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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10674/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (condominio)

La controversia

La controversia riguarda la debenza del COSAP per griglie e intercapedini realizzate a servizio di locali sottostanti a un fabbricato. La Corte d'appello aveva escluso il presupposto impositivo, ritenendo che le opere fossero state realizzate contestualmente alla costruzione dell'immobile, su suolo privato, prima che l'area perimetrale divenisse soggetta a pubblico passaggio, e che quindi non si potesse parlare di occupazione abusiva o di concessione presunta. Inoltre aveva ritenuto coperta da giudicato esterno la questione del diritto dell'ente a percepire il canone per l'anno 2004. Roma Capitale ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione dell'art. 63 d.lgs. 446/1997 e del regolamento comunale sul COSAP, sostenendo che il canone è dovuto per occupazioni di spazi e aree pubbliche anche del sottosuolo; 2) violazione della disciplina sulla legittima costituzione della servitù pubblica di passaggio, lamentando che l'onere della prova sulla proprietà dello spazio interessato sarebbe stato erroneamente posto a carico dell'amministrazione; 3) violazione dell'art. 2909 c.c. e dell'art. 324 c.p.c., contestando l'esistenza di un giudicato esterno su una questione di diritto relativa al diritto di percepire il COSAP per il 2004.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi due motivi perché la Corte territoriale aveva accertato in fatto che griglie e intercapedini erano preesistenti rispetto all'assoggettamento dell'area privata a uso pubblico e insistevano su suolo privato, sicché mancava il presupposto per il canone. Ha inoltre respinto il terzo motivo, affermando che il giudicato formatosi su un rapporto di durata preclude il riesame delle medesime questioni anche per i periodi successivi, salvo sopravvenienze di fatto o di diritto che mutino il contenuto del rapporto; nel caso di specie non era configurabile una semplice revisione del principio di diritto già affermato. Roma Capitale è stata condannata alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 63 d.lgs. 446/1997

    Il COSAP presuppone un'occupazione rilevante di spazi o aree pubbliche; se le opere insistono su suolo privato preesistente all'uso pubblico, il presupposto impositivo non sussiste.

  • artt. 1 e 16 del Regolamento del Comune di Roma istitutivo del COSAP

    Sono letti in coerenza con la disciplina generale del canone, che richiede un'occupazione di area pubblica o comunque un presupposto assimilabile all'uso pubblico del bene.

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato copre il dedotto e il deducibile e preclude il riesame delle questioni già decise, anche in rapporti di durata, salvo sopravvenienze che modifichino il rapporto.

  • art. 324 c.p.c.

    Concorre a fondare l'efficacia del giudicato esterno invocato dalla Corte territoriale.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro invocato per denunciare violazioni di legge nei tre motivi di ricorso.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Ai fini del canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche, non basta la mera esistenza di griglie o intercapedini: occorre che l'occupazione insista su suolo pubblico o che vi sia un effettivo presupposto di uso pubblico del bene, da accertarsi in concreto.
  • Se le opere sotterranee o a raso sono preesistenti rispetto all'assoggettamento dell'area al pubblico passaggio e restano confinate su suolo privato, non può ritenersi integrata una occupazione abusiva di suolo pubblico né una concessione presunta.
  • Nel giudizio relativo a rapporti di durata, il giudicato su una fattispecie attuale si estende ai periodi successivi e preclude il riesame delle medesime questioni, salvo sopravvenienze normative o fattuali che alterino il contenuto del rapporto.
  • La copertura del giudicato riguarda non solo le questioni espressamente decise, ma anche quelle che costituiscono antecedenti logici, necessari e indispensabili della decisione, cioè il dedotto e il deducibile rispetto al medesimo oggetto.

Come è indicizzato

RamiContrattiProcesso civile
IstitutiGiudicato

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