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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27686/2022 del 18/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna inflitta dal Tribunale di Napoli (2 mesi di arresto e €18.000 di ammenda) per illeciti edilizi e beni culturali. Il primo motivo denunciava il mancato esame da parte della Corte territoriale delle doglianze sulla precarietà della struttura contestata e sull'esistenza di provvedimenti autorizzativi del Comune di Napoli; il secondo motivo censurava la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, richiesta e ritenuta sussistente dal ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo per insussistenza e per carenza di documentazione probatoria allegata al ricorso (i provvedimenti comunali non erano riprodotti nel ricorso e la presunta precarietà della struttura non è stata efficacemente contestata rispetto alla valutazione della Corte territoriale). Ha ritenuto fondato il secondo motivo, constatando che la Corte d'appello non ha pronunciato sulla specifica richiesta di sospensione condizionale della pena: per tale omissione la Corte di Cassazione ha annullato parzialmente la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Napoli per un nuovo esame esclusivamente sulla questione della sospensione condizionale. Nel resto il ricorso è stato rigettato e la responsabilità penale è dichiarata irrevocabile ai sensi dell'art. 624 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380

    Le norme urbanistico-edilizie richiamate sono state utilizzate per l'inquadramento dei reati edilizi contestati; la Corte ha ritenuto che la mera allegazione di provvedimenti autorizzativi senza documentazione probatoria non fosse idonea a sovvertire la valutazione di merito.

  • D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181 comma 1-bis lett. a

    La disposizione in materia di beni culturali è stata richiamata per qualificare il capo di imputazione relativo al vincolo culturale; la Corte non ha modificato l'accertamento di responsabilità fondato in primo grado e in appello.

  • Codice penale, art. 164

    Richiamato in relazione al necessario giudizio prognostico per la concessione della sospensione condizionale della pena; la Corte di Cassazione ha precisato che non può sostituirsi al giudice del merito nella valutazione prognostica e pertanto ha disposto il rinvio per nuovo esame.

  • Codice di procedura penale, art. 624

    Applicato per stabilire l'irrevocabilità della sentenza quanto all'accertamento della responsabilità penale dell'imputato, nonostante l'annullamento parziale con rinvio sulle sole questioni della sospensione condizionale.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non sostituisce il giudice del merito nelle valutazioni di fatto o prognostiche (es. art. 164 c.p.) e annulla con rinvio solo quando il giudice di merito ha omesso di decidere una specifica istanza che richiede un nuovo esame.
  • Le eccezioni fondate su documenti amministrativi (es. provvedimenti comunali) devono essere riprodotte e allegati nel ricorso per consentire alla Corte di verificarne l'efficacia: la mancata produzione può rendere inammissibile o infondato il motivo.
  • L'omessa pronuncia su una richiesta di beneficio (es. sospensione condizionale della pena) comporta annullamento parziale con rinvio; tuttavia l'accertamento della responsabilità, se divenuto giudicato, resta irrevocabile ai sensi dell'art. 624 c.p.p.
  • In situazioni analoghe è opportuno nel rapporto di impugnazione: a) documentare e allegare ogni provvedimento amministrativo rilevante; b) formulare chiaramente la richiesta di benefici soggetti a valutazione prognostica e indicare i fatti/processi di valutazione che giustificano la loro concessione; c) se il giudice omette la pronuncia su tali benefici, prevedere il ricorso per cassazione chiedendo l'annullamento limitato e il rinvio per nuovo esame.

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