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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18871/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo di un'area demaniale concessa a Rosa Milioti per attingere acqua dal torrente Cottone. La contestazione riguarda lavori realizzati per l'irrigazione della struttura ricettiva: posa di tubazioni in polietilene, posa di cavi elettrici, collocazione di un contatore sulla sponda e la realizzazione di un manufatto in cemento armato (definito dall'originaria indagine come cisterna, dalla difesa come anelli di cemento) posizionato nell'alveo del torrente. I ricorrenti sostengono che le opere rientrino nell'edilizia libera (L.R. Sicilia 16/2016 art. 3, lett. m) e o)) e nelle eccezioni all'autorizzazione paesaggistica (D.P.R. 31/2017, allegato A, nn. 15 e 25), non richiedendo titolo abilitativo; inoltre deducono carenza della motivazione in ordine all'elemento soggettivo (buona fede e affidamento al tecnico). I ricorrenti oppongono che avevano l'autorizzazione al prelievo di acqua dal Genio Civile e una determinazione del Libero Consorzio per la posa di tubazioni, e che i lavori erano stati eseguiti a seguito di presentazione di C.I.L.A.

La decisione

La Corte rigetta i ricorsi. Ha ritenuto provvisoriamente sussistente il fumus per i reati edilizi e paesaggistici: il manufatto in cemento, pur interrato, posizionato nell'alveo del torrente altera la morfologia del corso d'acqua e può interferire con il deflusso naturale, differenziandosi dall'interramento sulla nuda terra consentito dall'art. 3 L.R. Sicilia n.16/2016. Le esenzioni richiamate (lett. m) e o) e i punti dell'allegato A del D.P.R. 31/2017) non si applicano alla realizzazione di un manufatto nel letto del corso d'acqua; il permesso di attingere acqua e la determinazione per la posa di tubazioni non autorizzavano la realizzazione di quello specifico manufatto nell'area demaniale. Quanto all'elemento soggettivo, la Corte ha ritenuto che la fase cautelare non consente accertamenti approfonditi sulla buona fede o sull'affidamento al tecnico e che, essendo i reati contravvenzionali, è sufficiente la colpa per configurare il fumus. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. 380/2001 art. 44, lett. c)

    La Corte ha ritenuto sussistente il fumus di reato edilizio per opere eseguite senza permesso di costruire, in quanto il manufatto nel letto del torrente non rientra nelle opere di edilizia libera.

  • d.lgs. 42/2004 art. 181, primo comma

    La realizzazione del manufatto nel corso d'acqua è stata considerata suscettibile di violare la normativa paesaggistica e quindi di richiedere autorizzazione paesaggistica, non essendo applicabili le esenzioni richiamate dai ricorrenti.

  • L.R. Sicilia n.16/2016, art. 3, lett. m)

    "le cisterne ed opere connesse interrate"

    La Corte ha interpretato che l'esenzione per cisterne interrate non comprende un manufatto interrato posizionato nel letto di un torrente, perché ciò incide sulla morfologia e sul deflusso delle acque.

  • L.R. Sicilia n.16/2016, art. 3, lett. o)

    "opere di presa e distribuzione di acque di irrigazione"

    La Corte ha ritenuto che la semplice posa di tubazioni per distribuzione di acqua non equivale all'installazione di un manufatto in cemento armato con impianto elettrico all'interno dell'alveo, opera che supera l'ambito dell'edilizia libera.

  • D.P.R. 31/2017, Allegato A, punto 15

    "condotte forzate e reti irrigue, pozzi ed opere di presa e prelievo da falda senza manufatti emergenti sul soprasuolo"

    La Corte ha distinto le opere sotterranee senza emersioni sul suolo dalle opere realizzate all'interno del letto di un corso d'acqua: il punto 15 non giustifica l'installazione di un manufatto nel letto del torrente.

  • D.P.R. 31/2017, Allegato A, punto 25

    Il punto 25 consente interventi manutentivi sugli alvei finalizzati al deflusso ma non l'installazione di nuovi manufatti nel letto del corso d'acqua; la realizzazione contestata è nuova edificazione e non mera manutenzione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese processuali dei ricorrenti.

Massime di principio

  • Il permesso di prelievo di acqua o una concessione al passaggio di tubazioni non autorizzano automaticamente la realizzazione di manufatti o opere nel letto di un corso d'acqua: per interventi che modificano la morfologia dell'alveo sono necessari specifici titoli abilitativi e autorizzazioni paesaggistiche.
  • Le esenzioni di edilizia libera per cisterne interrate o per opere di presa e distribuzione di acque valgono per interventi che non incidono sul deflusso naturale né alterano permanentemente la morfologia; un manufatto interrato nel letto di un torrente è valutato diversamente rispetto a un interramento sulla nuda terra.
  • Gli interventi in aree demaniali o in alvei richiedono particolare attenzione: il concessionario deve acquisire tutte le autorizzazioni specifiche per opere sull'area demaniale oltre alle autorizzazioni per il prelievo d'acqua.
  • In fase cautelare il giudice valuta sommariamente il "fumus" del reato; la buona fede o l'affidamento al tecnico non sono elementi che, di regola, escludono il fumus e non sempre sono verificabili in questa fase procedurale.
  • Le manutenzioni ordinarie degli alvei (rimozione di ostacoli al deflusso) sono trattate diversamente dalle nuove realizzazioni: opere che introducono elementi estranei e potenzialmente ostruttivi nel letto del corso d'acqua richiedono permessi specifici e non rientrano nelle semplificazioni.
  • Prima di eseguire lavori in prossimità o all'interno di corsi d'acqua e su aree demaniali, è buona prassi ottenere pareri/permessi da tutti gli enti competenti (Genio Civile, Ente demaniale/consorzio, autorità paesaggistica) e riportare dettagliatamente le opere nelle comunicazioni/permessi (es. CILA) per evitare contestazioni.

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