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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38813/2022 del 14/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorsi contestavano vari aspetti della sentenza di appello: le parti civili (Rinaldi Elisa e Desiree) lamentavano carenza di motivazione nella determinazione e quantificazione del danno risarcitorio (omessa valutazione del danno morale, dinamico-relazionale, grado di parentela e età). Luciano Listrani proponeva sei motivi: 1) vizio di motivazione sull'attendibilità del teste Filippo Di Martino e degli altri testi; 2) sussistenza della scriminante della legittima difesa (anche domiciliare) o, in subordine, eccesso colposo/putativo; 3) mancata qualificazione come omicidio preterintenzionale (art. 584 c.p.) anziché doloso; 4) riconoscimento dell'attenuante della provocazione (art. 62 n.2 c.p.); 5) illegittima applicazione della recidiva (art. 99 comma 2 c.p.); 6) errata determinazione della pena non compiuta nella massima estensione nonostante il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Quanto alle parti civili, il ricorso è stato ritenuto generico e inammissibile per mancata specificazione degli elementi di danno contestati. Quanto al ricorso di Listrani, la Corte ha ritenuto infondati o inammissibili tutti i motivi: ha confermato la valutazione di merito sull'attendibilità delle testimonianze (Di Martino e familiari), ha escluso la legittima difesa e la legittima difesa domiciliare (assenza di aggressione ingiusta, mancanza di violenza o minaccia nel varco di ingresso, disponibilità dell'imputato ad affrontare la situazione armato di coltello), ha escluso l'omicidio preterintenzionale (la premunizione dell'arma e l'apertura della porta hanno formato la precondizione dello scontro e denotano volontarietà), ha negato l'attenuante della provocazione (mancanza di fatto ingiusto e di stato d'ira dimostrato), e ha ritenuto legittima l'applicazione della recidiva sulla base dei precedenti penali e della continuità deviante. Sono state confermate le statuizioni di condanna: il provvedimento di merito resta pienamente efficace; il ricorrente Listrani è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3000 alla cassa delle ammende; le parti civili Rinaldi Elisa e Desiree sono state condannate al pagamento delle spese processuali e ciascuna al versamento di euro 1000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 52 cod. pen.

    La Corte ricorda che la legittima difesa richiede un'aggressione ingiusta, un pericolo attuale, inevitabilità della reazione e proporzione; nella forma domiciliare è richiesto anche l'ingresso con violenza o minaccia per configurare l'esimente

  • art. 584 cod. pen.

    La distinzione tra omicidio doloso e preterintenzionale è basata sull'elemento psicologico: la preterintenzione esclude qualsiasi volontà omicida; la Corte ha ritenuto che la disponibilità dell'arma e l'apertura volontaria della porta mostrino volontarietà incompatibile con la preterintenzione

  • art. 62 n.2 cod. pen.

    L'attenuante della provocazione richiede un fatto ingiusto altrui e uno stato emotivo di ira incontrollabile connesso causalmente: la Corte ha escluso tale circostanza per mancanza degli elementi oggettivi e soggettivi

  • art. 99 cod. pen.

    La recidiva può essere applicata discrezionalmente dal giudice di merito valutando la continuità della pericolosità criminale; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della recidiva alla luce dei precedenti dell'imputato

  • art. 55 cod. pen.

    Richiamato in relazione all'eccesso colposo della legittima difesa: l'assenza dell'esimente esclude l'operatività di eventuali giustificazioni per eccesso

  • legge 26 aprile 2019 n. 36

    Modifiche introdotte in materia di legittima difesa domiciliare: la Corte richiama la giurisprudenza che richiede la violazione di domicilio con violenza o minaccia e il rispetto del principio di proporzione

  • artt. 69, 62-bis e 133 cod. pen.

    Richiamati come norme rilevanti per la determinazione delle circostanze attenuanti e della pena; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione discrezionale del giudice di merito nella determinazione della pena

Massime di principio

  • La legittima difesa (compresa la forma domiciliare) richiede sempre: aggressione ingiusta, pericolo attuale e inevitabile, necessità della reazione e proporzione del mezzo usato; l'apertura volontaria della porta e l'aver affrontato l'aggredito armati indeboliscono la tesi della difesa domiciliare
  • Il fatto di essere armati preventivamente e di provocare o accettare lo scontro può far propendere per la qualificazione dell'evento come omicidio volontario piuttosto che preterintenzionale: la valutazione dell'elemento psicologico (dolo vs preterintenzione) è cruciale
  • L'attenuante della provocazione richiede elementi oggettivi (fatto ingiusto) e soggettivi (stato d'ira incontrollabile) collegati causalmente; mere contese o pretese di pagamento non sempre costituiscono 'fatto ingiusto' idoneo a fondare la circostanza
  • La valutazione della credibilità testimoniale è di merito: contraddizioni non necessariamente inficiano la attendibilità se esistono elementi di riscontro e coerenza complessiva; il ricorso per cassazione non è idoneo a riformare liberamente il giudizio di credibilità
  • L'applicazione della recidiva è rimessa al giudice di merito che valuta la continuità della condotta criminosa e la pericolosità persistente; per contestarla in Cassazione occorrono censure specifiche e fondate
  • Nelle impugnazioni di motivazione su danni civili, è necessario specificare con chiarezza quale elemento della motivazione si ritenga carente e fornire un sindacato circostanziato; doglianze generiche sono inammissibili

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