Cassazione Civile, Sentenza n. 11101/2022 del 06/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Agenzia delle Entrate notificò a Unicredit un atto di recupero di un credito IVA utilizzato in compensazione nel 2004, ritenuto inesistente, imputandone la responsabilità a Unicredit quale soggetto divenuto titolare delle posizioni passive della Abbey National Plc in seguito a operazioni societarie (cessione di ramo d'azienda e successive fusioni). Unicredit contestò la legittimazione passiva e la correttezza della imputazione, deducendo che la Abbey National non era confluita direttamente in Unicredit e che l'utilizzo del credito era avvenuto dopo la cessione del ramo d'azienda, quindi fuori dal periodo temporale previsto per la responsabilità del cessionario ai sensi dell'art. 14 d.lgs. 472/1997. In primo grado il ricorso di Unicredit fu accolto; la C.T.R. Lombardia riformò e condannò Unicredit alla rifusione delle spese, ritenendola comunque responsabile. Unicredit ricorse per cassazione deducendo vizi di motivazione, difetto di legittimazione passiva, violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, omissione di valutazione di fatti decisivi e, soprattutto, errata interpretazione dell'art. 14 d.lgs. 472/1997 in relazione ai limiti temporali della responsabilità del cessionario.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso (in particolare il nono motivo) ritenendo errata la conclusione della C.T.R. secondo cui Unicredit avrebbe acquisito a titolo universale tutte le attività e passività e sarebbe dunque responsabile degli illeciti commessi dal cedente anche dopo la cessione. La Corte ha richiamato il principio per cui l'art. 14 d.lgs. 472/1997 limita la responsabilità del cessionario ai tributi e sanzioni riferibili all'anno della cessione e ai due precedenti; non rientrano nell'ambito di responsabilità le violazioni commesse in periodo successivo alla cessione (come quella del 16/1/2004). Perciò la sentenza impugnata è stata cassata e, decidendo nel merito, la Corte ha annullato l'atto di recupero dell'Agenzia delle Entrate del 5/3/2012. Le spese del giudizio sono state poste a carico dell'Agenzia.
Norme richiamate
art. 14 d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472
«il cessionario è responsabile in solido, fatto salvo il beneficio della preventiva escussione del cedente ed entro i limiti del valore dell'azienda o del ramo d'azienda, per il pagamento dell'imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni commesse nell'anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti...».
La Corte interpreta la norma come limitativa della responsabilità del cessionario al triennio costituito dall'anno della cessione e dai due precedenti; non comprende violazioni commesse successivamente alla cessione. La responsabilità è sussidiaria e soggetta ai limiti quantitativi e temporali indicati.
art. 17 d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241
Riferito nella motivazione come disciplina che regola l'utilizzo in compensazione del credito IVA contestato; la decisione richiede prova dell'inesistenza del credito per fondare il recupero.
art. 13, comma 1, d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471
Norma richiamata per l'irrogazione di sanzioni per infedele dichiarazione; la Corte rileva che l'azione impositiva e sanzionatoria richiede il rispetto dei presupposti normativi per essere valida.
art. 57 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Richiama il divieto per l'Amministrazione di introdurre in appello domande nuove rispetto all'atto impositivo; la Corte valuta che le specificazioni dell'Ufficio in appello non hanno introdotto una novità tale da violare il divieto, perché la motivazione dell'atto impugnato conteneva elementi sufficienti a identificare il fondamento della pretesa.
art. 62 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Norma processuale richiamata in relazione ai motivi di cassazione; utilizzata come parametro procedurale per la valutazione dei vizi denunciati.
art. 112 cod. proc. civ.
Richiamato in relazione al principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la Corte ritiene che non sia stata violata perché la C.T.R. ha implicitamente risposto all'eccezione di difetto di legittimazione con la ricostruzione dei fatti.
art. 115 cod. proc. civ.
Citato dai ricorrenti in relazione al principio di non contestazione; la Corte ha ritenuto irrilevanti alcune doglianze attinenti alla mancata contestazione vista l'esito favorevole del ricorso sul punto principale.
art. 2560 cod. civ. e artt. 2559 e 2560 cod. civ.
Richiamati per confrontare la disciplina civilistica della successione delle passività in relazione alla normativa fiscale speciale (art. 14 d.lgs. 472/1997); la Corte sottolinea la specialità della norma fiscale rispetto alle regole civili.
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, art. 41
Richiamato con riferimento al diritto al buon andamento dell'amministrazione e al contraddittorio endoprocedimentale per tributi armonizzati; la Corte richiede che il contribuente specifichi le ragioni che avrebbe potuto far valere per ottenere l'annullamento dell'atto per violazione del contraddittorio.
Massime di principio
- La responsabilità del cessionario per debiti tributari acquisiti con un ramo d'azienda è disciplinata dall'art. 14 d.lgs. 472/1997 e si estende, salvo frode, solo alle violazioni riferibili all'anno della cessione e ai due precedenti. Violazioni commesse dopo la cessione non rientrano in tale responsabilità.
- L'Amministrazione finanziaria non può, in appello, mutare il fondamento giustificativo dell'atto impositivo in modo da pregiudicare il diritto di difesa: nuove linee di contestazione sono ammissibili solo se i relativi elementi erano già presenti nell'atto impositivo o nel processo verbale di constatazione.
- Per attaccare un atto di recupero IVA l'Ufficio deve provare l'inesistenza del credito contestato; se il debitore invoca estraneità fattuale (p.es. si tratta di un diverso soggetto), il giudice deve valutare la questione di legittimazione passiva e l'idoneità della documentazione prodotta dall'Amministrazione.
- Il mancato contraddittorio endoprocedimentale nei tributi armonizzati può comportare l'annullamento dell'atto solo se il contribuente indica concretamente i profili che avrebbe potuto far valere nell'ambito del contraddittorio; eccezioni generiche non sono sufficienti.
- Nel trasferimento di azienda è importante per il cessionario acquisire prima della chiusura del negozio informazioni dall'Amministrazione sulle eventuali pendenze fiscali del cedente per poter beneficiare dei limiti di responsabilità previsti dalla normativa fiscale.
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