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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37070/2022 del 19/12/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da tre avvisi di accertamento relativi all'anno 2004 per IVA, imposte dirette e IRAP, con cui l'Ufficio ha rettificato i redditi della società e li ha poi imputati per trasparenza ai soci al 50% ai fini IRPEF. Gli accertamenti erano stati emessi all'esito di una verifica fiscale e di un processo verbale di constatazione, nell'ambito di un accertamento analitico-induttivo ex art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. 600/1973, preceduto da accertamento parziale ex art. 41-bis d.P.R. 600/1973. In Cassazione i ricorrenti hanno dedotto, con il primo motivo, violazione degli artt. 41-bis e 39, comma 1, lett. d), d.P.R. 600/1973, sostenendo che l'accertamento parziale non potesse fondarsi su mere presunzioni e richiedesse elementi certi e fonti informative qualificate; con il secondo motivo hanno denunciato vizio motivazionale ex art. 360, n. 5, c.p.c., assumendo che la CTR avesse aderito acriticamente al PVC senza considerare gli elementi contrari prodotti dalla parte.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo nella parte in cui mescolava in modo generico violazione di legge e vizio motivazionale, e infondato nel merito perché l'accertamento parziale non è un metodo autonomo e può basarsi anche su presunzioni, senza necessità di prova certa del maggior reddito, restando possibile la prova contraria del contribuente. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo perché diretto a sollecitare una rivalutazione del merito e delle prove, estranea al sindacato di legittimità. La Corte ha inoltre richiamato il diverso valore probatorio del PVC, utilizzabile come elemento di prova e contestabile solo nei limiti indicati dalla giurisprudenza, e ha condannato i ricorrenti, in solido, alle spese di lite, liquidate in Euro 3.000 oltre spese prenotate a debito. È stato anche dato atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    L'accertamento analitico-induttivo può sorreggere la rettifica del reddito sulla base di presunzioni; l'accertamento parziale si innesta su tale sistema e non è un metodo autonomo con regole probatorie più rigorose.

  • art. 41-bis d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

    L'accertamento parziale è diretto alla sollecita emersione della materia imponibile e può essere emesso anche sulla base di elementi presuntivi, senza necessità di prova certa del maggior reddito.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    Non può essere usato per veicolare una censura motivazionale in modo generico e promiscuo.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio motivazionale non consente di rimettere in discussione l'apprezzamento di fatto del giudice di merito, se non nei limiti del controllo sulla logicità e correttezza giuridica della motivazione.

  • art. 370 c.p.c.

    Richiamato per la disciplina della partecipazione dell'intimato al giudizio di cassazione nei termini del controricorso.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Nel rito camerale di legittimità, per i ricorsi già depositati alla data indicata dalla giurisprudenza, l'intimato può depositare memoria con procura speciale anche se non ha notificato il controricorso nei termini.

  • art. 2700 c.c.

    Il processo verbale di constatazione fa fede privilegiata solo per i fatti attestati dal pubblico ufficiale come compiuti o avvenuti in sua presenza o da lui percepiti senza margini di apprezzamento.

  • art. 111, comma 2, Cost.

    Richiamato insieme all'art. 6 CEDU a sostegno dei principi di economia processuale e ragionevole durata del processo.

  • art. 6, par. 1, CEDU

    Richiamato insieme all'art. 111 Cost. per giustificare la scelta di non disporre integrazione del contraddittorio in presenza di ricorso prima facie inammissibile o infondato.

  • d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Ricorrono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • L'accertamento parziale non costituisce un metodo di accertamento autonomo, ma una modalità procedurale che segue le regole sostanziali dell'accertamento analitico o analitico-induttivo; esso può quindi fondarsi anche su presunzioni, purché idonee a sorreggere la pretesa tributaria.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare una censura di motivazione in una deduzione di violazione di legge in modo generico o promiscuo; il motivo deve essere specificamente ricondotto al corretto paradigma dell'art. 360 c.p.c.
  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del merito o delle prove: il controllo della Corte riguarda la coerenza logica e la correttezza giuridica della motivazione, non la sostituzione dell'apprezzamento fattuale del giudice di merito.
  • Il processo verbale di constatazione ha un valore probatorio differenziato: fede privilegiata per i fatti direttamente attestati dal pubblico ufficiale, prova fino a querela di falso o fino a prova contraria per le dichiarazioni riportate, e valore di elemento indiziario valutabile con gli altri elementi quando manchi l'indicazione specifica delle fonti dichiarative.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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