Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38811/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Cerasuolo impugnava in Cassazione la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Napoli che lo aveva riconosciuto concorrente nell'omicidio volontario di Pasquale Izzi (29/03/2016), nonché responsabile dei reati unificati di detenzione e porto illegale di arma. Le doglianze contestavano in particolare: 1) che la sua presenza fosse mera connivenza non punibile (equiparandola all'assoluzione di un altro imputato, Anna Serino); 2) l'affidabilità e la modalità di assunzione delle dichiarazioni del collaboratore Lo Russo (pregiudiziali suggestive e contraddizioni tra diverse audizioni); 3) la valutazione delle intercettazioni e delle dichiarazioni che avrebbero dimostrato la mancanza di consapevolezza di Cerasuolo riguardo al piano omicidiario; 4) il riconoscimento dell'aggravante della premeditazione e il rigetto delle attenuanti richieste, con conseguente ricostruzione della responsabilità come concorso materiale o morale nel delitto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso come infondato. Ha confermato che la Corte d'Assise d'Appello aveva adeguatamente motivato la qualificazione della posizione di Cerasuolo quale concorrente nell'omicidio, fondandola su un compendio probatorio fatto di intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori e contesto associativo mafioso, che dimostravano la consapevolezza e la disponibilità di Cerasuolo a garantire il risultato del delitto (in particolare svolgendo il ruolo di "autista" per consentire l'allontanamento del capo-clan). La Suprema Corte ha altresì ritenuto corretta l'attribuzione dell'aggravante della premeditazione al concorrente che ha acquisito consapevolezza del piano e non ha receduto, e ha condiviso il rigetto delle attenuanti invocate (art.114 esclusa per la sussistenza del concorso di più persone ai sensi dell'art.112). In conclusione il ricorso è stato rigettato e la sentenza di merito, con la condanna e la pena (anni venti di reclusione) è rimasta confermata.

Norme richiamate

  • art. 587 cod. proc. pen.

    Richiamato dalla difesa come presunta violazione procedurale; la Corte ha ritenuto infondate le censure procedurali e valutative ad esse collegate, confermando la correttezza del procedimento di acquisizione e valutazione della prova

  • art. 3 Cost.

    Invocato dalla difesa per profili di legittimità costituzionale; la Corte non ha ravvisato violazioni costituzionali emergenti dalla motivazione e dall'applicazione della legge penale nel caso concreto

  • art. 416-bis cod. pen.

    L'esistenza di vincoli associativi mafiosi e precedenti condanne/riconoscimenti ex art.416-bis è stata utilizzata in sede di merito come elemento probatorio rilevante per dimostrare la disponibilità di Cerasuolo e la funzionalità del suo apporto all'interno del clan

  • art. 110 cod. pen.

    Applicato per qualificare il concorso di persone nel reato: la Corte ha ritenuto che anche un apporto di agevolazione, se fornito consapevolmente e funzionale alla riuscita del delitto, integra il concorso

  • art. 575 cod. pen.

    Norma sostanziale del reato di omicidio: la motivazione ha confermato la responsabilità per omicidio volontario sulla base delle risultanze probatorie

  • art. 577 cod. pen.

    Riferito all'aggravante della premeditazione: la Corte ha ribadito che la premeditazione può essere comunicata al concorrente che acquisisce la consapevolezza dell'altrui progetto criminoso e non recede, purché sussista un intervallo temporale e la fermezza della decisione

  • art. 112 cod. pen.

    Richiamato per escludere l'applicabilità dell'attenuante di cui all'art.114 quando il fatto risulta commesso in concorso da cinque o più persone; motivo per cui la Corte ha rigettato la richiesta d'attenuante speciale

  • art. 114 cod. pen.

    Attenuante speciale la cui applicabilità è stata esclusa dai giudici di merito in ragione della sussistenza del concorso di più persone disciplinato dall'art.112

  • art. 192 e art. 499 cod. proc. pen.

    Richiamati dalle doglianze sulla modalità di assunzione delle dichiarazioni; la Corte ha valutato la attendibilità complessiva delle dichiarazioni del collaboratore nel contesto probatorio (intercettazioni e altre dichiarazioni) ritenendole utilizzabili e sufficientemente affidabili

  • art. 62-bis cod. pen.

    Attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto che, anche se concesse, non prevalevano sulle aggravanti e sulle risultanze che comprovavano la personalità criminosa e l'apporto consapevole

Massime di principio

  • La mera presenza in un luogo dove si organizza un delitto può superare la soglia della semplice "connivenza" se è provata la consapevolezza e la disponibilità a fornire un apporto funzionale alla riuscita del reato; in particolare in contesti associativi (mafiosi) la disponibilità abituale aumenta la rilevanza del contributo.
  • Le intercettazioni, le dichiarazioni di collaboratori e il contesto associativo vanno valutati complessivamente: contestare singoli passaggi o contraddizioni senza un confronto motivato con l'insieme probatorio è di solito insufficiente in Cassazione.
  • L'aggravante della premeditazione può essere attribuita anche al concorrente che non abbia ideato il piano ma abbia acquisito consapevolezza di esso e non abbia avuto tempo o volontà di recedere: il requisito fondamentale è la fermezza del proposito nel periodo rilevante.
  • Le attenuanti speciali possono essere escluse quando il reato risulti realizzato nell'ambito di un concorso di numerose persone (richiami normativi come l'art.112 possono impedire l'applicazione di talune attenuanti previste dall'art.114).
  • Le censure sulla presunta suggestività di domande o sull'inattendibilità di una singola fonte dichiarativa devono dimostrare un vizio procedurale o una insanabile inaffidabilità: se esistono elementi di riscontro (intercettazioni, altre dichiarazioni, contesto) la prova può ritenersi affidabile.
  • In sede di legittimità la Corte limita il proprio controllo ai profili di diritto e di motivazione; le rimostranze che si traducono in una semplice rivalutazione della prova sono in genere inammissibili o infondate.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.