Cassazione Penale, Sentenza n. 07105/2026 del 23/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di condanna per reati connessi ad abusi edilizi e a depistaggio/falso. Stroscio denunciava: omissione nella acquisizione di prove richieste in appello (telecamere, testimonianze), contraddittorietà e illogicità della motivazione sul punto dell'alternativa difensiva (ipotesi di riempimento e nuovo scavo), erronea applicazione dell'art. 375 c.p. per mancato dolo specifico e contestazione della natura fidefacente degli atti (relazione e verbale). Gargiulo deduceva, tra l'altro, mancanza della qualifica pubblica per Stroscio al momento dei fatti, assenza di accordo criminoso e dolo specifico, difetto dell'elemento psicologico nel falso, e vizi nella motivazione sul trattamento sanzionatorio (aumenti per continuazione).
La decisione
La Corte di legittimità ha rigettato entrambi i ricorsi come infondati, confermando la responsabilità penale e le determinazioni di merito (pena rideterminata in appello a 2 anni e 6 mesi per ciascuno) e le statuizioni civili; ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. La Corte ha ritenuto legittime le valutazioni indiziarie dei giudici di merito, ha affermato la sussumibilità della condotta di "immutatio" nei delitti di depistaggio anche se connessa a provvedimenti di dissequestro o richieste di archiviazione, ha confermato la rilevanza penalistica del contributo dei concorrenti ex art. 110 c.p. e la qualifica di atto "fidefacente" per le attestazioni rese da pubblico ufficiale nell'esercizio delle funzioni.
Norme richiamate
depistaggio materiale e dichiarativo
La Corte conferma che l'art. 375 sanziona anche la 'immutatio' del corpo di reato finalizzata a ostacolare indagini o determinazioni sull'esercizio dell'azione penale; non è necessario che il fatto di depistaggio riguardi un procedimento già avviato, purché sia idoneo a influire sulle determinazioni inerenti l'azione penale (es. dissequestro, richiesta di archiviazione).
concorso di persone nel reato
Va applicato per ascrivere responsabilità a chi abbia dato un contributo materiale o morale rilevante alla realizzazione del fatto, anche se il contributo, preso isolatamente, non integri di per sé il reato.
falso ideologico in atto pubblico (richiami nei capi)
La Corte ritiene che la relazione e il verbale redatto dal pubblico ufficiale possano assumere valenza fidefacente e rilevare ai fini della contestazione di falso, quando attestino circostanze direttamente percepite dal pubblico ufficiale.
art. 606 cod. proc. pen. (lett. d ed e)
vizi di motivazione e nullità della sentenza in cassazione
I motivi di cassazione per omessa assunzione di prova o contraddittorietà/illogicità della motivazione sono respinti se le richieste non dimostrano la decisività delle nuove prove o se la Corte territoriale si è adeguatamente confrontata con le tesi alternative e con gli indici probatori.
rilievo alla rinnovazione delle prove in appello
La Corte richiede che la rinnovazione sia tempestiva e che la prova richiesta sia effettivamente decisiva; altrimenti la mancata assunzione non costituisce vizio decisivo.
criteri di valutazione degli indizi
La Corte territoriale può fondare la condanna su un complesso indiziario valutato secondo gli ordinari criteri di affidabilità e non contraddittorio; la Cassazione sindaca la motivazione, non la valutazione ex novo.
finalità delle indagini preliminari
La nozione di 'indagine' ai fini dell'art. 375 comprende gli accertamenti diretti alle determinazioni inerenti all'esercizio dell'azione penale; pertanto condotte che incidono su dissequestri o archiviazioni rientrano nell'ambito.
definizione di atto pubblico nel codice civile
La Corte richiama che la nozione di atto pubblico rilevante penalisticamente è più ampia di quella civile e può comprendere atti formati da pubblici ufficiali nell'esercizio delle funzioni, quando abbiano rilevanza giuridica o probatoria interna.
limite dell'aumento di pena nella continuazione
In tema di reato continuato non è necessaria una motivazione analitica per ogni aumento se la quantificazione complessiva è congrua e nei limiti di legge; aumenti contenuti e omogeneità delle condotte giustificano la determinazione.
rimessione in pristino per violazioni paesaggistiche
La Corte ricorda l'obbligo di ripristino previsto dalla normativa paesaggistica e rileva la rilevanza penale di artificiose attestazioni di ripristino in presenza di violazioni paesaggistiche.
Massime di principio
- Per il reato di depistaggio (art. 375 c.p.) è necessario il rapporto funzionale del soggetto con la pubblica funzione: la condotta deve essere ascrivibile a un pubblico ufficiale o a chi esercita un pubblico servizio e idonea a incidere sulle indagini o sulle determinazioni inerenti l'azione penale.
- La fattispecie di depistaggio può ricomprendere alterazioni materiali del "corpo di reato" anche se compiute prima dell'avvio del procedimento o in fasi diverse, purché tali condotte siano idonee a influire su dissequestri, archiviazioni o altre determinazioni rilevanti per l'azione penale.
- Gli atti redatti da pubblici ufficiali nell'esercizio delle funzioni possono assumere valore "fidefacente" ai fini penali: la loro contestazione per falsità richiede un esame probatorio, e la semplice possibilità per il pubblico ministero di non prestare fede non esclude la rilevanza penalistica dell'atto.
- In sede di Cassazione il sindacato è principalmente sulla correttezza e completezza della motivazione: una ricostruzione alternativa dei fatti già esaminata e ritenuta non fondata dai giudici di merito non determinerà annullamento salvo manifesta illogicità o violazione di legge.
- La richiesta di acquisizione di nuove prove in appello deve dimostrare la loro decisività rispetto all'esito del giudizio; la mancata acquisizione non è automaticamente causa di nullità se la motivazione di merito ha spiegato perché la prova non sarebbe risolutiva.
- In tema di concorso di persone (art. 110 c.p.) non è necessario che ciascun concorrente materialmente compia tutti gli elementi del reato: è sufficiente un contributo causale, materiale o morale, idoneo a concorrere nella realizzazione dell'evento criminoso.
- Le censure generiche sul trattamento sanzionatorio (aumenti per continuazione) sono inefficaci: il ricorso deve specificare la violazione o l'irragionevolezza della quantificazione, tenendo conto dei limiti previsti dalla legge.
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