenti giudizi, la parte che vuole valorizzare tale profilo deve proporre appello incidentale per devolvere la questione al giudice d'appello; la mera riproposizione può essere inammissibile.
- Per le banche e gli istituti finanziari valgono regole contabili specifiche (D.Lgs. n. 87/1992) che giustificano valutazioni prudenziali sui crediti e devono essere tenute in conto nelle verifiche fiscali.
- In caso di contenzioso, valutare la possibilità di proporre elementi probatori diretti sulla natura definitiva o meno dell'inesigibilità del credito per distinguere correttamente tra perdita deducibile e svalutazione deducibile secondo il regime fiscale applicabile.
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