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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 11132/2022 del 06/04/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente chiedeva il riconoscimento della proprietà per usucapione di un immobile pignorato in esecuzioni promosse da terzi (Banche, Equitalia). Sosteneva di aver posseduto esclusivamente l'immobile per oltre vent'anni, avendo ricevuto una donazione verbale dal suo convivente Giovanni Casula, e quindi di essere proprietaria di fatto nonostante iscrizioni ipotecarie e trascrizioni operate a favore di terzi. I giudici di merito avevano ritenuto che la relazione della ricorrente con la cosa fosse nata e perdurasse come detenzione (derivante da un preliminare a favore del Casula) e non come possesso utile ad usucapire, non essendo provata l'interversio possessionis; la ricorrente ha impugnato in Cassazione rilevando violazioni delle norme sul possesso/detenzione e del principio probatorio e motivazionale (art. 1141 c.c., art.132, n.4 c.p.c.)

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la relazione della Delogu con l'immobile è iniziata come detenzione in virtù della posizione del promissario acquirente (Casula) scaturente da un contratto preliminare; la consegna/"donazione" verbale e la consegna delle chiavi non possono trasferire il possesso quando il presunto donante non era egli stesso possessore. Per l'acquisto del possesso (utile all'usucapione) occorre l'interversio possessionis con manifestazione esterna diretta contro il proprietario; la mera esibizione di lavori, dichiarazioni o comportamenti non basta a dimostrarla. La Corte ha ritenuto infondati i motivi che invocavano la presunzione iuris tantum di possesso ex art.1141 c.c. e richiamato l'eccezione relativa all'usucapione abbreviata (art.1159 c.c.) come fattispecie diversa. Condanna della ricorrente alle spese di giudizio di legittimità (e liquidazione in euro 6.000 più 200 per esborsi) e applicazione degli adempimenti sul contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1141 c.c.

    si presume il possesso in colui che esercita il potere di fatto, quando non si prova che ha cominciato ad esercitarlo semplicemente come detenzione

    La Corte ritiene che tale presunzione non operi quando la relazione con la cosa derivi da un atto (es. preliminare, comodato funzionalmente collegato) o da un comportamento del proprietario che non comporti trasferimento del possesso: in tali ipotesi la situazione è qualificabile come detenzione qualificata e non come possesso utile ad usucapire, salvo prova dell'interversio possessionis.

  • art. 1159 c.c.

    Richiamato dalla ricorrente come parametro per ipotesi di usucapione abbreviata: la Corte distingue la fattispecie qui esaminata (usucapione ordinaria basata su possesso iniziato da titolo originario) dalle ipotesi in cui un titolo nullo, trascritto e accompagnato da buona fede, possa concorrere all'usucapione abbreviata.

  • art. 132, n. 4, c.p.c.

    Invocato dalla ricorrente per dedotta carenza di motivazione; la Corte ritiene invece che la sentenza di merito abbia adeguatamente motivato la qualificazione della relazione come detenzione e l'assenza di interversio possessionis.

  • art. 348 bis e art. 348 ter c.p.c.

    Norme processuali richiamate in relazione all'impugnazione in Cassazione e ai requisiti di ammissibilità (prova della ragionevole probabilità di accoglimento per il ricorso per cassazione ex art. 348-ter); la Corte ha valutato e respinto i motivi di cassazione.

  • art. 77 d.P.R. n. 602/1973

    Richiamato nei fatti (iscrizione ipotecaria legale sull'immobile) ma non determinante per la qualificazione del rapporto di detenzione/possesso: le iscrizioni e trascrizioni opponibili ai terzi non sostituiscono la prova del possesso utile all'usucapione.

  • art. 23, comma 8-bis, d.l. n. 137/2020 (conv. L. n.176/2020)

    Norma procedurale che ha consentito il trattamento del ricorso in camera di consiglio senza discussione orale; citata per la modalità di trattazione del ricorso.

  • art. 13, d.P.R. n. 115/2002

    Norma relativa al contributo unificato: la Corte dà atto dell'eventuale obbligo del versamento di un ulteriore importo da parte del ricorrente in caso di soccombenza.

Massime di principio

  • Relazione derivante da un contratto preliminare: la consegna dell'immobile al promissario acquirente è generalmente qualificata come detenzione (comodato funzionalmente collegato) e non come possesso utile ad usucapire, salvo prova di interversio possessionis.
  • Interversio possessionis: per trasformare la detenzione in possesso occorre una manifestazione esterna di esercizio della signoria 'uti dominus' diretta anche contro il proprietario; atti privi di tale evidenza (lavori, dichiarazioni, consegna delle chiavi da chi non era possessore) non sono di per sé sufficienti.
  • Donazione verbale da non possessore: un atto traslativo invalido (o verbale) compiuto da chi non era possessore non può, di regola, trasferire il possesso al donatario; serve comunque dimostrare l'interversio o altri elementi che consentano di qualificare la relazione come possesso.
  • Presunzione di possesso ex art.1141 c.c.: è iuris tantum ma può essere esclusa quando l'esercizio del potere di fatto derivi da un titolo o da un fatto del proprietario che comporti solo detenzione; il giudice deve valutare la natura del titolo iniziale.
  • Usucapione abbreviata (art.1159): regole speciali applicabili solo in presenza dei requisiti (titolo astrattamente idoneo, trascrizione, buona fede) e non si sovrappongono automaticamente alle ipotesi di possesso derivante da detenzione qualificata.
  • Onere probatorio e motivazione: il ricorrente che afferma il passaggio da detenzione a possesso deve provare fatti esterni idonei a dimostrare l'interversio; la decisione del giudice deve contenere motivazione che ricostruisca il percorso logico-giuridico su questo punto.

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