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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21370/2023 del 19/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente riscossore)

La controversia

La controversia nasce dall’impugnazione di un avviso di iscrizione ipotecaria emesso dall’agente della riscossione nei confronti di un contribuente. In primo grado la Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso del contribuente. In appello, il gravame dell’agente della riscossione era stato dichiarato inammissibile dal presidente della sezione e poi la CTR aveva confermato l’inammissibilità, ritenendo che l’ente non potesse stare in giudizio davanti alle commissioni tributarie mediante avvocato del libero foro, ma dovesse avvalersi dell’Avvocatura dello Stato o di propri dipendenti/delegati, con conseguente nullità insanabile e impossibilità di sanatoria ex art. 182 c.p.c. L’agente della riscossione ha quindi proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione delle norme che disciplinano la propria rappresentanza e difesa in giudizio, sostenendo che la disciplina vigente e la norma di interpretazione autentica del 2019 consentono il patrocinio di avvocati del libero foro anche nel processo tributario; con il secondo, in via subordinata, ha dedotto che il giudice di merito avrebbe dovuto assegnare un termine per regolarizzare il mandato alle liti ai sensi dell’art. 182 c.p.c.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo. Ha chiarito che, per le controversie davanti alle commissioni tributarie rientranti nell’ambito della convenzione con l’Avvocatura dello Stato, l’agente della riscossione può avvalersi alternativamente dell’Avvocatura, di propri dipendenti delegati o di avvocati del libero foro; quando la convenzione consente il ricorso al libero foro, non è necessaria alcuna ulteriore delibera o formalità specifica. Nel caso concreto, essendo la lite tributaria tra quelle per cui la convenzione prevede l’alternativa tra dipendenti e avvocati esterni, la costituzione a mezzo di avvocato del libero foro era valida. È stato quindi cassato il capo della sentenza che aveva dichiarato inammissibile l’appello. Il secondo motivo è stato assorbito. La causa è stata rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria, in diversa composizione, per l’esame del merito e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    violazione processuale dedotta in cassazione

    Usato come parametro del vizio denunciato per la nullità della decisione impugnata e per la violazione delle norme sulla rappresentanza in giudizio.

  • art. 11, comma 2, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    L'ufficio ... nonché dell'agente della riscossione ... sta in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata

    La norma, letta insieme alla disciplina speciale e alla convenzione, non esclude in assoluto il ricorso al patrocinio di avvocati del libero foro nelle ipotesi previste.

  • art. 12, comma 1, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Richiamato nel primo motivo come norma invocata per censurare la decisione impugnata.

  • art. 15, comma 2-sexies, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Richiamato nel primo motivo come norma invocata per censurare la decisione impugnata.

  • art. 1, comma 8, d.l. 22 ottobre 2016, n. 193

    L'ente è autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato ... Lo stesso ente può altresì avvalersi ... di avvocati del libero foro ... Per il patrocinio davanti alle commissioni tributarie continua ad applicarsi l'articolo 11, comma 2, del d.lgs. n. 546 del 1992

    La Corte lo interpreta nel senso che, per il contenzioso tributario, resta ferma la disciplina dell'art. 11, comma 2, con la possibilità di avvalersi del libero foro secondo convenzione e senza formalità ulteriori quando la lite non sia riservata in via esclusiva all'Avvocatura dello Stato.

  • art. 4-novies d.l. 30 aprile 2019, n. 34, conv. in L. 28 giugno 2019, n. 58

    si interpreta nel senso che ... si applica esclusivamente nei casi in cui l'Agenzia ... intende non avvalersi dell'Avvocatura dello Stato nei giudizi a quest'ultima riservati su base convenzionale; la medesima disposizione non si applica nei casi di indisponibilità della stessa Avvocatura dello Stato

    La Corte utilizza la norma di interpretazione autentica per confermare che la facoltà di ricorrere al libero foro opera secondo la scansione convenzionale e che la disciplina dell'art. 43 r.d. n. 1611/1933 non si estende ai casi di indisponibilità dell'Avvocatura.

  • art. 43 r.d. 30 ottobre 1933, n. 1611

    L'Avvocatura dello Stato può assumere la rappresentanza e la difesa ... Qualora sia intervenuta l'autorizzazione ... la rappresentanza e la difesa ... sono assunte dalla Avvocatura dello Stato in via organica ed esclusiva ... Salve le ipotesi di conflitto ... ove tali amministrazioni ed enti intendano in casi speciali non avvalersi della Avvocatura dello Stato, debbono adottare apposita motivata delibera

    Opera solo nei casi in cui la difesa dell'ente sia riservata all'Avvocatura o quando l'ente, pur potendo avvalersene, scelga eccezionalmente di non farlo nei casi previsti; non impone formalità aggiuntive quando la convenzione consente già il ricorso al libero foro.

  • art. 4 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50

    l'affidamento ... avviene nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, tutela dell'ambiente ed efficienza energetica

    Richiamato come parametro per la scelta degli avvocati del libero foro nell'ambito degli atti generali dell'ente.

  • art. 17 d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50

    Richiamato come parte del quadro normativo sugli affidamenti esterni di incarichi legali.

  • art. 182 c.p.c.

    Il motivo subordinato sosteneva la necessità di assegnare un termine per regolarizzare il mandato; la censura è rimasta assorbita perché è stato accolto il primo motivo.

Massime di principio

  • Nelle controversie tributarie dell’agente della riscossione occorre distinguere tra i casi riservati alla difesa dell’Avvocatura dello Stato e quelli in cui la convenzione consente il ricorso alternativo a dipendenti delegati o ad avvocati del libero foro; in quest’ultima ipotesi la costituzione tramite avvocato esterno è ammissibile senza ulteriori formalità.
  • La disciplina della rappresentanza processuale dell’agente della riscossione va letta in modo coordinato con la convenzione con l’Avvocatura dello Stato e con la norma di interpretazione autentica del 2019: non esiste un rapporto di regola/eccezione in astratto, ma una ripartizione di casi secondo le previsioni convenzionali.
  • Quando la convenzione consente l’impiego di avvocati del libero foro, la scelta del difensore esterno discende da un atto interno dell’ente e non richiede la produzione di specifiche delibere o documenti integrativi nel processo.
  • La nullità dichiarata per asserita carenza di ius postulandi non può essere affermata quando, alla luce della disciplina applicabile, la parte era legittimata a stare in giudizio tramite avvocato del libero foro.
  • L’assorbimento del motivo subordinato impedisce l’esame della questione sulla sanatoria del mandato alle liti ex art. 182 c.p.c. quando il vizio processuale principale viene escluso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributario
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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