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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38812/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che il Giudice di pace, nella motivazione, abbia qualificato la condotta come episodio singolo (la richiesta di denaro del 5 febbraio 2019) e non come reiterazione abituale. Di conseguenza l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. è stata ritenuta corretta nel caso concreto e la sentenza impugnata non è stata annullata.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del 19/04/2021 (Giudice di pace di Pordenone) che aveva assolto l'imputata per particolare tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131-bis c.p. nel reato di molestie (art. 660 c.p.). Il ricorrente contestava l'applicazione della causa di non punibilità sostenendo che il reato si sarebbe realizzato mediante reiterazione delle condotte tipiche (forma eventualmente abituale) e, pertanto, l'art. 131-bis non poteva trovare applicazione; rilevava violazione dell'art. 131-bis c.p. e richiamava orientamenti di legittimità che escludono l'applicazione della causa di non punibilità ai reati necessariamente o eventualmente abituali.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte verifica che sia applicabile solo se il fatto concreto ha gravità e tenuità tali da rendere non necessaria la punibilità, escludendo l'applicazione quando il reato risulti realizzato in forma abituale mediante reiterazione delle condotte.

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Norma che indica i motivi di ricorso per cassazione; richiamata dal ricorrente per censurare la violazione della normativa sull'applicazione dell'art. 131-bis.

  • art. 660 cod. pen. (molestie)

    Il reato di molestie può essere realizzato sia con singole condotte idonee a molestare/disturbare sia, in alcuni casi, mediante reiterazione: la qualificazione come fatto "abituale" dipende dalla ricostruzione fattuale del giudice.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez.1, n.1523 del 05/11/2018; Sez.1, n.3758 del 07/11/2013)

    Richiamati nel ricorso e nella decisione come principio che l'art. 131-bis non si applica ai reati commessi in forma reiterata/abituale; inoltre, la giurisprudenza afferma che il reato di molestie non è necessariamente abituale e può consistere in un unico atto di disturbo purché connotato da petulanza o biasimevolezza.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) è incompatibile con i reati realizzati in forma abituale o mediante reiterazione sistematica delle condotte; occorre valutare la ricostruzione fattuale del giudice per stabilire se vi sia reiterazione.
  • Nel reato di molestia (art. 660 c.p.) la configurabilità come atto singolo o come condotta reiterata dipende dagli elementi di fatto: anche se l'imputazione menziona più eventi, la valutazione probatoria del giudice può ritenere che il fatto contestato sia un episodio isolato, rendendo possibile l'applicazione della tenuità.
  • La formulazione del capo di imputazione non vincola il giudice: le risultanze probatorie e la motivazione in sentenza prevalgono nella valutazione della sussistenza dei presupposti per l'applicazione dell'art. 131-bis.
  • Chi impugna l'applicazione della causa di non punibilità deve dimostrare che il giudice ha travisato i fatti o errato nell'applicazione del diritto, in particolare che esistono elementi che provano la reiterazione e la natura abituale della condotta.
  • Nella valutazione della particolare tenuità rilevano molti elementi (gravità della condotta, contesto spazio-temporale, modalità, motivazioni, precedenti dell'imputato); l'assenza di precedenti e la minore gravità facilitano il riconoscimento della tenuità se l'evento è isolato.
  • In casi analoghi è fondamentale documentare chiaramente la reiterazione delle condotte o, al contrario, dimostrare che si è trattato di un episodio unitario per ottenere o contestare l'applicazione dell'art. 131-bis.

Testo integrale

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