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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15464/2024 del 03/06/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente locale)

La controversia

Un comune ha convenuto in giudizio la società affidataria del servizio rifiuti e la Città Metropolitana per ottenere il pagamento di un contributo qualificato come ristoro ambientale, dovuto ex lege per il periodo luglio 2012-dicembre 2017 in ragione della presenza di un impianto di trattamento rifiuti nel proprio territorio. Il tribunale aveva riconosciuto il credito e rigettato l'eccezione di difetto di giurisdizione. In appello, invece, è stata accolta l'eccezione dei convenuti: la Corte territoriale ha dichiarato la giurisdizione del giudice amministrativo ritenendo che la controversia rientrasse nella giurisdizione esclusiva ex art. 133, comma 1, lett. p), c.p.a., poiché collegata alla gestione del ciclo dei rifiuti e a un contributo avente funzione indennitaria per danni ambientali. Il comune ha quindi proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione dell'art. 133, comma 1, lett. p), d.lgs. 104/2010, sostenendo che la pretesa riguardava un credito ex lege e non l'esercizio di poteri autoritativi; con il secondo ha dedotto violazione degli artt. 2909 c.c. e 324 c.p.c., lamentando che la corte d'appello avesse valorizzato una precedente statuizione asseritamente non coperta da giudicato nel presente processo.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo che la domanda avesse ad oggetto una semplice pretesa creditoria regolata dalla legge regionale e statale, inserita in un rapporto paritetico e priva di profili di esercizio di poteri autoritativi da parte della pubblica amministrazione. Ha quindi dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario, cassato la sentenza d'appello e rinviato la causa alla Corte d'appello di Napoli in diversa composizione perché esamini il merito e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità. Il secondo motivo è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 133, comma 1, lett. p), d.lgs. 104/2010

    La giurisdizione esclusiva amministrativa ricorre solo quando la controversia sia collegata all'esercizio di poteri autoritativi o a un rapporto amministrativo pregiudicante; non basta che la lite riguardi la gestione del ciclo dei rifiuti o un credito previsto dalla legge.

  • art. 360, primo comma, n. 1, c.p.c.

    È stato il parametro processuale del motivo di ricorso relativo alla giurisdizione.

  • art. 2909 c.c.

    Invocato per sostenere che una precedente decisione non potesse spiegare effetti di giudicato nella controversia in esame; motivo però assorbito.

  • art. 324 c.p.c.

    Richiamato insieme all'art. 2909 c.c. per contestare l'efficacia preclusiva della precedente statuizione.

  • art. 380 bis c.p.c.

    Norma richiamata per la trattazione in camera di consiglio con deposito di conclusioni scritte.

  • art. 28 L.R. Campania n. 4/2007

    «Ai comuni, sede di impianti per il trattamento dei rifiuti urbani, è dovuto un contributo da parte dei soggetti affidatari del servizio integrato»

    La disposizione fonda un credito ex lege a favore dei comuni sede di impianti di trattamento rifiuti, con funzione di ristoro ambientale.

  • art. 8 L.R. Campania n. 4/2007

    Richiamato per la disciplina del servizio di gestione integrata dei rifiuti e l'assetto delle competenze.

  • d.l. 30 dicembre 2009, n. 195, conv. in l. 26 febbraio 2010, n. 26

    Richiamato per l'affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti alle amministrazioni provinciali.

  • l. 7 aprile 2014, n. 56

    Richiamata per il subentro delle Città metropolitane alle province, ove costituite.

  • Regolamento G.R. Campania n. 8 del 27 luglio 2012

    Richiamato quale fonte dei criteri di assegnazione e quantificazione del ristoro ambientale ai comuni ospitanti gli impianti.

  • O.P.C.M. n. 3783 del 17 giugno 2009

    Richiamata come parametro per il mese di luglio 2012 nella quantificazione del ristoro.

  • art. 7, comma 1, c.p.a.

    Richiamato per affermare che il coinvolgimento della pubblica amministrazione come autorità può emergere anche da atti o comportamenti mediamente riconducibili all'esercizio del potere.

  • art. 133 c.p.a.

    Richiamato in generale come norma sulle materie di giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Massime di principio

  • La giurisdizione si determina in base al petitum sostanziale e alla causa petendi, non alla sola qualificazione formale data dalla parte alla domanda.
  • La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo richiede che la pretesa sia ancorata all'esercizio, anche mediato, di poteri autoritativi della pubblica amministrazione, oppure a un rapporto amministrativo pregiudicante rispetto alla posizione soggettiva dedotta in giudizio.
  • Quando l'azione ha per oggetto il pagamento di un credito previsto direttamente dalla legge e inserito in un rapporto paritetico di adempimento, senza margini di discrezionalità amministrativa, la controversia appartiene al giudice ordinario.
  • Il mero collegamento della lite alla gestione di un servizio pubblico o a finalità di compensazione ambientale non è sufficiente a radicare la giurisdizione amministrativa se la domanda riguarda solo l'accertamento e la riscossione di una somma dovuta ex lege.
  • In controversie analoghe sul c.d. ristoro o benefit ambientale collegato a impianti di trattamento rifiuti, la posizione del creditore pubblico locale va ricondotta a un diritto di credito di natura civilistica, salvo che emergano specifici poteri autoritativi esercitati dall'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneImpugnazioni
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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