Sentenza del 22/03/2019 n. 8124 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
G.A. aveva impugnato gli avvisi di mora relativi a IRPEG e ILOR per gli anni 1987-1990, riferiti alla società fallita. Il giudice di primo grado aveva dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse, ritenendo non stabile l'accertamento della qualità di amministratore di fatto, poiché la relativa sentenza era stata sospesa in appello. La Commissione Tributaria Regionale aveva invece accolto l'appello, riconoscendo la legittimazione e l'interesse di G.A. L'Agenzia delle Entrate ha quindi sostenuto, da un lato, che l'appello non avesse riproposto adeguatamente le contestazioni di merito e, dall'altro, che G.A. non avesse dimostrato né la capacità di rappresentare la società né un interesse personale concreto e attuale, essendo stata integralmente riformata la sentenza che ne aveva riconosciuto incidentalmente il ruolo di amministratore di fatto.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il primo motivo dell'Agenzia, ritenendo sufficiente che nell'atto di appello fossero stati richiamati i motivi già formulati in primo grado, poiché la decisione di primo grado si era arrestata a una questione pregiudiziale. Ha invece accolto il secondo motivo: la qualità di amministratore di fatto e il conseguente interesse ad agire non potevano fondarsi su una sentenza successivamente integralmente riformata. La sentenza della Commissione Tributaria Regionale è stata cassata con rinvio alla medesima Commissione in diversa composizione, che dovrà verificare nuovamente se G.A. disponesse effettivamente di poteri gestori nella società prima del fallimento e dovrà provvedere anche sulle spese del giudizio di cassazione. Non vi è stata quindi una decisione definitiva sul merito della pretesa tributaria.
Norme richiamate
termine lungo per impugnare
La versione modificata dalla legge n. 69 del 2009, che ha ridotto il termine lungo a sei mesi, si applica soltanto ai giudizi instaurati dopo l'entrata in vigore della riforma. Per il giudizio iniziato nel 2008 continuava ad applicarsi il termine annuale, con sospensione feriale.
la scadenza che cade di sabato è prorogata al primo giorno non festivo successivo
Poiché il termine annuale, computata la sospensione feriale, scadeva di sabato, la notificazione del ricorso effettuata il lunedì successivo è stata ritenuta tempestiva.
Il giudice deve pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni proposte, ma non vi è stata violazione quando l'appellante ha riproposto i motivi di merito già formulati in primo grado, dopo una decisione fondata esclusivamente su una questione pregiudiziale.
Art. 53 del D.Lgs. n. 546 del 1992
Nel processo tributario, se il primo giudice respinge il ricorso per una questione preliminare senza esaminare il merito, l'appellante può riproporre i motivi originari senza dover formulare uno specifico motivo contro ciascuna statuizione di merito non esaminata.
L'interesse ad agire deve essere concreto, attuale e diretto a ottenere un risultato giuridicamente utile, non conseguibile senza l'intervento del giudice. Deve sussistere al momento della decisione e per tutta la durata del processo.
rappresentanza processuale delle persone giuridiche
Chi agisce come rappresentante legale di una società deve possedere il relativo potere. Quando tale potere deriva da una nomina formale risultante da atti soggetti a pubblicità legale, normalmente non è necessario provarlo; chi agisce come amministratore di fatto deve invece dimostrare concretamente il proprio ruolo gestorio.
La persona che afferma di essere amministratore di fatto e di avere quindi capacità processuale e interesse personale deve provare i fatti costitutivi di tali condizioni.
Art. 36 del D.P.R. n. 602 del 1973
responsabilità degli amministratori per obbligazioni tributarie rimaste inadempiute
La possibile responsabilità personale dell'amministratore per debiti tributari della società può costituire un interesse personale al ricorso, ma presuppone la prova effettiva della qualità e dei poteri di amministratore.
Massime di principio
- Chi agisce in nome di una società come amministratore di fatto deve dimostrare concretamente l'esistenza di poteri gestori effettivi; non basta allegare una precedente sentenza non definitiva o successivamente riformata.
- L'interesse ad agire deve essere concreto e attuale al momento della decisione e deve permanere durante tutto il processo; un interesse meramente eventuale o fondato su una situazione giuridica ormai superata non è sufficiente.
- Se il primo giudice decide il caso sulla base di una questione preliminare senza esaminare il merito, in appello è sufficiente riproporre i motivi originari, anche mediante un richiamo espresso alle richieste formulate in primo grado.
- La cassazione con rinvio non equivale a una vittoria definitiva sul merito: il giudice di rinvio deve riesaminare i presupposti processuali indicati dalla Corte e decidere nuovamente anche sulle questioni conseguenti.
- Per contestare debiti tributari riferiti a una società fallita, la persona fisica deve distinguere tra legittimazione a rappresentare la società e interesse personale proprio: entrambe le condizioni devono essere provate secondo criteri attuali e stabili.
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