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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38837/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo delle quote societarie e del ramo d'azienda della RSA Rizzo s.r.l. (successivamente trasferiti alla RU.IM. s.r.l.), per presunti reati contabili e societari (falso in bilancio, infedeltà patrimoniale, elusione di provvedimenti giudiziari). La difesa contestava tra l'altro: incompetenza territoriale del G.I.P., omessa o apparente valutazione delle prove e delle deduzioni difensive (art. 125 c.p.p.), inesistenza del dolo specifico e sussistenza di causa di non punibilità (art. 47 c.p.), vizio della valutazione del periculum in mora e requisiti per l'applicazione della misura cautelare

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto dirimenti gli atti intervenuti nel procedimento (in particolare il decreto che dispone il giudizio nei confronti di Rugiano Paolo), i quali precludono la rilettura in Cassazione del profilo relativo al fumus commissi delicti. Ha inoltre escluso la violazione di legge sulla competenza territoriale e ha ritenuto non manifesto il vizio motivazionale in ordine al periculum in mora: il Tribunale aveva adeguatamente motivato la pertinenzialità del bene sequestrato e la necessità di evitare atti dispositivi idonei a depauperare il patrimonio della società. Ricorso non accolto.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la difesa ha basato molte censure su questa disposizione (violazione di legge e vizio di motivazione)

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto all'obbligo di valutazione delle prove e delle deduzioni difensive; la Corte ha ritenuto che l'ordinanza impugnata non fosse affetta da motivazione meramente apparente

  • art. 321 cod. proc. pen.

    art. 321 c.p.p., primo comma

    Regola la formazione del provvedimento cautelare; richiamata nelle censure sulla valutazione del fumus e delle esigenze cautelari

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Disposizione richiamata in tema di effetti dell'annullamento con rinvio nel giudizio di rinvio, ossia limiti alla rinnovazione di questioni non devolute alla Cassazione

  • art. 47 cod. pen.

    Invocata dalla difesa in relazione a un possibile errore sulla scienza del fatto (causa di non punibilità); la Corte non ha ritenuto sufficiente la censura per escludere il fumus

  • art. 2634 cod. civ.

    Norma civile richiamata in relazione al reato di infedeltà patrimoniale contestato (anche ai fini della valutazione del fumus)

  • art. 388 cod. pen.

    Richiamato in relazione all'ipotesi di elusione degli obblighi derivanti da un provvedimento giudiziario; il Tribunale aveva valutato la sussistenza del fumus anche rispetto a tale addebito

  • art. 109 DPR n. 917/1986 (richiamata dalla difesa come norma extrapenale)

    Citata dalla difesa come fonte di orientamento che avrebbe potuto indurre errore interpretativo circa la rappresentazione contabile; la Corte non ha ritenuto che tale richiamo fosse idoneo a mutare l'esito sulla sussistenza degli indizi

  • Principio giurisprudenziale (Cass.) sulla incidenza del decreto di rinvio a giudizio

    La Corte ha ribadito il principio consolidato secondo cui l'emissione del decreto di rinvio a giudizio o del decreto che dispone il giudizio immediato preclude la possibilità di rimettere in discussione la sussistenza del fumus commissi delicti in sede di cassazione

  • Art. 25 Cost./principio di non rinnovazione della competenza dopo annullamento senza nuovi fatti

    art. 25 Cost.; richiamo giurisprudenziale art. 627 c.p.p.

    Ribadito il principio che, all'esito del giudizio di rinvio, non è ammissibile rimettere in discussione la competenza già definita dalla sentenza di annullamento, salvo nuovi fatti che ne giustifichino la diversa definizione

Massime di principio

  • Se, nel procedimento, è intervenuto un decreto che dispone il giudizio o il rinvio a giudizio, in cassazione è preclusa la rinnovazione della questione relativa al fumus commissi delicti; tali censure diventano ininfluenti perché l'accertamento preliminare è stato già compiuto dal giudice del rinvio
  • Dopo un annullamento con rinvio, non è normalmente possibile rimettere in discussione la competenza territoriale nel giudizio di rinvio, salvo emergano fatti nuovi che ne determinino una diversa attribuzione
  • Per giustificare il sequestro preventivo di quote societarie o di un ramo d'azienda è necessario dimostrare la pertinenzialità del bene rispetto al reato e la concretezza del periculum in mora; il sequestro può essere legittimo anche se le quote sono intestate a terzi quando la gestione del patrimonio è rilevante per impedire la reiterazione o la dispersione del patrimonio societario
  • In cassazione l'impugnazione di provvedimenti cautelari è possibile solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali; contestazioni meramente valutative richiedono che la motivazione appaia manifestamente inesistente o contraddittoria
  • Le eccezioni difensive fondate sulla sussistenza di un "errore" (art. 47 c.p.) o su incertezze interpretative di norme extrapenali richiedono elementi concreti che dimostrino l'assenza di dolo o l'esistenza di una valida scusante per incidere sull'esistenza del fumus
  • Per contrastare efficacemente un sequestro cautelare occorre documentare in modo chiaro e probante l'assenza di esigenze cautelari attuali e concrete (ad es. cambi di amministrazione, assenza di atti dispositivi successivi rilevanti, idonee misure alternative)

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