Parere n. 431/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto dai signori Maria Grazia Clemente, Giuseppe Clemente e Giovanni Clemente contro il Comune di Carife per l’annullamento: - della deliberazione del Consiglio Comunale di Carife n. 17 del 17 giugno 2025, pubblicata all’Albo Pretorio per 15 giorni consecutivi dal 18 giugno 2025 al 3 luglio 2025, avente ad oggetto “Acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42 bis del d.P.R. 327/2001 in ditta germani… omissis, in favore del Comune di Carife ente espropriante e beneficiario dell’espropriazione, per l’acquisizione al proprio patrimonio indisponibile dei beni immobili occorsi per la realizzazione del Parco Archeologico della “Addolorata”; - del decreto di acquisizione sanante ex art. 42 bis d.P.R. 327/2001 n. 2 del 5 maggio 2025, Reg. Gen. n. 5 del 5 maggio 2025, di beni immobili per scopi di interesse pubblico riportati in catasto terreni del Comune di Carife (AV), al foglio n. 10, particella n. 1182 (ex 373), notificato a mezzo raccomandata a.r. in data 14 maggio 2025; - dell’atto di avvio del procedimento amministrativo prot. n. 648 del 06 febbraio 2025; - di tutti gli ulteriori atti presupposti, conseguenziali e connessi ancorché di data e tenore sconosciuti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeImpugnazione della deliberazione del Consiglio comunale di Carife n. 17 del 17 giugno 2025, del decreto di acquisizione sanante n. 2 del 5 maggio 2025 ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 e degli atti presupposti relativi all’acquisizione di un immobile destinato alla realizzazione del Parco Archeologico della “Addolorata”.
Esito
La questione giuridica
I ricorrenti hanno impugnato, con istanza cautelare, gli atti mediante i quali il Comune di Carife ha disposto l’acquisizione sanante di un bene immobile ai sensi dell’art. 42-bis del d.P.R. 327/2001. Sono stati dedotti, in particolare, l’incompetenza assoluta del Comune, asseritamente privo del potere di acquisire un immobile di interesse archeologico, la violazione degli artt. 95 e seguenti e dell’art. 97 del d.lgs. 42/2004, nonché eccesso di potere e violazione di legge. Nel corso del procedimento il Comune resistente ha proposto opposizione ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. 1199/1971, chiedendo la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale. La questione esaminata dalla Sezione riguarda quindi gli effetti dell’opposizione sul ricorso straordinario e, conseguentemente, sulla domanda cautelare.
Il parere
La Sezione ha rilevato che era stata effettivamente depositata la copia dell’atto di opposizione del Comune resistente e ha ritenuto l’opposizione rituale e tempestiva. Poiché il ricorso straordinario è rimedio alternativo a quello giurisdizionale e presuppone la concorde volontà delle parti, l’opposizione determina la trasposizione della controversia davanti al giudice competente. Il ricorso straordinario è stato pertanto dichiarato improcedibile per trasposizione, senza esame dei motivi relativi alla competenza del Comune e alla disciplina dei beni di interesse archeologico. La domanda cautelare è stata dichiarata assorbita.
Osservazioni
Opposizione e trasposizione del ricorso
L’opposizione proposta dal Comune ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. 1199/1971 è stata ritenuta rituale e tempestiva. Essa comporta la trasposizione del ricorso straordinario in sede giurisdizionale e rende improcedibile il procedimento consultivo.
Domanda cautelare
La domanda di sospensione degli atti impugnati è stata dichiarata assorbita in conseguenza della definizione del ricorso per trasposizione, senza esame del fumus boni iuris o del periculum in mora.
Norme richiamate
art. 10 d.P.R. 1199/1971
L’atto di opposizione al ricorso straordinario
L’opposizione rituale e tempestiva della parte resistente consente la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale e determina l’improcedibilità del ricorso straordinario.
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
È richiamato quale base normativa del decreto comunale di acquisizione sanante, ma la Sezione non ne esamina nel merito l’applicazione.
artt. 95 e seguenti d.lgs. 42/2004
Disciplina dei beni culturali e del paesaggio
Sono richiamati dai ricorrenti per sostenere l’incompetenza comunale in materia di acquisizione di immobili di interesse archeologico; la questione resta assorbita per effetto della trasposizione.
art. 97 d.lgs. 42/2004
Norma richiamata nel primo motivo di ricorso
È invocato dai ricorrenti a sostegno della censura di incompetenza e violazione di legge, senza valutazione nel merito da parte della Sezione.
Massime di principio
- L’opposizione rituale e tempestiva proposta da una parte al ricorso straordinario determina la trasposizione della controversia in sede giurisdizionale e rende improcedibile il ricorso straordinario.
- Il ricorso straordinario, quale rimedio alternativo a quello giurisdizionale, presuppone la concorde volontà di tutte le parti interessate a utilizzare tale strumento; tale presupposto viene meno quando una parte esercita il diritto di opposizione previsto dall’art. 10 del d.P.R. 1199/1971.
- Quando il ricorso straordinario diviene improcedibile per trasposizione, la relativa domanda cautelare non viene esaminata dalla sede consultiva e deve essere dichiarata assorbita.
Trasposizione di un ricorso straordinario relativo ad acquisizione sanante
Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da tre proprietari privati contro il Comune di Carife, con istanza cautelare, per l’annullamento di atti relativi all’acquisizione sanante di un immobile destinato alla realizzazione del Parco Archeologico della “Addolorata”.
Atti impugnati e motivi di ricorso
Sono stati impugnati la deliberazione del Consiglio comunale n. 17 del 17 giugno 2025, il decreto di acquisizione sanante n. 2 del 5 maggio 2025 adottato ai sensi dell’art. 42-bis del d.P.R. 327/2001, l’atto di avvio del procedimento e gli ulteriori atti presupposti e connessi.
I ricorrenti hanno dedotto:
- l’incompetenza assoluta del Comune e il difetto di attribuzione, sostenendo che la materia sarebbe riservata al Ministero competente per i beni culturali;
- la mancanza di delega o autorizzazione ministeriale per l’acquisizione di immobili di interesse archeologico;
- la violazione degli artt. 95 e seguenti e dell’art. 97 del d.lgs. 42/2004;
- eccesso di potere e violazione di legge.
Opposizione dell’amministrazione resistente
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, richiesto del parere sulla domanda cautelare, si era espresso per il rigetto della sospensione. Successivamente ha depositato l’atto di opposizione del Comune di Carife ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. 1199/1971, notificato il 18 novembre 2025, con richiesta di trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale.
Valutazioni del Consiglio di Stato
La Sezione ha verificato l’effettivo deposito dell’atto di opposizione e lo ha ritenuto rituale e tempestivo. Ha richiamato il principio secondo cui il ricorso straordinario costituisce un rimedio alternativo a quello giurisdizionale e presuppone la concorde volontà delle parti di avvalersene. L’opposizione di una parte consente invece di adire il giudice precostituito per legge e comporta la trasposizione della controversia in sede giurisdizionale.
La Sezione ha richiamato, a sostegno, Cons. Stato, sez. III, 25 maggio 2019, n. 3396, e Cons. Stato, sez. I, 18 dicembre 2015, n. 3496.
Esito
Il Consiglio di Stato ha espresso il parere che il ricorso debba essere dichiarato improcedibile per trasposizione. I motivi relativi alla competenza del Comune, alla necessità di una delega o autorizzazione ministeriale e alla disciplina dei beni di interesse archeologico non sono stati esaminati nel merito. La domanda cautelare è stata dichiarata assorbita.
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