Cassazione Penale, Sentenza n. 24062/2024 del 18/06/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di riesame avverso il sequestro preventivo dell'immobile acquistato dalla ricorrente il 21/07/2022, ritenuto sequestrabile e confiscabile come prezzo/profitto o strumento del reato di spaccio (art. 240-bis cod. pen. e art. 85-bis DPR 309/1990). La ricorrente ha dedotto: 1) assenza di pertinenza del bene con i reati contestati ai familiari; 2) illegittima qualificazione dell'immobile come prezzo/profitto/strumento del reato, posto che l'acquisto sarebbe stato finanziato mediante mutuo legittimo e la ricorrente pagava le rate; 3) infondatezza delle esigenze cautelari ex art. 321 c.p.p., poiché l'immobile non veniva utilizzato per l'attività di spaccio e non sussisterebbe il rischio di aggravamento o protrazione delle conseguenze del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per due ordini di motivi: 1) preliminarmente per mancata allegazione, nella richiesta di riesame, della procura speciale a favore del difensore del terzo interessato, requisito imprescindibile per i terzi portatori di interessi civilistici; la procura rilasciata successivamente non regolarizza il difetto per le fasi precedenti; 2) nel merito il ricorso è comunque inammissibile perché l'ordinanza impugnata ha fornito una motivazione non illogica: è stata rilevata la sproporzione tra le capacità economiche del nucleo familiare e l'acquisto/pagamento dell'immobile (prezzo 117.000 euro, mutuo da 115.000 euro, contratto di lavoro acquisito solo il 29/09/2023), giustificando la presunzione relativa di illecita accumulazione anche per beni intestati a coniuge/figli. La Cassazione ha inoltre richiamato il principio secondo cui il ricorso avverso ordinanze di sequestro è destinato a censurare violazioni di legge o vizi motivazionali radicali. Conseguenze pratiche: ricorso dichiarato inammissibile; la ricorrente condannata alle spese processuali e al pagamento in via equitativa di euro 3.000 alla Cassa delle ammende ai sensi della giurisprudenza costituzionale.
Norme richiamate
Riferimento alla confisca per sproporzione/illecita accumulazione; applicata come parametro per valutare la sequestrabilità preventiva del bene anche se intestato a terzi legati all'indagato.
art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990
Norma del testo unico sugli stupefacenti relativa alle misure patrimoniali; richiamata per inquadrare la sequestrabilità di beni connessi a reati di stupefacenti.
art. 73 comma 1 e art. 80 lett. b) d.P.R. n. 309/1990
Individuano i reati contestati agli indagati (illecita detenzione/spaccio) e le circostanze per le quali il bene è stato ritenuto connesso all'attività delittuosa.
Richiesto per valutare le esigenze cautelari (prevenzione speciale) connesse alla disponibilità del bene; la Corte ha ritenuto motivata la valutazione del giudice di merito circa il rischio di utilizzo del patrimonio per perpetrare o agevolare reati.
Richiama la disciplina sulla costituzione in giudizio delle parti e la necessità, per soggetti con interessi civilistici, di essere rappresentati da difensore munito di procura speciale.
art. 182 comma 2 cod. proc. civ.
Citato per escludere la possibilità di regolarizzare ex post il difetto di procura nel processo penale di riesame; la Corte afferma la non applicabilità di tale meccanismo ai terzi interessati nel riesame.
Richiamato in tema di analogie con il processo civile circa il conferimento di procura alle liti per la rappresentanza dei soggetti che vantano interessi civilistici.
Norma applicata per l'imposizione delle spese del procedimento alla parte che ha proposto ricorso inammissibile.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata in relazione alla quantificazione equitativa della somma da versare alla Cassa delle ammende; utilizzata per motivare l'esenzione da ulteriori sanzioni quando non sussiste colpa grave nella determinazione dell'inammissibilità.
Massime di principio
- I terzi portatori di interessi meramente civilistici (es. proprietari, coniuge, figli) devono conferire procura speciale al difensore per proporre istanze di riesame avverso decreti di sequestro: il mancato conferimento rende l'istanza inammissibile.
- La procura speciale deve essere valida per ciascuna fase processuale: una procura rilasciata dopo l'atto impugnato non regolarizza la fase precedente.
- La Cassazione, nelle impugnazioni avverso provvedimenti di sequestro preventivo/probatorio, interviene solo per violazioni di legge o per vizi motivazionali così gravi da rendere la motivazione incomprensibile o assente; non è sede ordinaria per la riconsiderazione del merito e della valutazione delle prove.
- Nei procedimenti per confisca/sequestro per sproporzione (art. 240-bis cod. pen.) opera una presunzione relativa di illecita accumulazione anche per beni intestati a coniuge o figli quando sussista una marcata sproporzione tra patrimonio e redditi/attività lavorativa del titolare, valutata nel contesto fattuale.
- Per contrastare efficacemente un sequestro di questo tipo è necessario produrre documentazione specifica e antecedente che dimostri l'origine lecita dei fondi (contratti di mutuo con erogazione dimostrabile, movimenti bancari, redditi documentati preesistenti ai pagamenti), non solo dichiarazioni di lavoro o atti postumi.
- Le esigenze di prevenzione speciale connesse alla disponibilità di un bene richiedono una valutazione concreta del rischio di uso del bene per aggravare o protrarre le conseguenze del reato; tuttavia tale valutazione può fondarsi su elementi indiziari circa la sproporzione economica.
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