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Parere

Parere n. 430/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto dai signori Anna Belgiovine, Cilli Salvatore Giuseppe, Lombardi Sabina, Lomuscio Maria, Manzi Giuseppe, Morella Giuseppe e Rizzi Raffaele contro il Comune di Barletta e la Regione Puglia e nei confronti della Edil Delpi s.r.l. per l’annullamento: - del permesso di costruire n. 17 del 17 giugno 2025 a firma del Dirigente del Settore Edilizia Pubblica e Privata del Comune di Barletta, relativo alla pratica SUE prot. n. 83120 del 28 ottobre 2023 e pratica SUED_PDC n. 00049-2023; - nonché degli atti e provvedimenti comunque connessi, con particolare riferimento a quelli ivi richiamati, nonché le linee guida all’applicazione della leg. reg. n. 23 del 2008 e la delibera G.R. n. 1304 del 2020, nella parte in cui consentirebbero l’applicazione degli incentivi volumetrici regionali in assenza della necessaria regolamentazione comunale.

Giustizia amministrativa202501035

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la dichiarazione espressa dei ricorrenti di non avere più interesse alla prosecuzione del ricorso imponesse la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, in applicazione del principio dispositivo anche al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Le censure di merito non sono state esaminate. La domanda cautelare è stata assorbita.

Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del permesso di costruire n. 17 del 17 giugno 2025 del Comune di Barletta e degli atti connessi, comprese le linee guida regionali e la delibera G.R. n. 1304 del 2020 sugli incentivi volumetrici.

Esito

IMPROCEDIBILITA

La questione giuridica

I ricorrenti hanno impugnato, con istanza cautelare, il permesso di costruire rilasciato dal Comune di Barletta, deducendo quattro motivi relativi alla violazione di disposizioni legislative statali e regionali, di decreti ministeriali, di atti comunali e di principi di trasparenza, concorrenza, par condicio, correttezza e buon andamento, nonché all'eccesso di potere per sviamento, ingiustizia manifesta e travisamento dei fatti. È stata inoltre contestata la possibilità di applicare incentivi volumetrici regionali in assenza della necessaria regolamentazione comunale. Nel corso del procedimento, tuttavia, i ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla coltivazione del gravame.

Osservazioni

Sopravvenuta carenza di interesse

La dichiarazione dei ricorrenti del 12 novembre 2025, con cui è stata manifestata la perdita di interesse alla coltivazione del gravame, comporta l'improcedibilità del ricorso straordinario per sopravvenuto difetto di interesse.

Domanda cautelare

La domanda di sospensione degli atti impugnati è assorbita dalla declaratoria di improcedibilità del ricorso e non viene esaminata nel merito.

Norme richiamate

  • d.P.R. 1199/1971

    Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è trattato secondo il principio dispositivo, applicabile anche ai fini della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

  • leg. n. 21 del 2001

    Richiamata dai ricorrenti quale parametro di legittimità del permesso di costruire, senza esame nel merito a causa dell'improcedibilità.

  • d.m. 27 dicembre 2001

    Richiamato dai ricorrenti quale parametro di legittimità, senza esame nel merito.

  • d.m. 30 dicembre 2002

    Richiamato dai ricorrenti quale parametro di legittimità, senza esame nel merito.

  • leg. reg. n. 13 del 2008

    Richiamata nei motivi di ricorso, senza esame nel merito.

  • d.lgs. n. 28 del 2011

    Richiamato dai ricorrenti, senza esame nel merito.

  • d.lgs. n. 267 del 2000

    Richiamato nei motivi di ricorso, senza esame nel merito.

  • Costituzione, artt. 5, 114, 117 e 118

    Richiamati dai ricorrenti in relazione all'autonomia e alle competenze degli enti territoriali, senza esame nel merito.

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 2

    Richiamato quale parametro relativo alla disciplina edilizia, senza esame nel merito.

  • legge n. 167 del 1962, artt. 3, 4 e 8

    Richiamata nel quarto motivo di ricorso, senza esame nel merito.

  • leg. reg. n. 20 del 2001, art. 10, commi 10 e 10-bis

    Richiamata nel quarto motivo di ricorso, senza esame nel merito.

  • leg. reg. n. 21 del 2011, art. 10, comma 1

    Richiamata nel quarto motivo di ricorso, senza esame nel merito.

Massime di principio

  • Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la dichiarazione espressa del ricorrente di non avere più interesse alla coltivazione del gravame impone la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse determina la definizione del ricorso senza esame dei motivi di merito.
  • La domanda cautelare proposta insieme al ricorso resta assorbita quando il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Impugnazione di un permesso di costruire del Comune di Barletta

Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, proposto da alcuni privati contro il Comune di Barletta e la Regione Puglia, nei confronti della società titolare dell'intervento edilizio. Il ricorso era diretto all'annullamento del permesso di costruire n. 17 del 17 giugno 2025 e degli atti connessi, comprese le linee guida regionali e la delibera G.R. n. 1304 del 2020 nella parte relativa agli incentivi volumetrici regionali.

Motivi dedotti

I ricorrenti avevano formulato quattro motivi di impugnazione, contestando:

  • la violazione di disposizioni legislative, decreti ministeriali e di una delibera della Giunta comunale di Barletta;
  • la violazione di un avviso pubblico e dei principi di trasparenza, concorrenza, par condicio, correttezza e buon andamento;
  • la violazione della disciplina regionale, del TUEL, della Costituzione e dell'art. 2 del d.P.R. n. 380 del 2001, nonché il travisamento dei fatti e la mancata predeterminazione dei criteri applicabili;
  • la violazione della disciplina in materia di edilizia residenziale e urbanistica, con deduzione anche di sviamento e travisamento dei fatti.

Sviluppo del procedimento

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti aveva inizialmente proposto il rigetto della domanda cautelare. Successivamente, con comunicazione del 12 novembre 2025, il difensore dei ricorrenti ha dichiarato che gli interessati non avevano più interesse alla coltivazione del ricorso.

La società controinteressata e il Comune di Barletta hanno chiesto, in via principale o subordinata, la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. Anche la relazione istruttoria del Ministero, trasmessa il 2 febbraio 2026, ha concluso per l'improcedibilità del ricorso.

Valutazioni del Consiglio di Stato

La Sezione ha ritenuto decisiva la dichiarazione espressa dei ricorrenti. In applicazione del principio dispositivo, ritenuto operante anche nell'ambito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, la perdita sopravvenuta dell'interesse alla decisione impedisce l'ulteriore esame del gravame.

Non sono stati quindi esaminati i motivi di merito, né le questioni relative alla legittimità del permesso di costruire o all'applicazione degli incentivi volumetrici regionali.

Conclusione

Il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso sia dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La domanda cautelare è stata assorbita.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziPiani regolatori e variantiRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrere

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