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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47553/2023 del 27/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Roma che aveva annullato parzialmente il decreto di sequestro preventivo relativo alla targa e alla carta di circolazione della Mercedes GLA di proprieta' della Bannino. Il sequestro originario era stato disposto nell'ambito di un'indagine su una societa' (Motor Trade) ritenuta responsabile di violazioni tributarie e di induzione in errore dei funzionari della Motorizzazione per immatricolare veicoli importati senza versamento dell'IVA. Il Procuratore ha dedotto che targa e documenti costituiscono corpo del reato/prodotto del reato poiche' ottenuti mediante induzione in falso e quindi non restituibili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di specificita' rispetto alle ragioni poste alla base dell'ordinanza impugnata e, sul merito, ha confermato l'orientamento che ha portato all'annullamento del sequestro da parte del Tribunale del riesame. La Corte ha condiviso che si tratta di prodotto del reato (targhe e carta di circolazione ottenute grazie all'induzione in errore) ma ha ritenuto applicabile il regime della confisca facoltativa (art. 240, commi 1 e 3, cod. pen.), non la confisca obbligatoria per beni intrinsecamente pericolosi. Essendo pacificamente accertata l'estraneita' e la buona fede della terza acquirente e non essendovi vantaggio da parte sua, opera la protezione prevista dall'art. 240, comma 3, cod. pen., con possibilita' di restituzione/regularizzazione amministrativa (es. versamento IVA) dei documenti.

Norme richiamate

  • Codice di procedura penale, art. 321, comma 2

    Disciplina il sequestro preventivo funzionale alla confisca; il sequestro in esame e' stato adottato in vista di una confisca collegata al delitto (prodotto del reato).

  • Codice penale, artt. 110, 48 e 476

    Riferimento alle fattispecie contestate (concorso nel reato di induzione in falso ideologico e falsificazione di documenti); tali reati costituiscono il quadro fattuale cui il sequestro e la confisca sono funzionalmente collegati.

  • Codice penale, art. 240, commi 1, 2, 3 e 4

    "Comma 4: la confisca obbligatoria e' esclusa quando il porto, l'uso o la detenzione della res possono essere consentite mediante autorizzazione amministrativa" (richiamato testualmente dal provvedimento in parte)

    La Corte distingue tra beni intrinsecamente pericolosi (confisca obbligatoria, comma 2, n.2) e prodotto del reato. Se il terzo e' estraneo e in buona fede e non ha tratto vantaggio, opera la tutela del comma 3 e non puo' essere imposta la confisca; il comma 4 puo' rilevare per beni autorizzabili amministrativamente ma non e' necessario quando opera la tutela del terzo in buona fede.

  • D.L. 262/2006, art. 1, commi 9 e 10 (convertito)

    "Ai fini dell'immatricolazione ... la relativa richiesta e' corredata di copia del modello F24 ... l'immatricolazione e' subordinata alla presentazione della certificazione doganale attestante l'assolvimento dell'IVA"

    Fissa il requisito tributario per l'immatricolazione di veicoli acquistati intracomunitariamente: la mancanza di pagamento IVA da parte dell'intermediario societario e' il vizio che ha reso fraudolenta l'operazione e ha determinato l'induzione in errore, ma non incide sulla idoneita' tecnica del veicolo.

  • D.Lgs. 241/1997, art. 17

    Richiamato quale norma tecnico-amministrativa relativa al modello F24 e al versamento unitario di imposte (collateralmente rilevante per la documentazione fiscale richiesta per l'immatricolazione).

  • Agenzia delle Entrate, circolare n. 52/E del 30/07/2008

    Chiarisce che per contrastare le frodi carosello l'immatricolazione di autoveicoli acquistati in ambito comunitario e' subordinata alla verifica dell'avvenuto versamento dell'IVA, salvo che l'acquirente sia soggetto passivo IVA non rivenditore abituale.

Massime di principio

  • Distinguere sempre se i beni sequestrati sono 'beni intrinsecamente pericolosi' o 'prodotto del reato': la qualificazione determina se si applica la confisca obbligatoria (art. 240, comma 2) o la disciplina piu' favorevole della confisca facoltativa (art. 240, commi 1 e 3).
  • La qualita' di terzo estraneo in buona fede (non concorrente nel reato e senza vantaggi dall'attivita' criminosa) ostacola l'applicazione della confisca e legittima la restituzione dei beni, anche se essi sono 'prodotto' del reato.
  • Se il bene puo' essere regolarizzato amministrativamente (es. mediante il pagamento dell'IVA e successiva rettifica documentale), la misura interdittiva del sequestro funzionale alla confisca puo' risultare sproporzionata rispetto all'obiettivo di prevenzione/aggravamento del reato.
  • In impugnazione, il ricorso in Cassazione deve confrontarsi esplicitamente con le ragioni poste dal giudice di merito: omissioni o genericita' rispetto alla motivazione sottostante possono determinare l'inammissibilita' del ricorso.
  • Nel caso di documenti di circolazione non intrinsecamente falsi ma fondati su presupposti fattuali o giuridici non veri (es. falsa dichiarazione sulla qualita' dell'acquirente), i documenti possono essere considerati prodotto del reato ma la tutela del terzo in buona fede resta centrale.
  • La presenza di accertamenti tributari/regolarizzazioni possibili rende spesso preferibile l'azione amministrativa (recupero IVA e rettifica documentale) rispetto a misure penali di confisca nei confronti del terzo acquirente in buona fede.

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