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Cassazione Civile, Ordinanza n. 29504/2021 del 22/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

La società, che svolge attività di trasporto pubblico di passeggeri, aveva chiesto il rimborso dell'IRAP versata per l'anno d'imposta 2013, ritenendo di avere diritto alle deduzioni introdotte dalla L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 266, che hanno modificato il D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 11, comma 1, lett. a), nn. 2 e 4. La domanda era stata respinta per silenzio-rifiuto e la controversia era giunta in appello, dove la CTR aveva ritenuto applicabile la causa di esclusione prevista per le imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori indicati dalla norma. Con il ricorso per cassazione la società ha dedotto, in sintesi: 1) che il trasporto pubblico locale non integra, di per sé, una concessione traslativa, perché nei rapporti disciplinati dal D.Lgs. n. 422 del 1997 le funzioni di indirizzo e controllo restano in capo all'ente affidante e il rapporto è regolato da un contratto di servizio assimilabile, se conforme allo schema legale, ad appalto di pubblici servizi; 2) che, comunque, la mera presenza di una tariffa non basta a escludere il beneficio fiscale, occorrendo una tariffa remunerativa, idonea a garantire equilibrio economico-finanziario e profitto, circostanza che la CTR non aveva accertato.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati entrambi i motivi. Ha rilevato che la sentenza di merito aveva qualificato il rapporto come concessione senza confrontarsi con le clausole del contratto di servizio e senza verificare se si trattasse davvero di una concessione traslativa, cioè caratterizzata dal trasferimento di poteri propri dell'amministrazione. Ha inoltre affermato che, ai fini dell'esclusione dalle deduzioni IRAP, non è sufficiente un generico richiamo alla tariffa: occorre che essa sia remunerativa, ossia capace di generare profitto. Poiché la CTR non aveva accertato in concreto tali presupposti, la sentenza è stata cassata con rinvio alla CTR della Lombardia, in diversa composizione, affinché riesamini la controversia uniformandosi ai principi indicati e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nei settori dei pubblici servizi, la causa di esclusione dal vantaggio fiscale IRAP richiede la ricorrenza cumulativa di una concessione traslativa e di una tariffa remunerativa; la sola qualificazione nominale del rapporto come concessorio non è sufficiente.
  • Per distinguere tra concessione di servizi e appalto di servizi occorre verificare se l'amministrazione abbia trasferito al privato il rischio di gestione in misura completa o significativa; in difetto, il rapporto può essere ricondotto al contratto di servizio/appalto di servizi.
  • Quando la norma tributaria fa dipendere un'esclusione da un regime tariffario, il giudice deve accertare in concreto se la tariffa sia remunerativa, cioè idonea a coprire i costi e a garantire un margine di profitto; il mero riferimento a una tariffa non basta.
  • L'Amministrazione che invoca la divergenza del rapporto dal modello legale tipico deve darne prova, specie quando la disciplina settoriale è cogente e tipizzata.
  • In presenza di una disciplina agevolativa o escludente collegata alla struttura economica del servizio, l'interpretazione deve coerentemente evitare sia la sovracompensazione del gestore sia uno svantaggio selettivo ingiustificato.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAzienda
RamiTributiContratti
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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