Cassazione Civile, Ordinanza n. 36532/2022 del 14/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia nasce da una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato ex art. 36-bis d.P.R. n. 600/1973 e art. 54-bis d.P.R. n. 633/1972, per il recupero di IVA dichiarata e parzialmente non versata. Il giudice tributario di merito aveva annullato la cartella limitatamente alle sanzioni, ritenendo che la società avesse provato una temporanea difficoltà finanziaria integrare causa di forza maggiore e quindi esimente dalla responsabilità sanzionatoria ai sensi dell’art. 6, comma 3, d.lgs. n. 472/1997, in combinato disposto con l’art. 10 L. n. 212/2000, valorizzando l’inesigibilità di crediti verso la P.A. e l’impossibilità di ottenere anticipazioni bancarie. L’Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza deducendo violazione e falsa applicazione dell’art. 6 d.lgs. n. 472/1997 e dell’art. 2697 c.c., sostenendo che la forza maggiore richiede sia un elemento oggettivo, consistente in circostanze anormali ed estranee all’operatore, sia un elemento soggettivo, consistente nella diligenza dell’interessato nell’adottare misure idonee a prevenire l’evento; nella specie tali presupposti non erano stati accertati.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. Ha affermato che la nozione di forza maggiore in materia tributaria non opera automaticamente per la sola temporanea mancanza di liquidità, ma richiede un accertamento puntuale sia dell’estraneità e anormalità della causa impeditiva sia della diligenza del contribuente nell’adozione di cautele idonee a evitare il mancato versamento senza sacrifici eccessivi. Poiché il giudice d’appello aveva omesso tale verifica, limitandosi a valorizzare la crisi di liquidità e l’inesigibilità dei crediti, la sentenza è stata cassata con rinvio alla Commissione di Giustizia Tributaria di secondo grado della Puglia, in diversa composizione, che dovrà riesaminare il gravame erariale e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 36-bis d.P.R. n. 600/1973
Richiamato come base del controllo automatizzato da cui è scaturita la cartella di pagamento.
art. 54-bis d.P.R. n. 633/1972
Richiamato come base del controllo automatizzato ai fini IVA.
art. 6, comma 3, d.lgs. n. 472/1997
La Corte lo interpreta nel senso che l’esimente per forza maggiore richiede l’accertamento di presupposti oggettivi e soggettivi e non opera automaticamente in caso di temporanea illiquidità.
Richiamato in combinato disposto con l’art. 6 d.lgs. n. 472/1997 quale parametro dell’esimente invocata.
Richiamato dalla ricorrente per censurare la mancata corretta ripartizione e valutazione dell’onere probatorio circa la forza maggiore.
Massime di principio
- In materia tributaria, la forza maggiore quale causa di esclusione della responsabilità sanzionatoria richiede sempre un accertamento concreto di circostanze anormali ed estranee alla sfera di controllo del contribuente e della sua diligente attivazione per prevenire o limitare l’evento impeditivo.
- La temporanea mancanza di liquidità, di per sé sola, non integra automaticamente la forza maggiore idonea a escludere le sanzioni per omesso o tardivo versamento dell’imposta.
- Quando il debito IVA deriva da imposta dichiarata e quindi presumibilmente incassata, il giudice deve verificare se il contribuente abbia accantonato le somme o adottato misure idonee a salvaguardare le ragioni erariali, nei limiti del non eccessivo sacrificio.
- La motivazione che riconosce l’esimente senza verificare la natura anormale ed estranea della causa impeditiva e la diligenza del contribuente è censurabile per falsa applicazione della norma e per omesso accertamento dei suoi presupposti.
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