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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37531/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

Un ente consortile aveva impugnato una cartella di pagamento relativa all'anno d'imposta 2015, con la quale l'Ufficio aveva disconosciuto il riporto di un credito IVA riferito all'annualità precedente, ritenendo tardiva la dichiarazione nella quale il credito era stato esposto e, quindi, omessa la dichiarazione rilevante. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso del contribuente; in appello, la Commissione tributaria regionale aveva confermato l'esistenza del credito ritenendolo già accertato e "cristallizzato" perché non contestato in precedenza, con la conseguenza che l'Ufficio non avrebbe più potuto verificare la spettanza del credito. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione dell'art. 30, degli artt. 54 e 55 del d.P.R. n. 633 del 1972, dell'art. 2697 c.c. e dell'art. 36 del d.lgs. n. 546 del 1992, sostenendo che la CTR aveva errato nel ritenere incontestabile il credito solo perché la dichiarazione da cui originava non era stata oggetto di controllo, senza imporre al contribuente di provarne l'effettiva esistenza secondo i requisiti sostanziali previsti dalla legge.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha affermato che l'omissione o la tardività della dichiarazione IVA non determina automaticamente la perdita del credito maturato, ma, quando l'Ufficio contesta l'esistenza del credito, grava sul contribuente l'onere di dimostrare le condizioni sostanziali che ne legittimano la detrazione e il riporto. La CTR, ritenendo il credito già "accertato e cristallizzato" per mancata contestazione della precedente dichiarazione, ha quindi erroneamente escluso tale onere probatorio. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Campania, in diversa composizione, per un nuovo esame nel merito conforme ai principi richiamati.

Norme richiamate

  • art. 30 d.P.R. n. 633 del 1972

    richiamato come norma sulla detrazione/riporto del credito IVA, la cui applicazione richiede la verifica dei presupposti sostanziali del credito

  • artt. 54 e 55 d.P.R. n. 633 del 1972

    richiamati quali disposizioni sulla rettifica e sul controllo delle dichiarazioni IVA, non preclusive della contestazione del credito in assenza di un precedente controllo

  • art. 2697 c.c.

    impone la ripartizione dell'onere della prova: se il credito IVA è contestato dall'Ufficio, spetta al contribuente dimostrarne l'esistenza e i presupposti sostanziali

  • art. 36 d.lgs. n. 546 del 1992

    richiamato nel motivo come norma processuale tributaria la cui violazione è stata dedotta dall'Agenzia

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    norma sul vizio di legittimità dedotto per violazione/falsa applicazione di legge

Massime di principio

  • La mancata presentazione o la presentazione tardiva della dichiarazione IVA non comporta di per sé la perdita del credito maturato, se il contribuente prova che ne sussistono i requisiti sostanziali.
  • Quando l'Amministrazione finanziaria contesta l'esistenza di un credito IVA, il contribuente deve fornire prova adeguata della sua spettanza; non è sufficiente invocare la mancata precedente contestazione della dichiarazione da cui il credito risulta.
  • L'assenza di un controllo o di un'impugnazione della dichiarazione originaria non rende il credito fiscale "cristallizzato" in modo definitivo e sottratto a verifica, se la controversia riguarda la concreta esistenza dei presupposti del credito.
  • Nel processo tributario, l'onere della prova segue i criteri generali dell'art. 2697 c.c., salvo specifiche previsioni speciali, e opera anche in tema di crediti d'imposta contestati in sede di opposizione a cartella.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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