Cassazione Penale, Sentenza n. 2779/2024 del 23/01/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Trieste che aveva, in parte, confermato le condanne di primo grado per un complesso sistema di indebite compensazioni di crediti IVA e sottrazione al pagamento delle accise. Le doglianze principali riguardavano: (i) incompetenza territoriale e applicazione del criterio di connessione (perpetuatio iurisdictionis); (ii) nullità o vizi del decreto di giudizio immediato e dell'interrogatorio; (iii) errata qualificazione giuridica delle condotte (con particolare riferimento alla configurabilità dell'art. 10-quater d.lgs. 74/2000 in caso di compensazione "orizzontale" e alla sovrapposizione/concorrente applicabilità dell'art. 40 lett. b) d.lgs. 504/1995); (iv) vizi nella valutazione probatoria e nella configurazione dell'elemento soggettivo; (v) mancato riconoscimento delle attenuanti generiche o di minima partecipazione e contestazioni sulla determinazione della pena; (vi) eccezioni circa la prescrizione di numerosi capi di imputazione.
La decisione
La Corte di Cassazione: - ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Patrizia Cravarezza, Maurizio Monti e Luciano Urbani per manifesta infondatezza o genericità delle censure; tali ricorrenti sono stati condannati alle spese e ad un contributo equitativo alla Cassa delle ammende. - ha rigettato i ricorsi di Marco Gnecchi, Franco Giannella e Timothy Umberto Giannella quanto al merito, ma ha accertato che molti dei reati loro ascritti si sono estinti per prescrizione: i capi 1,2,4,5,7,8,10,11,13,14,16,17,19,20,22,23,25,26,28,29 sono estinti per prescrizione; restano non estinti i capi 31,32,34,35 e 36. Di conseguenza per Gnecchi e per i due Giannella la sentenza impugnata è annullata senza rinvio per i reati estinti e la Corte rinvia la causa alla Corte d'appello di Venezia per la rideterminazione della pena e della confisca con riferimento ai soli capi non prescritti; resta altresì il principio di conferma delle responsabilità ove non viziato. - ha rigettato le questioni di diritto sollevate sulle tematiche di competenza territoriale, compatibilità dell'art. 10-quater con la compensazione "orizzontale" e sul concorso apparente di norme, aderendo all'indirizzo maggioritario che ritiene l'art. 10-quater applicabile anche a indebite compensazioni con tributi diversi quando siano effettuate con il modello F24 e finalizzate a sottrarre somme dovute, e ha ritenuto non fondato il profilo di concorso apparente tra art. 40 lett. b) d.lgs. 504/1995 e art. 10-quater d.lgs. 74/2000. - ha confermato la valutazione di merito sulla prova ed il diniego delle attenuanti generiche ove motivato. Sono state imposte spese e oneri come indicato (liquidazione spese per parte civile, contributo equitativo).
Norme richiamate
art. 40 lett. b) d.lgs. 504/1995
Norma che sanziona la sottrazione al pagamento delle accise con qualsiasi mezzo; la Corte ha ritenuto che disciplini una fattispecie distinta dalla normativa sulla indebita compensazione e non sia assorbita dall'art. 10-quater.
Norma che punisce l'omesso versamento mediante indebita compensazione con F24; la Corte aderisce all'orientamento maggioritario per cui la norma può riguardare anche compensazioni "orizzontali" (crediti IVA vs altri tributi/contributi) quando il meccanismo realizza un omesso versamento attraverso l'uso ideologicamente falso del modello di pagamento.
Richiamato come base normativa dell'istituto della compensazione; la Corte ha ritenuto pertinente l'applicazione dell'art. 10-quater anche a operazioni di compensazione disciplinate dall'art. 17.
La Corte ha confermato che la competenza per connessione determina il foro e rimane stabile per tutto il processo (principio della perpetuatio iurisdictionis), anche se il reato più grave che ha determinato la connessione viene in seguito escluso.
artt. 178, 180, 294, 453 c.p.p.
Richiamate nel contesto del giudizio immediato e dell'equipollenza dell'interrogatorio: la Corte ha ritenuto che l'interrogatorio di garanzia reso dinanzi al GIP sia equipollente a quello previsto per il giudizio immediato e che il decreto di giudizio immediato non sia sindacabile salvo specifiche nullità previste dagli artt. 178 e 180.
art. 114 cod. pen. e art. 133 cod. pen.
Art. 114 (partecipazione minima) invocato per chiedere riduzione di pena; art. 133 (attenuanti generiche) invocato dai ricorrenti. La Corte ha ritenuto legittima la valutazione di merito che ha negato le attenuanti generiche quando adeguatamente motivata.
art. 624 c.p.p. (irrevocabilità della sentenza per prescrizione)
Utilizzato per dichiarare, con riferimento a taluni capi a carico di Gnecchi e dei Giannella, l'estinzione per prescrizione e l'irripetibilità della statuizione di responsabilità per i capi non estinti.
Massime di principio
- Competenza territoriale: la connessione può fissare la competenza sul luogo del reato ritenuto più grave e resta efficace per tutto il procedimento (perpetuatio iurisdictionis), anche se il reato che l'ha determinata viene poi escluso.
- Giudizio immediato: la decisione del GIP che dispone il giudizio immediato è sottratta a ampio sindacato in cassazione salvo specifiche nullità formali; l'interrogatorio dinanzi al GIP può essere considerato equipollente all'interrogatorio previsto per il rito speciale se non emergono nuovi elementi che riguardino l'imputato.
- Applicabilità art. 10-quater: nella linea giurisprudenziale maggioritaria l'indebita compensazione punita dall'art. 10-quater può comprendere operazioni di compensazione "orizzontale" (crediti vs debiti di natura diversa) se mediante F24 si realizza un omesso versamento fraudolento; chi agisce attraverso l'uso ideologicamente falso del modello è sanzionabile.
- Concorso apparente di norme: per escludere il concorso apparente tra norme è necessario che le fattispecie abbiano struttura astrattamente distinta; la mera sovrapposizione di beni giuridici tutelati non è sufficiente perché operi l'assorbimento.
- Prescrizione: nel calcolo della prescrizione rileva il giorno della lettura del dispositivo della sentenza di condanna; sospensioni e termini sospesi vanno computati e possono determinare l'estinzione di singoli capi anche quando altri restano non prescritti.
- Criterio di sindacabilità in Cassazione: la Corte di Cassazione non riesamina i fatti se la motivazione di merito è logica e non manifestamente illogica; le critiche probatorie generiche o una diversa rilettura degli elementi non costituiscono motivo utile in cassazione.
- Attenuanti generiche e determinazione della pena: la valutazione sulle attenuanti è di merito e difficilmente sindacabile in cassazione se il giudice ha indicato gli elementi ritenuti decisivi; l'atteggiamento processuale e la gravità del fatto possono giustificare il diniego.
- Rinvio per ricalcolo di pena/confisca: quando la cassazione annulla per prescrizione solo parte delle contestazioni, la causa viene rinviata per la rideterminazione della pena e delle misure patrimoniali residue con riferimento ai capi non estinti.
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