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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18739/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione contro la sentenza di appello che aveva confermato la responsabilità per detenzione ai fini di spaccio di cocaina; il difensore lamentava: 1) che la condanna si fondava principalmente sulle dichiarazioni del coimputato Quondam, contraddittorie e prive di riscontri esterni (sussistevano messaggi che indicavano un terzo venditore); 2) mancanza di elementi che dimostrassero un concreto contributo del Filosa all'acquisto, che sarebbe stato al massimo mera presenza (favorggiamento ex art. 379 c.p.); 3) censura del trattamento sanzionatorio per il diniego delle attenuanti generiche e dell'attenuante richiamata come art. 114.

La decisione

Il ricorso in Cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto le prime due censure manifestamente infondate: ha valutato credibili le dichiarazioni del Quondam in quanto corroborate da elementi logici e di fatto (Filosa presente nel veicolo che occultava la droga; viaggio breve Foligno-Mondragone; Mondragone come luogo di acquisto, paese di origine di Filosa; permanenza notturna nell'abitazione disponibile a Filosa; incongruenza dei rapporti personali fra i due imputati; nervosismo durante il controllo). Per tali ragioni è stata confermata l'affermazione di responsabilità per la detenzione a fini di spaccio in relazione a 1.082 dosi e rigettata la qualificazione della condotta come mero favoreggiamento. Sono stati altresì respinti i motivi inerenti il riconoscimento delle attenuanti (anche quella richiamata come art. 114) in considerazione del quantitativo di droga, del comportamento processuale e dei precedenti del ricorrente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 379 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto che la condotta del Filosa fosse attiva e non meramente di favoreggiamento; pertanto la fattispecie del favoreggiamento ex art. 379 c.p. non è applicabile nel caso concreto

  • art. 114 cod. pen.

    La Corte ha escluso il riconoscimento dell'attenuante invocata (richiamata come art. 114) ritenendo la condotta non marginale in relazione alla quantità di stupefacente, al comportamento processuale e alla personalità del ricorrente

Massime di principio

  • Le dichiarazioni del coimputato possono essere valutate come prova valida se trovano riscontro logico e materiale in altri elementi probatori: la mera contraddittorietà delle dichiarazioni non le rende automaticamente inaffidabili se esistono riscontri esterni
  • La presenza dell'imputato in un veicolo o luogo dove è occultata la sostanza stupefacente è un elemento indiziario significativo che, unito ad altri fatti (viaggi mirati, permanenza in abitazione correlata, comportamento nervoso), può sostenere l'accusa di detenzione a fini di spaccio
  • Per ottenere l'annullamento in sede di legittimità è necessario far emergere errori di diritto o vizi motivazionali gravi: la Cassazione non riconsidera i fatti se la valutazione probatoria è congrua e motivata
  • La qualificazione della condotta come favoreggiamento richiede la prova che l'apporto dell'imputato sia marginale e finalizzato esclusivamente a ostacolare l'accertamento del reato; la mera presenza o assistenza occasionale può non essere sufficiente per derubricare il fatto
  • Il diniego delle attenuanti generiche è giustificabile quando il quantitativo della droga, la condotta processuale e la personalità (precedenti) del soggetto mostrano una pericolosità e un contributo rilevante all'illecito

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